Caso Maiorana, l'appello della madre alla Procura: «Ci sono ancora troppe ombre, si indaghi anche sui presunti rapporti con Messina Denaro»
di: Redazione - del 2026-08-03

A diciannove anni dalla scomparsa dell'imprenditore edile Antonio Maiorana e del figlio Stefano, Rossella Accardo torna a chiedere con forza la riapertura delle indagini. La donna ha rivolto un appello alla Procura di Palermo, dopo essersi confrontata nei giorni scorsi con la Commissione regionale Antimafia presieduta da Antonello Cracolici e aver sollecitato anche il procuratore Maurizio De Lucia.

Antonio e Stefano Maiorana scomparvero il 3 agosto 2007 dopo avere lasciato un cantiere edile di Isola delle Femmine. La loro auto fu ritrovata successivamente nel parcheggio dell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. Negli anni sono stati aperti diversi filoni investigativi, tutti poi archiviati.
Secondo Rossella Accardo, restano però numerosi aspetti ancora irrisolti. Tra questi, le impronte rinvenute sull'autovettura del figlio, che, a suo dire, non sarebbero mai state attribuite. Per questo motivo la famiglia ha depositato una memoria sia alla Commissione regionale Antimafia sia alla Procura di Palermo, chiedendo che vengano svolti nuovi accertamenti.

Nel suo appello, la madre di Stefano Maiorana richiama anche presunti elementi che, a suo avviso, meritano ulteriori verifiche investigative. In particolare riferisce che l'allora compagna dell'ex marito avrebbe parlato dell'esistenza di documenti e supporti informatici contenenti informazioni rilevanti sulla vicenda, facendo riferimento anche a presunte frequentazioni con ambienti mafiosi e a possibili collegamenti con l'ex superlatitante, oggi deceduto, Matteo Messina Denaro. Si tratta di circostanze che la donna chiede vengano approfondite dagli investigatori e che, allo stato, non risultano accertate.
Rossella Accardo ha inoltre ricordato un episodio avvenuto poco dopo la scomparsa: secondo il suo racconto, l'ex compagna di Antonio Maiorana avrebbe consegnato ai suoceri alcuni documenti e un cd, sostenendo che quel materiale avrebbe potuto portare all'arresto di alcune persone. Dopo poche settimane, però, avrebbe chiesto la restituzione di tutto il materiale, del quale, da allora, non si sarebbe più saputo nulla.
«Vorrei che quella vicenda fosse chiarita – sostiene Rossella Accardo –. Bisogna capire che fine abbiano fatto quei documenti, a chi siano stati consegnati e cosa contenesse quel cd. Dopo diciannove anni chiediamo ancora una volta che chi sa qualcosa trovi il coraggio di parlare».













