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Una serata "speciale" di musica e divertimento tra jazz e rock. Il racconto di Gigi Simanella

di: Luigi Simanella - del 2016-07-23

Immagine articolo: Una serata "speciale" di musica e divertimento tra jazz e rock. Il racconto di Gigi Simanella
  • E’ noto che amo la mia Sicilia e la mia Castelvetrano com’è giusto che campanilisticamente ciascuno di noi deve amare il proprio paese d’origine inteso in tutti i sensi: città, regione, nazione. Non posso fare a meno di considerare, però, il fatto che abitando in zone diverse dalla propria si possano avere delle opportunità che la tua terra, purtroppo, non riesce a offrirti.

    Da quando abito a Civitavecchia, oltre ad aver fatto amicizia con i “Cugini di Campagna”, ho avuto l’opportunità di partecipare alla Convention che, da vent'anni oramai, organizzano i soci del club “Cliff & The Shadows”.

    Lì ho fatto amicizia con Gary Stewart Hurst, ingegnere elettronico inventore del mitico distorsore a pedale per chitarra elettrica Tone Bender e del Flanger, del Phazer e del Chorus. Gary è stato il tecnico personale, oltre che dei mitici “The Shadows”, di gruppi quali i “Beatles”, i “Who”, gli “Yardbirds” e i “Led Zeppelin”.

    Da qualche anno, avendo sposato una gentilissima donna di Ancona, si è stabilito in Italia. E’ anche un eccellente esecutore canoro di brani blues e classici americani. Ho duettato con lui sabato 16 luglio in una bella villa di Manziana, nei pressi del lago di Bracciano, dove uno dei soci del club ha organizzato un’intera giornata dedicata alla musica.

    Ho anche portato con me mio figlio Daniele, visto che in questo periodo si trova a villeggiare a casa mia. Ospite d’onore Enrico Ciacci, fratello del più noto Little Tony, nonché prestigioso chitarrista. Daniele ed Enrico hanno avuto la possibilità di dare sfoggio del loro talento e della loro grande professionalità regalando a tutti i convenuti momenti di puro divertimento con brani che spaziavano dalla musica jazz al blues, dal rock agli standard dello swing internazionale.

    Anche a me è stato concesso uno spazio nel quale mi sono potuto confrontare con Enrico. Egli è stato gentilissimo a volersi affiancare a me. Insieme abbiamo suonato un paio di brani, “Harlem Nocturne” e “Take Five”, che in quanto a difficoltà non sono certo inferiori a tanti altri.

    E’ stata per me un’esperienza incredibile potere suonare con uno dei più bravi chitarristi nazionali, autore dei tanti successi del fratello da “Riderà” a “La spada nel cuore”, da “Cuore Matto” a “Bada Bambina”, solo per citarne alcuni. Avevo già conosciuto Ciacci quando, il comune amico Vito Valenti, m’aveva accompagnato a casa di Enrico a Roma.

    In quell’occasione ho avuto la possibilità di cogliere la sorprendente disponibilità di questi grandi artisti, il loro volere dimostrare, quasi forzatamente, la loro assoluta normalità, anche se noi spesso tendiamo a idolatrarli.

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