• area 14
  • Multimedical

Un week end da "Vip" tra autografi e campioni tedeschi. "Grazie cugino Pino, non dimenticherò mai"

di: Pietro Errante - del 2016-11-09

Immagine articolo: Un week end da "Vip" tra autografi e campioni tedeschi. "Grazie cugino Pino, non  dimenticherò mai"
  • Ero studente universitario a Firenze, secondo anno di corso di Lettere Classiche, rientrato da poco da una breve vacanza in Sicilia. Squilla il telefono della casa -famiglia in cui abitavo : “Signor Pietro- mi disse la padrona di casa- chiedono di lei”.

    Quale fu la mia meraviglia quando dall’altro capo del telefono udii la voce di un mio cugino che non vedevo più da tanti anni: Pino Esposito, figlio di mio zio Paolo. “Piero è un secolo che non ci vediamo! Che piacere, sai mi trovo a Firenze, sono accompagnatore della squadra di calcio del Borussia, siamo ospiti all’hotel Lucchesi, sul lungarno, mi farebbe molto piacere vederti”.

    Non me lo feci ripetere due volte. Intanto era veramente da tanto tempo che non vedevo uno dei miei cugini preferiti, capace di farsi le ossa e da emigrato di lusso in Germania era riuscito a farsi una posizione economica di rilievo essendo proprietario del noto ristorante Gambrinus, riservato ai Vip, dato il costo del menù. E poi entrare all’hotel Lucchesi, uno degli alberghi più lussuosi di Firenze, ubicato sul lungarno quasi di fronte a Ponte Vecchio, mi allettava non poco. “ Arrivo di corsa” fu la mia telegrafica risposta.                        

    All’hotel Lucchesi quasi non mi facevano entrare, dato l’abbigliamento spartano che uno studente squattrinato si poteva permettere a quei tempi: un montgomery verde bottiglia, un jeans ed un paio di stivali, insomma non il massimo dell’eleganza. Ci volle un po' di insistenza per farmi annunciare a mio cugino che scese dalla sua stanza e chiarì l’equivoco con gli addetti alla reception.                  

    Ci abbracciammo teneramente, scambiandoci i rituali saluti e raccontandoci le reciproche esperienze di quegli anni (erano i meravigliosi anni 70 quando in Italia funzionava quasi tutto).

    Poi l’incredibile proposta: “Perché non resti qui con me per questo fine settimana. Sono accompagnatore ufficiale del Borussia, la squadra di Netzer, Vogts ed altri campioni tedeschi. Affrontiamo la Fiorentina in amichevole. Dai resta con me, ti aggrego alla squadra, mangi con noi, come se fossi un calciatore tedesco”.                        

    In quegli anni, effettivamente, ero biondo e portavo i capelli lunghi, scambiarmi per un tedesco non era difficile, molti lo avevano fatto. Accettai con entusiasmo la generosa proposta di mio cugino.

    Era venerdì pomeriggio, cenai con la squadra, fui presentato al presidente, all’allenatore e ai vari giocatori, compreso il grande Netzer (in foto), dormii in una suite dell’hotel Lucchesi.

    Insomma un sogno per uno studentello siciliano squattrinato che si poteva permettere un letto in una stanza in famiglia a 4 posti.

    Il sabato sontuosa colazione, pranzo e cena di cui non ricordo più neanche le pietanze, ma sempre assieme ai calciatori, mio cugino Pino, il presidente e tutti gli altri collaboratori.      

    Arrivò la domenica pomeriggio (quando era prevista l’amichevole). Salii sul pullman che portava la formazione tedesca allo stadio. Quando scesi dal pullman assieme agli altri giocatori, alcuni ragazzi mi vennero incontro chiedendomi un autografo credendo che io fossi un giocatore del Borussia.

    Nel trambusto generale della situazione concessi un paio di autografi vergando “Pietro Errante” con piena soddisfazione dei ragazzini che me lo avevano chiesto.                              

    Per concludere mi godetti la partita (risultato finale 0-0) standomene seduto in tribuna Vip accanto a mio cugino Pino, al presidente del Borussia e relativa consorte e a tutte le autorità presenti. Fu una esperienza indimenticabile.                              

    A fine gara riabbracciai mio cugino che doveva rientrare immediatamente in Germania in aereo da Peretola assieme alla squadra tedesca e a tutte le maestranze.

    Non finii mai di ringraziare abbastanza mio cugino Pino Esposito per il meraviglioso fine settimana. “Figurati è stato un piacere - mi disse quando stava per salire sul pullman che lo avrebbe portato in aeroporto - anzi perché non mi viene a trovare a Colonia?

    Quando arrivi in stazione basta che chiedi a chiunque: sono di Castelvetrano cerco il Gambrinus di Pino Esposito. A Colonia ci sono tanti di quei Castelvetranesi che neanche te lo immagini”.          

    Pochi anni dopo appresi la triste notizia della sua morte senza aver potuto partecipare al suo funerale. Ma quell’esperienza che mi fece vivere resta scolpita nella mia memoria.                            

    Pino Esposito era molto conosciuto a Castelvetrano dove spesso veniva per farsi realizzare vestiti su misura dalla sartoria di suo gradimento. Se ne restava per un po di giorni a provare gli abiti, si faceva un giro della città e delle borgate e poi rientrava in Germania nel suo bellissimo e famosissimo Gambrinus. In Germania si era sposato con una donna già madre di una figlia avuta da precedente matrimonio.       

    Vuoi saperne di più su questa notizia? Clicca su "Mi Piace" Castelvetanonews o seguici su Twitter e riceverai prima di tutti le notizie dal Belice

  • Il mercatino dei lettori

    Invia il tuo annuncio

    Dopo aver selezionato l'immagine sarà necessario attendere la conferma, che verrà visualizzata qui in basso

    I più letti