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Diffamò l'ex comandante dei Carabinieri di Salemi. Corte d'Appello conferma condanna a Sgarbi

del 2019-11-07

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La Corte di Appello di Palermo, sezione terza penale, presidente Dr. Matteo Frasca, ha rigettato l’appello proposto dall’imputato Vittorio Sgarbi, confermando la sentenza del Tribunale di Marsala emessa a luglio 2018. In primo grado, infatti, Vittorio Sgarbi (sindaco di Salemi) era stato condannato, insieme ad Antonella Favuzza (all’epoca vice-sindaco) per il reato di diffamazione a mezzo stampa perpetrato a carico dell’ex comandante della Stazione dei Carabinieri di Salemi, Giovanni Teri, costituitosi parte civile con l’avv. Mariella Martingiglio.

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  • Gli stessi, inoltre erano stati condannati anche al risarcimento dei danni in favore della parte civile, determinati in € 30.000 a carico di Sgarbi ed € 5.000 a carico della Favuzza, oltre alle spese legali del giudizio di primo grado. La stessa sentenza era stata appellata anche dall’altra parte civile Melchiorre Angelo, difeso dall’avvocato Francesco Salvo di Salemi, considerato che il Tribunale aveva erroneamente rigettato la sua domanda risarcitoria. La corte di Appello con la sentenza di oggi ha accolto l’appello proposto dall’ex consigliere comunale Angelo, condannando, in solido Sgarbi e Favuzza, ad un risarcimento danni pari ad € 5.000, oltre alle spese legali sostenute dalle due parti civili nel giudizio di appello.

    I fatti traggono origine da una serie di articoli diffamatori pubblicati dall’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi dal 2008 al 2012, il quale insieme alla Favuzza, ha criticato e denigrato l’operato del comandante Teri, che stava seguendo un’inchiesta a carico dell’ex deputato regionale Giuseppe Giammarinaro. Inoltre, i due in quel periodo attaccarono duramente, offendendolo, anche Melchiorre Angelo, consigliere comunale che aveva deciso di passare all’opposizione perché non condivideva più l’operato del sindaco.

    Il comune di Salemi, in seguito all’inchiesta “Salus Iniqua”, ad aprile del 2012 fu sciolto per presunte infiltrazioni mafiose. Per conoscere i motivi della sentenza di appello bisognerà attendere ancora 90 giorni. Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi della vicenda.

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