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Nel ricordo di "Lu zu Mommu Curia" e della "Sala Azzurra" di via Garibaldi

di: Pietro Errante - del 2017-07-09

Immagine articolo: Nel ricordo di "Lu zu Mommu Curia" e della "Sala Azzurra" di via Garibaldi
  • Ai ricordi degli anni infantili è legata la Sala Azzurra di via Garibaldi. Era un ambiente ampio nel quale si svolgevano i pranzi nuziali negli anni 50-60-70. Vi venivano preparati i tavoli e gli addobbi matrimoniali con uno spazio centrale lasciato libero per i balli degli sposi e degli invitati. Il tutto allietato da una qualche orchestrina di quelle che numerose si esibivano in quegli anni del boom economico ma ancora senza le tecnologie di questi anni tumultuosi. La festa nuziale si svolgeva con dolciumi, spumante e la classica torta nuziale.

    Custode della sala era "Lu zu Mommu Curia", un personaggio classico di quegli anni che era molto amato per la sua verve, la cordialità e la vivacità del suo eloquio. Lo ricordo seduto davanti alla Sala Azzurra che era ubicata a metà di via Garibaldi, di fronte alla cartoleria Napoli, vicina al cosiddetto Cortile delle Colonne.

    Mi ricordo che, ancora bambino, passando davanti alla Sala, "lu zu Mommu" mi chiamò per farmi una proposta irrinunciabile. "Vuoi venirti a fare una bella vavanza con me a Marettimo?" Aveva appena 11 anni, i miei genitori molto amici della famiglia Cudia e di lu zu Mommu in particolare (ricordo che mio papà era tra gli orchestrali che suonavano in quelle feste, essendo stato un ottimo violinista) e dunque aveva stretto amicizia con il Cudia.

    I miei genitori mi diedero il permesso di andare a Marettimo, bellissima e più lontana isola delle Egadi, affidandomi alla vigile custodia di "lu zu Mommu".

    "State tranquilli-rassicurò i miei genitori- lo terrò sempre vicino a me e me ne occuperò come fosse mio figlio". Partimmo da Trapani col vaporetto delle 7 e fummo a Marettimo per le 11 circa.

    Allora non esisteva attracco per le navi, che dovevano necessariamente fermarsi a circa 50 metri dal molo e che venivano raggiunte dalle barche dei pescatori dove trasbordavano i pochi turisti che veniva non portati a riva. Insomma, viaggio e arrivo a Marettimo era una bella avventura!

    Bisogna dire che "lu zu Mommu Curia" era un personaggio amatissimo a Marettimo, forse anche più che a Castelvetrano. I pescatori del luogo erano letteralmente impazziti dalla gioia alla notizia che sarebbe arrivato il loro benamato zu Mommu.

    Ricordo che fecero a gara per ospitarci nelle loro casette modeste ma linde e accoglienti. Abitammo per una settimana in una casa di pescatori proprio nel centro del piccolo paese. ci fu messa a disposizione una bella camera da letto e colazioni, pranzi e cene si consumavano a tavola assieme a tutta la famiglia.

    In quei sette giorni avrò mangiato tanto di quel pesce che mi fece passare la voglia di mangiarne per il resto della vita (forse da questo deriva il mio scarso attaccamento ai piatti di pesce). Insomma, tranne la colazione che era a base di caffelatte, a pranzo e a cena si mangiava sempre e solo pesce. Ma l'isola era affascinante, con coste bellissime, grotte, spiaggette da sogno, passeggiate con panorami da mozzare il fiato.

    Poi a sera, verso le 21, dopo cena, tutti, ma proprio tutti, i pescatori con le famiglie si accalcavano nella piccola piazza del paese, attorniavano lu zu Mommu che raccontava barzellette da sbellicarsi dalle risa e tutti ad applaudire fino a spellarsi le mani. Fu una delle mie vacanze più belle e indimenticabili di quei lontanissimi anni di infanzia grazie soprattutto all'affetto e all'amicizia di "lu zu Mommu Curia".

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