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Acquedotto di CVetrano, tecnici a lavoro per accertare il rischio di crollo in caso di terremoti. Ecco gli scenari possibili

di: Elio Indelicato - del 2018-10-11

Immagine articolo: Acquedotto di CVetrano, tecnici a lavoro per accertare il rischio di crollo in caso di terremoti. Ecco gli scenari possibili
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  • Si è svolto un sopralluogo dei tecnici per un primo esame esterno delle condizioni soprattutto statiche del serbatoio di accumulo comunale sito nella via Mascagni a Castelvetrano. Gli stessi, hanno attentamente visionato attraverso un cestello mobile anche le parti alte del serbatoio, soprattutto quelle più ad occhio nudo ammalorate.

    Dopo le ricognizioni dei giorni scorsi alla presenza anche dei Vigili del Fuoco, che dovranno presentare una relazione, è stato individuato un professionista strutturista, l’ingegnere Leonardo Tilotta, al quale il commissario Salvatore Caccamo ha riferito che: ”darà formalmente incarico di accertare prima di tutto la sicurezza del manufatto dal punti di vista sismico, poi adotteremo le misure consequenziali”.

    Di sicuro non c’è allo stato di fatto un rischio di crollo del serbatoio ma come ha detto lo stesso ingegnere Tilotta ci sono delle criticità. Infatti in molte parti del manufatto, come si dice in gergo “il ferro è scoppiato” e sono caduti all’interno del recinto dei grossi pezzi di cemento.

    "Le valutazioni sul da farsi- ha concluso il Commissario- saranno fatte a conclusioni di queste indagini che potranno portare o ad una messa in sicurezza del serbatoi o al ripristino della parte ammalorata con una accurata ristrutturazione o nella peggiore delle ipotesi all’abbattimento”.

    Intanto si pensa a riaprire un tratto di strada magari solo in un senso di marcia per evitare ancora disagi soprattutto ai residenti della zona di Contrada Giallonghi, che stanno vivendo in apprensione non conoscendo bene la situazione statica del serbatoio già da un decennio svuotato di acqua, quando furono notate le prime crepe nei pilastri di sostegno. Ma da allora nessun intervento.

    Adesso la struttura è peggiorata e in ogni caso fondi o non fondi bisogna intervenire. Il serbatoio di accumulo, alto circa 25 metri, fu progettato negli anni settanta dall’ingegnere Giuseppe Gucciardo e poi i lavori iniziarono all’inizio degli anni ottanta per far fronte al fabbisogno idrico delle famiglie e conteneva cento metri cubi di acqua. Un’opera di pregio architettonico che viene riportata anche in riviste specializzate. Ai residenti questo comunque interessa poco e chiedono risposte celeri.

    Nella foto tecnici davanti il serbatoi comunale dopo l’accesso.

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    p1 Piazza Italia