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'Il mio rock': storia dei Beatles. I "baronetti" che incontrarono la Regina Elisabetta

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di: Luigi Simanella - del 2015-11-21

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  • Il 15 giugno del 1956 John Winston Ono Lennon, un ragazzino miope che allora suonava con il gruppo dei “Quarrymen”, aveva qualche problema per accordare la chitarra. James Paul McCartney, ch’era stato invitato da un comune amico, si offrì di farlo lui e, dopo averla ben accordata (da considerare ch’era mancino), gli spiegò come fare per non avere più gli stessi problemi.

    John, per dimostrargli la sua gratitudine, lo invitò a suonare qualche pezzo con loro. D’allora cominciò un sodalizio artistico fra Lennon e McCartney che sfociò nella creazione del gruppo che divenne ben presto il punto di riferimento di tutti gli altri gruppi rock a livello mondiale, i “Beatles”.

    Per definire, però, la loro formazione classica, cioè quella composta da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr (alias Richard Starkey), si dovette attendere per ben sei anni e cioè fino al 1962.

    Quell’anno il noto impresario Brian Epstein, sempre in cerca di nuovi talenti, si trovò a trascorrere la serata al “Cavern Club”, un rinomato pub londinese di Liverpool, città di nascita di tutti e quattro i ragazzi. Fu così che Epstein ebbe modo d’ascoltarli. Allora si facevano chiamare “Beat Brothers”.

    Brian si rese subito conto ch’essi possedevano delle grandi potenzialità musicali e propose loro un contratto discografico. Il primo singolo prodotto fu “Love me do” registrato col nuovo nome di “Beatles” scarafaggi. Fu, però, con “Please, please me” del 1963 che il fenomeno “Beatles” scoppiò deflagrando dapprima in tutto il territorio inglese e diffondendosi, subito dopo, in tutto il globo.

    Le loro facce pulite e sorridenti crearono un vero e proprio contrasto con lo spirito animalesco e selvaggio del blues. I due fenomeni, comunque, erano complementari. La Beatlesmania si contrappose alla musica blues e diventando, di fatto, un'attrazione di massa sviluppò il fenomeno del rock business.

    Nell’anno 1964 fu la Regina Elisabetta in persona che li volle incoronare “Baronetti” per i loro meriti artistici e per aver esportato la musica inglese in tutto il mondo rendendo un grande servizio alla nazione. Essi divennero, di fatto, membri dell’Ordine Imperiale Britannico. Gli anni seguenti furono per John, Paul, George e Ringo intensi, con grandi concerti e tournèe mondiali.

    La loro incredibile carriera, però, terminò relativamente presto. Nell’anno 1970, infatti, i quattro esaurirono tutte le loro prerogative per le quali s’erano messi assieme. Prima di dividersi ebbero il tempo di pubblicare il loro ultimo disco “Let it be”, uno dei loro più grandi successi.

    La storia dei “Beatles” fu caratterizzata da numerosi artriti fra gli stessi componenti, specialmente quando nella vita di Paul entrò Linda Eastman e in quella di John, Yoko Ono. Lennon, fra l’altro, per sposare Linda dovette divorziare dalla precedente moglie Cynthia Powell. Queste unioni determinarono la scissione degli ex-ragazzi di Liverpool che, da quel momento, intrapresero altrettante prestigiose carriere solistiche.

    I loro albums, da quel lontano 1970, sono stati ristampati, anche con i nuovissimi sistemi digitali e tutt’oggi si vendono più di quelli degli artisti moderni, tributando ai “Beatles” il riconoscimento come più importante gruppo rock della storia della musica.

    L’8 dicembre del 1980, davanti il “Dakota building” di New York, un fanatico squilibrato, tal Mark Chapman, sparò cinque colpi di pistola su John Lennon, mentre questi usciva da casa sua, uccidendolo. Lennon aveva appena 40 anni. Con la sua morte scomparve colui che nei “Beatles” era considerato il diamante pazzo, mentre la moglie giapponese ereditò tutte le sue fortune.

    Fu la fine di un’epoca della quale riecheggiano ancora, negli animi sopiti di tante persone al mondo, i versi della sua canzone più famosa “Immagina un mondo ………senza più guerre…..Immagina……!”.

    George Harrison, chiusa l'avventura con i “Beatles”, ha continuato dapprima da solista per, poi, fondare il gruppo dei “Traveling Wilburys”. È morto nell'anno 2001. Anche Ringo Starr, sciolto il gruppo, ha intrapreso la carriera solistica che oltre a musicista l'ha impegnato anche come attore cinematografico. Un'altra sua grande passione è la pittura.

    Paul McCartney, dopo avere fondato il nuovo gruppo dei “Wings” registrò, insieme al grande Stevie Wonder, il famoso brano “Ebony and avory” (ebano e avorio – il nero ed il bianco, con tutte le simbologie che questi due colori hanno da sempre rappresentato) e con Michael Jackson l’altrettanto famoso brano “Say Say Say” nonché “The girl in mine”.

    Ancora oggi, più che settantenne, ha conservato quella carica che solo il rock può dare deliziando tre generazioni di fans sparsi in tutto il mondo.

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