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Il ripristino della linea CVetrano-Agrigento, treni più efficienti e una dignitosa rete ferroviaria per far "decollare" l'economia

di: Giuseppe L. Bonanno - del 2020-02-06

Immagine articolo: Il ripristino della linea CVetrano-Agrigento, treni più efficienti e una dignitosa rete ferroviaria per far "decollare" l'economia

(ph. www.servizicontabiliefiscaliviterbo.it/)

A Castelvetrano, e un po’ in tutta la Sicilia, la mentalità diffusa sopravvaluta il ruolo delle automobili e dà poca importanza al trasporto pubblico. Questo errore di valutazione, dei politici, ma anche dei semplici cittadini, è una delle cause del nostro sottosviluppo.

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  • Qualche tempo fa, la pubblicità di una compagnia aerea recitava “il vero ponte parte da Palermo”, intendendo che il vero collegamento con l’Italia, con l’Europa, col mondo non è l’autostrada Salerno - Reggio Calabria, che si raggiungerebbe con un eventuale ponte, ma sono i porti e gli aeroporti, dei quali la Sicilia è già fornita, che possono metterci in collegamento diretto con moltissime località. Per lo Stretto, basterebbe aumentare il numero dei traghetti, che invece da anni diminuisce.

    Le compagnie di navigazione dovrebbero intensificare i trasporti, specialmente di merci, da e per la Sicilia, su quelle che gli stessi imprenditori giustamente definiscono “le autostrade del mare”. Se l’Alitalia continuerà ad esistere, dovrebbe essere obbligata dal Governo nazionale a ripristinare i collegamenti diretti dalla Sicilia per i vari aeroporti, almeno quelli italiani; lo scalo obbligatorio a Fiumicino fa perdere tempo e soldi agli utenti, ma anche alla stessa compagnia, che perde clienti.

    Occorre ampliare, potenziare ed internazionalizzare sul serio gli aeroporti siciliani (Palermo, Catania, Birgi, Comiso, Pantelleria, Lampedusa), facendoli lavorare in sinergia e non in concorrenza, senza costruirne altri, non soltanto per problemi di impatto ambientale, ma soprattutto perché il contemporaneo ammodernamento della rete stradale e ferroviaria dovrebbe consentire di raggiungere velocemente ogni punto dell’Isola. Occorre ampliare i porti ed istituire linee numerose e veloci, per tutto il mondo, nonché per il collegamento con e fra le isole minori.

    Per quanto ci riguarda più da vicino, il porto di Mazara, per la sua posizione strategica per i trasporti da e per l’Africa e l’Asia minore, nonché per Pantelleria e le Pelagie, dovrebbe essere ampiamente rivalutato.

    Per le ferrovie (considerate dai Siciliani strumento ottocentesco, mentre nel resto del mondo vengono ampiamente usate), occorrerebbe il ripristino della linea Castelvetrano-Agrigento –almeno fino a Sciacca– cosa che consentirebbe di collegare fra loro i vari centri selinuntini, da Mazara a Sciacca (anche utilizzando la legge sulle ferrovie turistiche), ripristinando una linea con caratteristiche naturalistiche e turistiche importanti (come è già stato fatto in altri luoghi di Sicilia e in particolare nel tratto della stessa linea da Agrigento a Porto Empedocle, al servizio di quel Parco archeologico), integrandola, ove possibile, con le piste ciclabili.

    Si creerebbe, così, inoltre, a Castelvetrano, e in tutta la zona, un’efficace metropolitana di superficie, creando le fermate Ospedale Est, Istituto Alberghiero, Vanico/zona commerciale, ripristinando anche le fermate intermedie di Santa Teresa e Latomie, e, ovviamente, Marinella di Selinunte e Belìce. –Nell’impossibilità di ripristinare il treno, si potrebbe ricorrere alla soluzione più economica del treno gommato, sullo stesso percorso.

