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I profughi di Erbe Bianche "protagonisti" di una mostra fotografica a Catania grazie al fotografo Francesco Bellina

di: Redazione - del 2019-03-15

Si terrà il prossimo 21 marzo a Catania una mostra di Francesco Bellina, fotografo freelance, dedicata ai profughi del campo Erbe Bianche a Campobello di Mazara. Se ne era occupato addirittura, anche The Guardian, pubblicando le foto di questi uomini, immortalati dal fotografo trapanese, che ogni anno si spostano seguendo la “Rotta del lavoro” nelle campagne. Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre si spostano a Campobello di Mazara, per raccogliere le olive, nocellara del Belìce. 

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  • La redazione di Castelvetranonews ha contatto il fotografo Francesco Bellina, che concentra il suo lavoro nel sociale e soprattutto nella migrazione, per approfondire il tema di queste foto. 

    A Campobello di Mazara, sulla costa occidentale della Sicilia, c'era un accampamento sporco improvvisato, ospitava 1.200 persone. Quest'anno, invece, grazie alla sinergia tra Comune di Campobello, Croce Rossa e Prefettura la situazione è notevolmente migliorata e sono stati gestiti flussi e luoghi di pernottamento in maniera regolare, legale e nel rispetto dei diritti essenziali dei lavoratori.

    Negli anni scorsi erano tutti profughi e migranti africani che si contendevano disperatamente l'opportunità di lavorare per lunghe ore nei campi come lavoratori agricoli illegali, in cambio di salari miseri e sfruttamento. Alcuni lavoratori dicevano di essere pagati solo 2 euro all'ora, senza contratto o assicurazione sanitaria. 

    Come sei venuto a conoscenza di questo spostamento dei profughi?

    “Avevo sentito parlare di questo spostamento, che portava i ragazzi a spostarsi per lavorare nelle campagne. Ho passato 2 anni ad intermittenza in contatto con l’accampamento di Campobello di Mazara. Per 2 mesi, vi sono stato almeno 3 volte a settimana. I ragazzi stavano all’esterno. Sono diventati 1.200 e hanno finito per occupare abusivamente tutto lo spazio alla zona esterna all’ex molino destinato loro dalla prefettura, bene confiscato alla mafia. La maggior parte di loro aveva i documenti in regola. Non erano clandestini.”

    Gli uomini di questo campo erano tutti qui a lavorare negli uliveti vicini per produrre un olio extravergine di oliva di alta qualità, esportato in tutto il mondo. Ogni mattina alle 5 del mattino, centinaia di loro, con sandali e cappelli, strisciavano fuori dalle loro tende e facevano la fila fuori dal campo in attesa che i contadini locali li raccogliessero in furgoni per portarli nei campi. Purtroppo nel 2017 il lavoro scarseggiava.   

    Molti di questi ragazzi hanno anche un titolo di studio e una formazione, che permetterebbe loro di lavorare fuori dalle campagne. Forse, la verità è che qui, manca la manodopera. Che ne pensi?

    “Gli italiani non vogliono lavorare nelle campagne. Io ho lavorato nei campi anni fa. Lavoro molto sulle migrazioni. In Sicilia ho documentato sbarchi, i rapporti Mafia – sbarchi, sono stato al confine con la Nigeria, nel deserto, nei ghetti dei migranti. Girano troppe fake news. Se conoscessimo queste storie, non ci sarebbero pregiudizi. Il mondo si è creato dalle migrazioni.” 

    Secondo la Coldiretti, la principale organizzazione contadina italiana, la produzione dell'isola ha toccato nel 2017 un minimo storico, con un calo di quasi il 42% sulla media stagionale. Questo significava meno lavoro e meno stipendi per chi veniva scelto per saltare a bordo dei furgoni diretti ai campi. Molti dei rifugiati africani del campo, che sono arrivati in Sicilia da altre regioni, non avevano i soldi per tornare a casa. Bloccati nelle loro tende a Campobello, speravano ogni giorno di fare abbastanza soldi per lasciare l'accampamento.

    Gli italiani dovrebbero far ricorso alla loro memoria storica, e non lasciarsi inviluppare in logiche speculative, che purtroppo sfociano anche in sentimenti di odio e razzismo. Le foto di Bellina parlano all’italiano, il cui nonno ha sofferto nelle miniere in Germania o in America. Gente che vive in condizioni precarie igieniche, sanitarie e umane, senza acqua calda, senza un tetto. 

    La Sicilia ha visto passare greci e romani, arabi, inglesi, francesi, spagnoli. Questa è una terra in cui l’”accoglienza fa parte della storia”. La Sicilia è il centro del Mediterraneo, luogo di interculturalità, esposto da sempre alle migrazioni. E di per sé, i siciliani sono accoglienti. C’è gente, che preferisce dipingere questi uomini in foto, come una massa di “mantenuti” che bivaccano in giro, con le cuffiette e una bicicletta, e non riflettere sul business privato che generano.

    Ringraziamo Francesco Bellina per le sue dichiarazioni e la disponibilità per la redazione di Castelvetranonews, ricordando che il suo lavoro è riconosciuto negli anni, a livello internazionale, pubblicato da importanti media come The Guardian, Al Jazeera, The Globe and Mail, Paris Match, Le Monde, Internazionale, L'Espresso, Washington Post, tra gli altri. Nel 2016 e nel 2017 è stato nominato per il World Press Photo Joop Swart Masterclass. 

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