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La festività del Capodanno e le sue tradizioni

di: Vito Marino - del 2016-12-27

Immagine articolo: La festività del Capodanno e le sue tradizioni
  • Come avviene per ogni festività, anche per la ricorrenza del Capo d’Anno ci sono delle tradizioni che a poco a poco vanno scomparendo fagocitate dalla globalizzazione.

    Per il Capo d’anno era classico il pranzo a base di “scibbò”, un tipo di lasagna molto larga col bordo ondulato, cotte lunghe per come si trovano, cercando di non spezzarle, condite con ricotta, stufato di maiale, “mennuli atturrati” (mandorle torrefatte)  e “saliatu” (formaggio pecorino grattugiato). Si trattava del classico piatto chiamato “Lasagni cacati”.

    Questo tipo di pasta era considerato di buon auspicio per il nuovo anno; infatti un proverbio diceva: “Lasagni cacati e vinu a cannata / bon sangu fannu pi tutta l’annata”. Si tratta di un vocabolo siciliano proviene dal francese “jabot” in quanto assomiglia a quelle bande larghe con volants, che ornano la pettorina delle camicie da smoking.

    La carne, di varia origine, che faceva parte del secondo era cucinata principalmente a ragù o arrosto; si escludeva la salsiccia e gli involtini, perché rotondi. Infatti, la superstizione popolare asseriva che portava male mangiare in quel giorno cibi dalla forma rotonda come salsiccia, involtini, cannoli e “maccarruna”.

    Inutile precisare che, come avveniva in tutte le principali festività era una occasione per riunire i vari componenti della famiglia. Oggi sempre più spesso il pranzo si consuma in ristorante, facendo perdere quell’aspetto poetico e umano della riunione di famiglia in casa, con scherzi, risa, baldoria di bambini, mangiata di “cosi di ficu” e giocata a carte o a tombola.  

    Per quel giorno c’era la credenza che la qualsiasi situazione o azione (bella o brutta) succedesse o si facesse nel primo giorno dell’anno, si sarebbe poi perpetuata per tutto l’anno in corso. Infatti, era consuetudine dire: “Soccu si fa pi lu Capu d’Annu si fa tuttu l’annu – Cu è malatu pi lu Capu d’Annu è malatu tuttu l’annu – Capu di l’Annu penzacci ch’ha fari, si annata bona ti voi passari – Capu di l’annu saluti e dinari, penzacci beni lu chiddu c’ha fari - Cu mancia ministrina, tuttu l’annu fina fina - Cu mancia maccarruna, tuttu l’annu ruzzuluna - Cu travagghia pi lu Capu d’Annu, travagghia tuttu l’annu. - Cu chianci pi lu Capu d’Annu, chianci tuttu l’annu...”.

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