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"Da Campobello a Modena tra luminari della medicina e il mio sogno di diventare embriologa". Storia di Erika Cuttone

di: Francesca Caprarotta - del 2020-04-29

La procreazione assistita è un tema assai dibattuto, tra etica, scienza e diritto. Ma, è sicuramente l’unica possibilità per tutti coloro che non possono avere figli, i quali, in altri tempi avrebbero dovuto rassegnarsi al triste destino. Oggi, la medicina ha fatto passi da gigante e sono molti gli specialisti che scelgono di fare il mestiere di embriologo

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  • La protagonista della nostra ultima intervista, è figlia “d’arte”, in quanto la mamma è un’ostetrica, e sin da piccola è stata affascinata dal miracolo della nascita di un essere umano. La ventisettenne campobellese Erika Cuttone ha un sogno nel cassetto: diventare embriologa.

    E per farlo, ha scelto di andare a studiare fuori, a Siena, perché l’università prevedeva più ore di laboratorio. Dopo la laurea in Scienze Biologiche, si è spostata a Modena, per divenire allieva di luminari del nostro tempo, quali il professore De Luca e la professoressa Pellegrini, autori della prima sperimentazione al mondo di terapia genica ex vivo per la cura dei bambini farfalla.

    Negli ultimi due anni, ha condotto uno studio presso il Laboratorio di Ricerca materno-infantile presso il Policlinico di Modena, che è stato pubblicato dal giornale scientifico "Hormone Molecular Biology and Clinical Investigation (HMBCI)".

    La redazione di Castelvetranonews ha raggiunto telefonicamente Erika per raccontare ai lettori del suo brillante percorso.

    Parlaci del tuo curriculum accademico

    Vivo a Modena dal 2016. Mi sono laureata in Scienze biologiche a Siena, dove ho svolto una tesi sulla caratterizzazione immunoistochimica della malattia trofoblastica gestazionale; questo settore mi ha affascinato fin da subito portandomi successivamente ad iscrivermi ad una laurea magistrale in Biotecnologie Mediche e scegliere un tirocinio all'interno del Laboratorio di Ricerca materno-infantile presso il Policlinico di Modena.

    È stata una scoperta e una fortuna trovarmi all'interno di un team di persone altamente professionali e specializzate poiché da subito ho avuto la possibilità di avviare diverse sperimentazioni su tessuto ovarico, endometrio, miometrio e cellule della granulosa.”

    E’ vero che presso questo laboratorio avete condotto uno studio in merito sull’endometrio?

    La nostra attenzione si è focalizzata sullo studio dell'endometrio umano, in particolar modo degli effetti sulla fisiologia e sulla sopravvivenza delle cellule endometriali mediate dalle gonadotropine (FSH-LH-hCG) attraverso il legame col proprio specifico recettore presente a livello endometriale.

    Lo studio è stato condotto su biopsie di endometrio prelevate da pazienti COS (stimolazione ovarica controllata) prima della procedura di fecondazione assistita. I preparati di gonadotropina vengono utilizzati nella procreazione medicalmente assistita per raggiungere l'ovulazione nelle donne infertili oligo-anovulatorie e per stimolare lo sviluppo e l'ovulazione di più di un ovulo maturo (cioè la iperovulazione) nelle donne subfertili più anziane e in quelle con infertilità altrimenti inspiegabile.

    Tali preparati possono nuocere alla nostra salute?

    “L'utilizzo di questi farmaci non è scevro da complicanze ed effetti collaterali, la nostra esigenza era di capire se i trattamenti gonadotropinici a cui si sottopone la paziente (COS) possano influenzare altri parametri legati alla riuscita della fecondazione in vitro come ad esempio la qualità dell’ambiente endometriale al momento dell’impianto dell’embrione.

    Quanto tempo è durata la sperimentazione?

    “La sperimentazione clinica è durata circa 2 anni e si è basata su colture primarie di endometrio trattati con FSH-LH-hCG, estrazione dell'RNA e successiva retrotrascrizione, RT-PCR e analisi immunoistochimica, portando a dei risultati inequivocabili in quanto abbiamo dimostrato che le gonadotropine esogene, agendo attraverso il loro specifico recettore, hanno effetti sulla vitalità endometriale in particolar modo l'FSH influenza negativamente la proliferazione delle cellule endometriali e di conseguenza il processo di impianto dell'embrione in trattamenti di procreazione medicalmente assistita.

    I dati ottenuti da questa sperimentazione offrono nuove indicazioni al fine di migliorare i protocolli di IVF e di impianto dell'embrione.”

    Quali sono stati i tuoi compiti durante lo studio e la sperimentazione di due anni, sulle biopsie di pazienti Cos?

    “Ho avuto la fortuna di lavorare in prima persona a tutte le varie fasi della sperimentazione, dall'arrivo dei campioni fino all'analisi dei risultati finali. Quotidianamente mi occupavo di colture cellulari di endometrio, estrazione di RNA, esecuzione di PCR e analisi elettroforetica; mi sono inoltre occupata personalmente del processamento delle biopsie effettuando un processo di inclusione, taglio dei campioni e colorazione dei vetrini per successiva analisi immunoistochimica."

    Quale giornale ha pubblicato dello studio condotto?

