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"Addio" ai figli legittimi, naturali. Ecco i diritti dei figli delle coppie di fatto

di: Avv.Marinella Amodeo - del 2016-01-22

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  • Il Decreto Legislativo 28 dicembre 2013 n. 154 ha portato a termine il percorso di modifica delle disposizioni in materia di filiazione, già avviato con la L. 219/2012, eliminando ogni discriminazione rimasta nel nostro ordinamento tra i figli nati nell’ambito del matrimonio e quelli nati fuori da esso e così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi.  In sostanza, siamo arrivati all’affermazione dell’unicità dello stato di figlio e, di conseguenza, alla cancellazione dei riferimenti presenti nelle norme ai figli “legittimi”, ai figli “naturali” o “adottivi”, ora definiti semplicemente “figli”.  

    Al di là dell’aspetto meramente terminologico, è nell’ambito più concreto che emerge l’importanza della riforma.  In realtà, già da qualche decennio, il figlio naturale possiede gli stessi diritti e doveri di un figlio legittimo, ma solo nei confronti di mamma e papà.  Si è, infatti, sempre ritenuto che le altre relazioni di parentela dovessero presupporre il vincolo matrimoniale dei genitori, in mancanza del quale in capo al figlio non poteva essere giuridicamente riconosciuto alcun rapporto con fratelli, nonni e zii.  La nuova legge è intervenuta proprio su questo punto, riconoscendo finalmente anche al figlio naturale pieni diritti ereditari ed affettivi non solo nei confronti dei genitori ma anche di tutti gli altri parenti.

     Nello specifico, ciò ha portato all’abrogazione del cosiddetto diritto di commutazione in capo ai figli legittimi, che consentiva loro di soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si opponessero: in questo modo, i figli nati al di fuori del matrimonio non potranno più essere liquidati ma entreranno a pieno titolo e con pari merito con i legittimi nella comunione ereditaria.  

    Altro aspetto su cui la riforma riverbera i suoi effetti è la successione tra fratelli: oggi, infatti, il fratello naturale può concorrere all’eredità del fratello nato dallo stesso genitore, ma in costanza di matrimonio, qualora quest’ultimo muoia prima, senza lasciare figli e viceversa.

     Inoltre, la nuova Legge ha offerto tutela e garanzia al diritto dei nonni di mantenere rapporti significativi con i nipoti, consentendo ai primi di ricorrere al giudice nel caso in cui sia loro impedito l’esercizio di tale diritto.

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