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Nel ricordo del Dott. Li Gotti. L'amore per la Folgore e l'autofinanziamento dei cvetranesi per una strepitosa campagna acquisti

di: Salvatore Di Chiara - del 2021-01-23

Immagine articolo: Nel ricordo del Dott. Li Gotti. L'amore per la Folgore e l'autofinanziamento dei cvetranesi per una strepitosa campagna acquisti

(ph. "Il Castelvetranese doc")

L'animo folgorino per i colori sociali rossoneri, è stato parte integrante nella sua intramontabile storia calcistica. Nella difesa del suo ego imprescindibile, la società castelvetranese ha vissuto periodi vincenti, rispetto ad altri titubanti e cupi. L'anno 1950-51 si aprì con alcune difficoltà sostanziali, dettate da una campagna acquisti deludente ed un buco societario pari a lire tre milioni.

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  • Da circa un anno, si era insediato il commissario prefettizio dott. Li Gotti Salvatore nel nostro comune. Costui era un acceso sostenitore di calcio, amante del bel gioco e grande appassionato di quello sport, quasi morente in città. Decise con arguzia e profonda antitesi compiacevole, di prendere in mano le sorti sportive della Folgore, cercando di trovare il bandolo della matassa ed organizzare un progetto che desse i suoi frutti sperati.

    Dalla campagna estiva, con amichevoli infruttuose e deludenti ( sconfitta col Marsala B), si giunse all'inizio del torneo con molte incognite. I tifosi speravano in un miraggio presidenziale, cercando di salvare una situazione nata sotto una cattiva stella. Fin quando, dopo un magro bottino di un punto nelle prime cinque giornate subendo sonore scoppole, il presidente contribuì ad un cambiamento esponenziale della società.

    Secondo il suo modesto parere, l'autofinanziamento ed il coinvolgimento dell'intera cittadinanza, potevan dare risvolto ad una stagione tribolata. Si affermò "il club rossonero",  raggiungendo in tempi rapidi la quota invidiabile di 300 iscritti.

    Con professionale intelligenza, il dott. Li Gotti organizzò due spettacoli cinematografici con la collaborazione del cinema Marconi, affinché si  raccogliessero fondi da investire nella società. Alle proiezioni degli stessi, parteciparono i giocatori folgorini ed i castelvetranesi si presentarono in massa, raccogliendo una somma pari a lire 200.000.

    Da quel momento, si aprirono nuovi scenari impensabili per il prosieguo del torneo. Tale, avvenne con la firma del centrocampista Masera " luce in cabina di regia" e finalmente, il talento del forte centravanti De Crescenzio uscì allo scoperto. I due pezzi da novanta del team rossonero, cercati da mezzo professionismo, fecero risorgere la compagine castelvetranese.

    L'inizio di un nuovo percorso, accadde in quella domenica uggiosa di dicembre, quando la Folgore batté il Palmi capolista per 1 a 0, regalando ai tifosi la prima gioia stagionale. Incredibilmente, dall'ultimo posto in classifica in concomitanza col Milazzo, iniziò un filotto pazzesco, giungendo al termine del girone di andata all'ottavo posto. Il presidente-tifoso, riuscì a controllare con integerrima capacità, l'assalto ai suoi calciatori, creando un ambiente di profonda armonia familiare e sportiva.

    Raccogliendo applausi ovunque, specie in quel di Trapani, con i padroni di casa del Depranum che non riuscirono a battere la Folgore e pareggiarono fortunosamente. De Crescenzio segnò una rete d'antologia, superando in velocità due avversari ed incrociando un tiro dalla destra verso sinistra. La Folgore fu applaudita allo stadio Aula ed il presidente, spesso presente in trasferta, si complimentò con il pubblico di fede trapanese.

    L' allenatore-giocatore Zilletti I contribuì con una preparazione mirata, specie nel girone di ritorno, ad una cavalcata fantastica ed i tifosi sognarono un posto al sole. Quella squadra giunse al sesto posto con 35 punti. Ad un punto da un terzetto, a tre dal Depranum Trapani ed a 10 dalla vincente del torneo Palmi, seppur il Caltagirone fu retrocesso per illecito sportivo e vede svanire la vittoria finale. 

    I rossoneri accumularono solamente cinque sconfitte nelle venticinque gare successive, mettendo in difficoltà tutti gli avversari, regalandosi quell'impresa col Palmi menzionata precedentemente. De Crescenzio realizzò una quindicina di reti ed entrò di diritto nel cuore dei tifosi, rimanendo impressa la sua qualità tecnica impressionante.

    Quella squadra s'identificò con immensa commozione al momento sociale non semplice, realizzando emozioni uniche. Dal portiere Di Petri, autore di una stagione importante, alla presenza dei colleghi Stella e del giovane partannese Culicchia.

    Poi, Dassani, Checchi, Lamberti, il talentuoso Masera, Storta, Ziletti I. Infine, un quadrilatero offensivo forte, potente, veloce, portentoso, formato da Ruccione, Zilletti III, Pedrazzini ed il fenomeno De Crescenzio. Grazie alla sinergia comunale e quella sfrenata indicazione perseguita nei mesi, il presidente Li Gotti ha tracciato un percorso innovativo, creativo, geniale e redditizio. Lui fu la vera rivelazione di quel gruppo, azzerando i debiti e disputando una stagione importante.  

    Ogni ricordo rende contestualmente il senso d'appartenenza ad una maglia, non sempre amata, un degno riconoscimento dentro un glorioso passaggio di natura socio-sportivo. La Folgore ritorni ad essere la squadra della città, dei tifosi, della gente e ritorni a sognare l'animo....rossonero.

    In foto Gianfranco Ruccione. Si ringrazia "Il Castelvetranese doc" per la testimonianza fotografica.

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