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"Le mie creazioni tra arte, storia castelvetranese, moda e riciclo". Intervista a Francesca Fontana

di: Catia Scoglio , Alessandro Indelicato - del 2017-04-14

  • Tutto il fascino della Sicilia che raccoglie e intreccia le sue sfumature artistiche, tra passato e presente, è racchiuso nelle creazioni moda e in gioielli artigianali creati dalla giovane artista castelvetranese Francesca Fontana.  

    24 anni, appassionata di moda per talento e vocazione: Francesca vive circondata da stoffe, fili e materiali raffinati fin da piccola.  

    Affascinata dal mondo dell’arte e segnata da un forte istinto creativo, ha deciso di seguire la sua inclinazione studiando e preparandosi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

    La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti.La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo.

    Ed è proprio nella forza delle sue idee che Francesca ha creduto dando sempre libero sfogo al suo estro in ogni suo lavoro fin adesso portato a termine.

    Francesca inizia così il suo percorso che offre un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, alla scoperta della Sicilia medievale che torna al suo splendore e vuole risplendere nel suo presente.  

    Da qui nasce il concept che racconta la sua idea di moda e artigianato innovativo che evoca tutto il fascino della Sicilia di Federico II, crea e approfondisce lo studio di tessuti e forme per poi ideare gioielli e creazioni moda senza tempo.  

    Francesca ha raccontato alla nostra Redazione il percorso condotto fin adesso con una punta di orgoglio circa la menzione di Castelvetrano all'interno della sua tesi di laurea.

    Raccontaci come nasce la tua passione per la moda

    “Più che una passione ho sempre avuto il bisogno di seguire l’istinto creativo; sin da piccola amavo disegnare e lavorare con le mani (che si trattasse di abiti, accessori o fumetti), purché avessi davanti qualcosa a cui lavorare ero felice, e tutt’ ora lo sono quando creo qualcosa. Credo di aver ereditato questo lato creativo da mia madre, che come me ha frequentato l’accademia di belle arti, anche se in famiglia siamo tutti un po’ creativi. "

    Come è nato il connubio tra moda e gioielli di artigianato?

    "Crescendo ho capito che il mio futuro sarebbe stato entrare nel mondo della moda, non tanto per un fine economico bensì per una soddisfazione personale nel comunicare la mia creatività agli altri, in quanto credo che l’arte, o meglio, la creatività sia uno dei pochi mezzi con cui ci si possa esprimere liberamente, mostrandosi per ciò che si è realmente, senza alcuna maschera.

    Però con il passare del tempo ho iniziato anche a creare accessori e gioielli artigianali, aprendomi un mondo nuovo con numerose tecniche e materiali, capendo che potrei fare dell’artigianato il mio lavoro, restando sempre in campo di moda.  

    Penso che l’artigiano, nonostante sia un mestiere molto umile e antico, debba essere rivalutato; esso consente di far rinascere le materie prime, di mantenere viva la propria tradizione e soprattutto di garantire una produzione unica e inimitabile, che nessuna macchina tecnologica potrebbe mai superare, poiché la differenza tra la manualità umana e una macchina è principalmente la mente.

    Essa è programmata per eseguire un lavoro fisso, e senza imperfezioni, ma non si potrà mai sostituire all’ingegno di un maestro artigiano; inoltre un vero lavoro artigianale non è mai perfetto, è da lì che proviene la sua originalità. "  

    Nelle tue creazioni emergono i richiami al passato dell’isola e alla tua città di Castelvetrano, in particolare alla sua storia antica con precisi riferimenti a Federico II, spiegaci la tua scelta artistica.

    "Ho deciso di esaltare le qualità e le risorse del mio paese, ricordando a tutti che esiste un patrimonio che rende Castelvetrano potente e ricco di risorse. Partendo dal titolo della tesi “Identità federiciane ritrovate”, ho approfondito ogni traccia di storia su Castelvetrano e l’artigianato nel periodo medievale.

    Grazie alle costruzioni medievali erette in epoca arabo-normanna, tra cui Palazzo Pignatelli e la Trinità di Delia, sono riuscita a creare una mia collezione di abiti, analizzandone e riprendendone forme e stile, e con l’impiego di materiali artigianali.

    In tal modo ho voluto dimostrare quanto l’arte, e nello specifico l’artigianato, sia fondamentale nella nostra cultura e vi sia sempre stato, grazie anche al mercato delle stoffe promosso dallo stesso Federico."

    Il tuo obiettivo dunque è esaltare la storia del tuo paese e dell’isola nelle tue creazioni artistiche, attraverso quali percorsi?

    "Ambizione principale del mio lavoro è stata quella di rievocare il passato, rendendolo principalmente presente, e poi futuro.  

    Dunque ho iniziato a cercare quelli che potessero essere i materiali più naturali possibili ed identificativi della tradizione sicula; per cui ho voluto sfruttare materiali tipici del mio territorio e soprattutto fatti da fibre naturali: dunque la curina (“raffia”), del vimini, della carta, sughero e dello spago.  

    Sono stata affascinata dai vari intrecci,  lavorandoli a mano, in modo da creare qualcosa di originale, ma al tempo stesso che avesse un sapore di passato e di tradizione.

    Quando progetto un abito o un accessorio cerco di mirare se possibile al riciclo, ossia all’impiego di materiali naturali, e risorse inutilizzate, mostrandone le potenzialità; ho voluto utilizzare quei materiali dei mestieri del passato che venivano lavorati dai nostri nonni, e che purtroppo oggi stanno svanendo. L’obiettivo principale difatti è stato quello di mettere l’artigianato e la moda sullo stesso piano, con l’esempio di Domenico Dolce, fedele siciliano, facendo di questi mestieri antichi un futuro per noi giovani, senza far perderne il suo valore. "

    Ma perché proprio la Sicilia?  

    " Innanzitutto perché, da fedele siciliana, non potevo non parlare della nostra bellissima terra, colma di luci, colori, odori e ispirazioni; e poi perché è risaputo che la miglior manodopera tessile si è originata in Sicilia.

    Da lì provenivano le migliori manifatture, i corredi e le ricamatrici, che, come da tradizione, trasmettevano il mestiere alle proprie figlie, facendolo divenire un vero e proprio lavoro dal quale dipendeva il loro futuro. Tra le ricerche in archivio ho scoperto che  esistette nel 600 una fabbrica, la quale produceva dei drappi di seta nera, chiamati cattivelli, in quanto destinati alle vedove."

    Un modo non convenzionale quello di Francesca di concepire l’arte e la moda, che si veste di suggestioni antiche, che ispirano ma non travolgono lasciando spazio ad uno stile che fa rivivere le storie e le emozioni del mondo siciliano, attraverso le sue lavorazioni, che valorizzano la bellezza della nostra isola.

    Per chi volesse contattarla: https://www.facebook.com/Fashion-bijoux-di-Francesca-Fontana-373359912823774/?fref=ts

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