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Manifesto per la libertà nella "squola" degli asini

di: Francesco Saverio Calcara - del 2012-06-10

Immagine articolo: Manifesto per la libertà nella "squola" degli asini
  • Allo scopo di essere fedeli al principio basilare della pubblica amministrazione italiana, per cui “le carte debbono essere a posto”, ed eliminare conseguentemente il contrasto stridente tra quanto scritto nei vari POF, regolamenti, programmazioni, circolari, avvisi, moduli e moduletti vari, e quanto ormai appartiene alla prassi consolidata della scuola moderna, si formalizzano le seguenti proposte:

    1. Le scuole superiori di ogni ordine e grado assumono la denominazione di S.I.G. (Spazio di Intrattenimento Giovanile) “Torre di Babele”; gli studenti assumono il profilo di “utenti”, i docenti assumono la qualifica di “animatori”. Gli utenti hanno solo diritti, gli animatori solo doveri. Il logo del SIG è un asino rampante;
    2. Il capo d’istituto è una figura simbolica; egli ratifica quanto deciso dal “soviet” degli utenti, preoccupandosi solo della regolarità dei moduli e dei timbri;
    3. Al SIG, entrata e uscita degli utenti non sono soggetti ad alcun controllo;
    4. Sono abolite, pertanto, le giustificazioni;
    5. Sono abolite le classi; gli utenti ogni mattina si aggregheranno spontaneamente nei vari locali; potranno liberamente, in gruppo o singolarmente, circolare negli ambienti del SIG;
    6. Sono abolite le materie e sostituite da laboratori alla creatività, gabinetti di conversazione e lettura, corsi di danza, musica rock, metal, ecc. ecc., teatro, bridge, scopone scientifico, fotografia, ceramica, gastronomia, chiromanzia, taglio e cucito, trattamenti antistress, educazione all’immagine, alla corporeità, alla sessualità, all’affettività, ecc. ecc. Gli utenti potranno anche scegliere l’assoluta inattività. Le parole “cultura”, “disciplina” e “dovere”, sono definitivamente bandite dal SIG, in quanto retaggio di una concezione antiquata, passatista, autoritaria e centralistica della squola. Gli animatori che si ostineranno nella odiosa pratica del nozionismo saranno indicati al pubblico ludibrio, bruciati in effige, e scacciati con disonore.
    7. Sono aboliti i libri di testo (che, del resto, anche ora rimangono in gran parte inutilizzati), sostituiti eventualmente da giornali, fumetti, cassette, dvd, play station, carte da gioco, dadi, giochi da tavola, plastilina, materiale vario...;
    8. Sono aboliti i compiti (a casa e in classe), odiosi strumenti di repressione della spontaneità giovanile; essi sono sostituiti da “verifiche autogestite”;
    9. Sono abolite le sanzioni disciplinari. In casi particolarmente gravi (accoltellamenti, sparatorie, aggressioni a mano armata, pestaggi, e simili), il responsabile sarà gentilmente portato in presidenza, fatto accomodare, invitato ad ascoltare un breve fervorino e indotto ad accettare un sacchetto di caramelle o di cioccolatini.
    10. Gli animatori, che seguiranno opportuni corsi di riconversione tenuti dall’UCIIM, asseconderanno sempre e comunque gli umori degli utenti;
    11. Agli scrutini intervengono di diritto gli utenti che procederanno alla autovalutazione. Gli animatori possono assistere come osservatori e dare il loro parere, solo quando richiesto. Gli utenti esprimeranno, su apposito modulo, una valutazione di gradimento dei loro animatori. L’animatore che non avrà conseguito la sufficienza sarà obbligato a seguire un corso di recupero (come sempre, tenuto dall’UCIIM). L’animatore recidivo sarà licenziato;
    12. Ogni piano dell’istituto sarà dotato di due bar con relativi tavolinetti; di essi potranno liberamente usufruire gli utenti. Gli animatori si accontenteranno della macchinetta o del caffé generosamente offerto dalla bidella;
    13. L’intervallo è abolito; ogni utente potrà farlo, singolarmente o in gruppo, come, dove e quando vorrà;
    14. Gli utenti possono liberamente fumare (di tutto, di più), mangiare, bere, gozzovigliare e quant’altro, come, quando e dove riterranno più opportuno; appositi ambienti saranno messi a disposizione degli utenti per venire incontro alla loro giovanile esuberanza affettiva;
    15. In attesa della loro definitiva abolizione, nel corso della formalità degli Esami di Stato, per il buon nome del SIG, gli animatori hanno l’obbligo di svolgere essi (se ne sono capaci, altrimenti ricorreranno a Internet) le prove scritte e quindi di passarle agli utenti; gli animatori hanno poi l’obbligo di concordare preventivamente con gli utenti i temi del colloquio;
    16. La promozione e il diploma sono un diritto naturale e inalienabile degli utenti;
    17. Per quanto qui non espressamente previsto, vale la massima: L’UTENTE HA SEMPRE RAGIONE.

    Non so quale altro lavoro avrei potuto fare se non quello dell’insegnante. Un lavoro (avrei detto missione, se la parola non fosse antiquata) che amo e che cerco, tra mille difficoltà, di svolgere, stando, con altri - ahimé, sempre più sparuti - sulla barricata. Ci siamo lasciati alle spalle uno stuolo di “colleghi” arruolati nell’esercito del “chi te le fa fare…”, “tanto per ‘sti quattro soldi che ti danno…”, “non sarai tu a cambiare le cose…”, e stiamo lì a presidiare gli ultimi lembi della scuola che non vuole rassegnarsi a diventare squola e vuole resistere alla marea di asinità che sale. Per dirla con la pubblicità… “Aiutateci!”.

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