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Da Castelvetrano lanciato un forte segnale: "Stop alle pale eoliche"

di: Elio Indelicato - del 2025-06-21

Immagine articolo: Da Castelvetrano lanciato un forte segnale: "Stop alle pale eoliche"

Stop alla speculazione energetica in Sicilia. Da Castelvetrano parte un “focus", sulla necessità di frenare le concessioni in itinere sul fotovoltaico e l’istallazione di nuove pale eoliche, avendo la Sicilia superato abbondantemente il fabbisogno energetico. E’ stato il ”Comitato Cittadinanza attiva” di Castelvetrano formato dal dottore Enzo Lipari, Mariano Ferraro, Danilo La Rocca e Leonardo Di Stefano ad organizzare un interessante Consiglio comunale aperto, presieduto da Mimmo Celia, al quale hanno partecipato parecchi sindaci del territorio belicino, deputati, associazioni ambientaliste, tutti concordi che si dovranno stabilire luoghi e criteri dove eventualmente collocare nuovi impianti, ma questo come ultima proposta che verrà presentata al presidente della Regione Schifani, firmata da
tutti i sindaci e non solo, in fase di stesura. 

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  • Una iniziativa che probabilmente verrà seguita da altri ambientalisti e associazioni a difesa del territorio regionale Un fenomeno inarrestabile, quello delle pale eoliche alcune alte 200 metri che stanno distruggendo il panorama belicino e collocate anche a ridosso di siti archeologici come la torre di Bigini e le vasche selinuntine. A Castelvetrano gli organizzatori parlano di una vista del 40% impegnata da impianti eolici e fotovotaici, mentre se ne conta un 70% nel territorio a vista di Partanna. Un business che fa bene alle multinazionali che ricevono finanziamenti dalla Comunità europea aldilà se servono o meno. Inchieste della Magistratura hanno dimostrato che dove ci sono grandi interessi c’è sempre una attività non sempre trasparente e la mafia in agguato. 

    Anche l’arciprete Don Giuseppe Undari ha detto la sua: ”Il paesaggio e il patrimonio culturale, in assenza di una valutazione etica, sono stati depredati da impianti con notevole impatto visivo e dal vuoto legislativo dello Stato, che non ha dato alle Multinazionali nessuna indicazione in merito ai siti idonei. Stiamo svendendo il nostro territorio senza nessun vantaggio per il clima e l’economia. Nessuna ricaduta sul territorio in merito alle bollette dell’energia e sul piano occupazionale”. "Spesso terreni incolti su colline vengono comprati a prezzi irrisori facendo parzialmente felici i proprietari. Pale eoliche e distese enormi di pannelli fotovoltaici", afferma Marco Campagna del PD che ”Rischiano di deturpare in modo irreparabile il territorio e mortificarne l’economia”.  

    E’ stato evidenziato che in Sicilia le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale per impianti rinnovabili, hanno superato di ben quattro volte gli obiettivi regionali fissati per legge con le province di Trapani e Agrigento in testa. Tempo fa era stato sottoscritto il “manifesto dei tredici sindaci” che chiedeva la sospensione delle procedure autorizzative per nuovi impianti,  la revoca dei cantieri non ancora avviati e l’individuazione della Regione di un “Piano delle aree” da escludere completamente per nuovi impianti, soprattutto zone a ridosso di insediamenti archeologici. Un fenomeno che va frenato prima che sia troppo tardi e poi smontare una pala eolica in disuso non è come smontare un condizionatore d’aria.

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