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Selinunte, lavori per 20 Mila Euro alla recinzione Parco Archeologico. Al vaglio ipotesi sostituzione eucalipti

di: Elio Indelicato - del 2019-06-12

Immagine articolo: Selinunte, lavori per 20 Mila Euro alla recinzione Parco Archeologico. Al vaglio ipotesi sostituzione eucalipti

Dal lido Zabbara a Marinella di Selinunte e fino al Gorgo Cottone rivisitata tutta la recinzione prospiciente il mare del Parco Archeologico di Selinunte con la sostituzione di buoni tratti, mentre gli alberi di eucaliptus nell’area chiamata della Forestale, sarebbero la causa dell’insabbiamento di tutta la recinzione sotto l’acropoli.

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  • Il direttore del Parco, Enrico Caruso, ha voluto concludere la sua permanenza a Selinunte, con un altro tassello importante del suo lavoro che è costato al Parco circa 20,000 euro, a seguito di apposita gara di appalto su Mepu (mercato elettronica pubblica amministrazione), una piattaforma ad hoc che ha visto aggiudicataria l’impresa Eps di Palumbo Ottavio snc & C. di Palermo.

    Nella parte alta che costeggia la via Piagafetta un tratto di recinzione è stata sostituito con pannelli orsogril, mentre lungo la costa sotto l’acropoli la ditta ha dovuto scavare accuratamente per riportare alla vista, ma soprattutto alla sua funzione originaria di protezione, tutta la recinzione e il cordolo di cemento completamente insabbiato fino a scomparire in alcuni tratti.

    Per questi lavori sono stati necessari particolari autorizzazioni a cominciare dalla Viec (valutazione impatto incidenza ambientale), trattandosi di zona protetta di interesse comunitario, con parere del direttore della Riserva Orientata del Belice del Fiume Belice Roberto Fiorentino, responsabile della Z.p.s.

    La consulenza dei lavori è stata affidata all’ingegnere Giuseppe Taddeo, mentre responsabile unico del procedimento è l’architetto Giuseppe Scuderi e infine direttore lavori Enrico Caruso. Da più di dieci anni non venivano effettuati dei lavori in questo senso e si era registrato anche un parziale cedimento dei cordoli in cemento a causa di un forte nubifragio con mareggiate molto forti che finirono per indebolire parte della recinzione poi collassata.

    L’insabbiamento quasi del tutto della recinzione, chiaramente compreso i pannelli, nella parte del Lido Zabbara sarebbero da addebitare agli alberi di eucaliptus, piantati negli anni 60, i quali hanno snaturato il litorale che prevedeva solo la presenza della macchia mediterranea, che favoriva la formazione naturale delle dune di sabbia.

    La sabbia negli anni è aumentata perché questi alti alberi hanno fatto da frangivento accumulandola nella recinzione prospiciente, fino a farla scomparire. L’ingegnere Giuseppe Taddeo precisa che: ”c’è in atto da parte di un noto professionista agronomo, uno studio per una riconversione arborea del’area" (detta della forestale), ma che di fatto appartiene al Parco Archeologico. E mentre continuano i lavori, c’è una nota del Circo Legambiente Crimiso di Castelvetrano, che ogni anno organizza la tappa “Spiagge e  fondali puliti 2019”, tra Triscina e Selinunte, che stigmatizza l’operato dell’impresa che sta effettuando i lavori, che avrebbe spianato le piccole dune naturali sul versante del fiume Gorgo Cuttone seppellendo qualsiasi rifiuto non solo vegetale.

    Una supposizione che viene comunque scartata dagli stessi addetti ai lavori del Parco. Per la cronaca all’interno dello stesso sono stati riqualificati da poco i servizi igienici, quelli presenti all’ingresso del Parco e quelli della collina orientale con la pavimentazione degli stessi locali.

    Nella foto la recinzione del Parco.

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