    "Il giornale a cui abbiamo inviato il nostro lavoro è l' Hormone Molecular Biology and Clinical Investigation (HMBCI), è un giornale che si occupa degli aspetti molecolari degli ormoni in fisiologia e fisiopatologia, in particolar modo si concentra sulle malattie quali tumori endocrini della mammella, prostata, endometrio e ovaio, deficit ormonali in menopausa e andropausa, malattie del feto e della gravidanza." 

    Cosa hai provato sapendo che parlavano di un lavoro che avevi affrontato personalmente?

    "Sono una ragazza con i piedi ben piantati a terra, penso che se si ama il proprio lavoro e si lavora con costanza, determinazione e tanta voglia di fare, si riesce a raggiungere qualsiasi obiettivo. Quando mi hanno chiamato per comunicarmi l'avvenuta pubblicazione ho provato una grande soddisfazione perchè dopo quasi 2 anni di sperimentazioni il nostro lavoro è stato accettato.

    La cosa che più mi ha reso orgogliosa di me è che i materiali e metodi utilizzati e successivi risultati ottenuti sono stati validati e con grande entusiasmo, per la prima volta mi sono resa conto che tutto quello che avevo fatto era idoneo per essere pubblicato. "

    Questo studio ti ha coinvolto emotivamente?

    “Questo lavoro mi ha entusiasmato talmente tanto che mi ha portato, in seguito alla discussione della tesi di laurea magistrale, ad iscrivermi ad un master di secondo livello a Bologna di Medicina, Chirurgia e Biologia della riproduzione, con un meraviglioso sogno nel cassetto: diventare embriologa e poter avverare il sogno di molte coppie ovvero avere un bambino!”.

    Quando ti sei scritta in scienze biologiche, già avevi in mente di diventare embriologa?

    Quando mi sono iscritta in scienze biologiche non avevo ancora in mente cosa volessi fare da grande ma fin da piccola sono sempre stata affascinata dalla vita, in particolare dalla grandezza e complessità che c'è nella formazione e nascita di un essere umano.

    Devo dire che mia mamma ha influito molto su questa mia scelta professionale perchè essendo ostetrica, da piccola mi portava spesso con lei in reparto facendomi vedere donne con il pancione e bambini appena nati e io essendo molto curiosa la inondavo di domande.

    Ricordo anche un altro aneddoto di molti anni fa che mi ha fatto avvicinare al mondo della fecondazione assistita: ricordo che era una domenica d'estate, mio nonno era solito guardare Tg2 medicina 33 e quel giorno parlavano di fecondazione in vitro, la cosa che mi ha letteralmente conquistata  è stato capire (o quantomeno provare a capire non avendo allora ancora iniziato l'università) come un embriologo in laboratorio, dall'unione di ovulo e spermatozoo, potesse dar vita ad un embrione.

    Ho subito pensato che non esisteva cosa più bella poiché dal lavoro svolto dalle mani di un persona si poteva riuscire a far nascere un bambino! “ 

    Perchè hai scelto di studiare a Siena?

    "Ho scelto di studiare a Siena perchè cercando fra le varie università ho visto che vi erano tante ore di laboratorio e per la formazione di un biologo è la cosa più importante. In magistrale però ho deciso di  spostarmi a Modena in quanto è un'università che ti permette di studiare con luminari in diverse materie scientifiche quali il professore De Luca  e la professoressa Pellegrini autori della prima sperimentazione al mondo di terapia genica ex-vivo per la cura della sindrome dei bambini farfalla o il professore La Marca, mio relatore nonché uno degli autori della pubblicazione, che ha portato rilevanti e riconosciuti sviluppi clinici in Medicina e Chirurgia della Riproduzione Umana considerati lo standard a livello internazionale. “   

    Già lavori?

    "No, al momento non lavoro perchè sto svolgendo un master di 2 livello in Medicina, Chirurgia e Biologia della Riproduzione della durata di un anno con tirocinio presso il Policlinico Sant'Orsola di Bologna."

    Pensi che lavorerai anche qui in Sicilia? 

    "Tornare in Sicilia non mi dispiacerebbe perchè amo la mia Terra ma al momento il mio obiettivo è lavorare e formarmi al meglio in aziende con tecniche all'avanguardia e con un elevato numero di cicli di fecondazione assistita all'anno per avere maggiore possibilità professionale." 

    I tuoi genitori, i tuoi amici, chi ti è più vicino, cosa pensano del tuo sogno nel cassetto di diventare embriologa?

    "I miei genitori sono parte fondamentale nella mia vita, hanno lasciato me e mia sorella sempre libere di scegliere quale strada professionale intraprendere e una volta scelta ci hanno sempre sostenute e incoraggiate. Ci hanno sempre consigliato di lottare per inseguire i nostri sogni e se sono quella che sono è merito loro.

    Fortunatamente sono circondata da persone che credono molto in me e in quello a cui credo, mia sorella Luisa e il mio fidanzato Roberto sono i miei primi sostenitori e non finirò mai di ringraziarli per il sostegno morale che mi danno ogni qualvolta riesco a raggiungere un obiettivo."

    La redazione di Castelvetranonews ringrazia Erika Cuttone per la disponibilità a raccontarsi ai lettori, con i migliori auguri per il suo futuro. 

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