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Salemi e le “abituali” inondazioni di Fiumelungo. Dal 1976 ad oggi la storia non e’ cambiata

di: Dott. Francesco Marino - del 2018-11-09

Immagine articolo: Salemi e le “abituali” inondazioni di Fiumelungo. Dal 1976 ad oggi la storia non e’ cambiata
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  • Le immagini delle alluvioni del 1976, 1991 e 2018 che hanno interessato la località di Fiumelungo, sempre nel medesimo tratto della strada che collega i paesi di Salemi e Vita.

    La Frazione di Fiumelungo fa parte del comune di Salemi. Nella località scorre la trafficata strada che collega l’anzidetta cittadina all’abitato di Vita. A “Ciumara”, com’è conosciuto quel territorio dagli abitanti anziani della frazione, è attraversata da un torrente che per qualche centinaio di metri fluisce le proprie acque in parallelo con la strada.

    Abitualmente secco d’estate ma attivissimo durante la stagione delle piogge, quel fiumiciattolo nell’ultimo mezzo secolo si è più volte rifiutato di ricevere le mastodontiche quantità di acqua piovana scese a valle dalle alture circostanti.

    La storia di Fiumelungo ci ricorda che nella prima metà degli anni '70, in quella località o nelle adiacenze di essa, sorsero alcune cave di sabbia il cui materiale ivi estratto contribuì alla costruzione dell’autostrada Palermo - Mazzara del Vallo.

    I meno giovani ci raccontano di interminabili colonne di camion, che dopo aver caricato la sabbia, transitavano dalle strade di Fiumelungo per raggiungere i cantieri di destinazioni. Oggi, ad una prima e sommaria analisi dello stato delle cose, sembrerebbe incoerente escludere un legame tra l’estrazione di quel materiale sabbioso, le dinamiche evolutive dei fenomeni d’instabilità territoriali e le ripetute alluvioni che si sono susseguiti in quell’area.

    Tutto ebbe inizio il 26 agosto del 1976 dopo alcuni giorni di incessanti temporali che, ad un primo acchito, sembravano eventi naturali come tanti altri in passato. Nel primo pomeriggio si udì improvvisamente un forte boato e subito dopo giunsero a valle imprevedibili e gigantesche quantità di acqua e fango. La strada venne invasa dall’acqua e inibita al traffico. Alcune abitazioni furono semi sommersi mentre il piccolo torrente non riuscì a far defluire quella grande massa di acque imbrattate.

    Quel giorno, su una via laterale e a pochi metri della strada statale, proprio sul ponte che consentiva l’attraversamento del ruscello, sono ancora in tanti a ricordare la signora sulla Fiat 500 blu che, insieme ai suoi due piccolissimi figli, era rimasta bloccata dall’improvvisa inondazione. Intanto che la fanghiglia continuava a salire, alcuni uomini della zona legati a delle corde fecero appena in tempo a mettere in salvo quei poveretti prima che l’auto sparisse inghiottita dal fango. Quegli eroi, forse, allora evitarono una tragedia da prima pagina dei mass media nazionali.

    Nella stessa giornata, come non ricordare il salvataggio di un anziano novantacinquenne caricato su una pala meccanica, dopo averlo estratto dal balcone della sua pericolante abitazione ormai semi invasa dall’acqua.

    Da allora, in quel tratto di strada le inondazioni si sono regolarmente susseguite. Dopo i grandi disastri del 1976 sono giunti quelli del 1991 e poi il più recente, solo di qualche giorno fa. Nei periodi intermedi, sono avvenute altre inondazioni non certo meno importanti. Ogni volta è stata interrotta l’arteria stradale, con rilevanti disaggi vissuti da coloro i quali si dovevano spostare tra i due paesi belicini.

    Al momento, dopo le replicate richieste d’intervento avanzate alle autorità nel corso degli anni per comprendere l’origine di quelle ripetute inondazioni, senza ottenere soddisfacente risultati, sembra giunta la rassegnazione tra la gente di Fiumelungo. Ad oggi, pare, non sussisterebbero ancora robuste indicazioni riconducibili ad interventi risolutori del problema.

    Forse, una periodica manutenzione ordinaria mirata a togliere i materiali che ostruiscono i canali di scolo della strada sarebbe auspicabile. Magari, un monitoraggio del torrente e l’estrazione del materiale che si deposita nel letto dello stesso sarebbe più che augurabile. Come sarebbe sperabile un serio sopralluogo dei tecnici nel territorio per verificare l’eventuale dissesto idrogeologico.

    Per difendersi dalle inondazioni, qualcuno ha costruito muretti attorno alla propria abitazione, altri hanno sistemato paratie negli ingressi per impedire all’acqua di entrare in casa. Taluno ha perfino abbandonato la propria residenza. Insomma, senza una decisa azione di chi possiede la competenza per farlo - che ci auguriamo non avvenga dopo la conta di qualche vittima - le alluvioni di Fiumelungo rischiano di essere assorbite nella famosa frase popolare salemitana “Finiu comu a festa di Vita e Lu palluni di Salemi”

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