    Nella linea per Trapani si dovrebbero istituire anche le fermate Ospedale Ovest/Informagiovani e Via Campobello, incentivando così l’uso del treno, creando un sistema integrato di trasporti pubblici, che tanto potrebbe fare per il traffico e per lo sviluppo turistico ed economico del territorio.

    Si dovrebbe premere sugli Enti preposti affinché la fermata di Birgi sia servita da un autobus di collegamento con l’aeroporto, per favorire l’arrivo di gruppi di turisti e passeggeri in tutta la zona. Non è concepibile che il treno abbia la fermata di Birgi-Mozia e che non si possa andare all’aeroporto, distante appena 2 km, se non a piedi, rischiando di farsi travolgere. Per gli stessi motivi, occorre sollecitare le FS-Trenitalia per implementare le corse della linea Castelvetrano-Palermo, migliorando così anche la possibilità di raggiungere l’aeroporto di Punta Raisi o Palermo col treno.

    In atto si deve comunque raggiungere Piraineto e prendere la metro o per  l’aeroporto o per Palermo; ma non tutte le corse della metro fanno la suddetta fermata, per cui si rischia di aspettare ivi a lungo. Recentemente la trasmissione Report di RAI 3 ha evidenziato come lo stesso mezzo possa funzionare da treno e da autobus, consentendo il collegamento semplice e veloce fra posti anche distanti (si faceva l’esempio di Los Angeles, lunga ben 42 km, che si attraversano così molto facilmente), creando quindi grandi centri aggregati fra di loro. Il treno per Trapani, funzionando così anche da tram, collegherebbe i vari centri e farebbe anche servizio urbano.

    In attesa di grandi lavori, che forse non arriveranno mai, i treni che fanno la coincidenza a Mazara potrebbero farla a San Nicola, diminuendo i disagi per la circolazione automobilistica, e ai principali passaggi a livello di Mazara, Marsala e Trapani, il treno, funzionando come tram, dovrebbe rispettare un semplice semaforo, evitando inutili disagi. Se Trenitalia non fosse disponibile, potrebbero essere i privati ad assumersi il compito di gestire il servizio.

    Per evitare interventi dei “sapitura”, precisiamo che la rete ferroviaria appartiene a RFI, i treni a Trenitalia, ma tutte e due fanno capo alle Ferrovie dello Stato, che, quando con la divisione Trenitalia non vogliono o non possono assicurare il servizio, possono dare spazio ai privati, come accade con Italo-treno.

    Fare di Castelvetrano, Selinunte, Marinella e Triscina un tutt’uno farebbe sì, ad esempio, che il turista che visita i templi possa raggiungere con facilità il resto del Comune, trovando tutto quello che occorre. Si dovrebbe provare ad agire come una squadra, non chiudendosi in uno “splendido isolamento”.

    Speriamo che questi spunti sul tema dei trasporti pubblici possano servire da stimolo alle autorità pubbliche, ma anche alle associazioni di categoria e ai sindacati; la situazione economica del territorio è tragica e impone che ci si dia da fare. Trasporti migliori significano più turisti, più merci, più connessione, più economia.

    P. S.

    Mentre noi tentiamo di stimolare una riflessione sul problema dei trasporti in Sicilia, e sulla nostra zona in particolare, Trenitalia ha allungato l’orario di percorrenza di tutti i treni in Sicilia; in particolare, da Castelvetrano a Trapani ora ci vogliono 10 m in più. Inoltre, in questa tratta,  le carrozze sono vecchissime; gli stessi “Minuetto” che si usavano prima dei due anni di sospensione della linea per Palermo (ripristinata da pochi mesi), non sono più tornati.

    Ancora più in particolare, il treno Castelvetrano-Trapani delle 7.28 viene spesso soppresso, creando disagi in particolare ai pendolari, etc. Le Autorità possono intervenire?

    Giuseppe L. Bonanno

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