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CVetrano, nonno Giuseppe festeggia i 100 anni di vita. Da falegname a proprietario di uno storico mobilificio a CVetrano

di: Doriana Margiotta - del 2020-05-12

Immagine articolo: CVetrano, nonno Giuseppe festeggia i 100 anni di vita. Da falegname a proprietario di uno storico mobilificio a CVetrano

E’ stata una festa riservata a pochi, solo con i figli e i rispettivi consorti, ma l’entusiasmo per questo compleanno così speciale è stato molto intenso. Il signor Giuseppe Ferraro di Castelvetrano, ieri ha compiuto 100 anni.

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  • Tutti lo ricorderanno sicuramente perché è stato per tantissimi anni il proprietario del mobilificio Ferraro a Castelvetrano, che aveva sede in tre punti strategici del paese. Uno in via Vittorio Emanuele, il secondo in via Mannone e il terzo in via Mazzini. 

    Un uomo molto rispettato e conosciuto nella comunità. 

    Abbiamo raggiunto al telefono una dei suoi 5 figli, la signora Giovanna che ci ha raccontato molti aneddoti sul padre, un uomo che ha vissuto in pieno il suo tempo e le difficoltà della sua epoca.

    Come è nata l’idea di aprire un mobilificio? 

    "Mio padre nasce falegname e aveva una bottega artigiana in via Scinà, dove realizzava mobili su misura con l’aiuto dei suoi operai. Negli anni sessanta, con il boom economico, nacquero le industrie di mobili e così decise di aprire anche lui un mobilificio , senza però abbandonare la sua attività di artigiano. Noi figli diciamo sempre che siamo nati con l’odore dei mobili.

    Tutto cambiò dopo il terremoto del 1968, che  costrinse molta gente ad immigrare e mio padre perse la maggior parte dei suoi clienti. Non è stato facile per un uomo come lui orgoglioso e profondamente onesto, dedito al lavoro, affrontare la crisi economica di quegli anni, ma con molti sacrifici riuscì a pagare tutto  e chiudere nel 1995 l’attività senza alcun debito.

    Ha avuto una vita molto travagliata, ha vissuto gli anni della seconda guerra mondiale, ed è stato in Francia 5 anni come soldato. Papà ha sempre raccontato che il ritorno a casa è stato molto difficile, arrivò a Castelvetrano scalzo e quasi nudo.

    Il momento più brutto fu quando hanno attraversato lo stretto di Messina con una piccola barca, in balia delle forti correnti che caratterizzano il nostro stretto e senza l’equipaggiamento adatto. Erano tanti commilitoni in poco spazio  e sono arrivati stremati lungo le nostre coste. Da quel giorno in poi, quando si andava al mare d’estate,  mio padre non è più entrato in acqua. Il ricordo di quella traversata lo ha segnato nel profondo."

    Che papà è stato per voi?

    "Un papà meraviglioso, ma molto severo e tradizionalista. Siamo cinque figli, quattro femmine e un maschio, e teneva alla buona educazione di ognuno di noi. Pensi che quando andavo all’istituto Commerciale conobbi il mio futuro marito tra i banchi di scuola, da quel momento quel poco di libertà che avevo mi venne negata perché papà non voleva che il mio ragazzo Filippo mi accompagnasse a casa.

    Era molto severo, ma erano altri tempi e non potevamo fare diversamente. Si ubbidiva al volere dei genitori senza mai chiedere il perché. E’ stato un papà attento e non ci ha mai fatto mancare nulla, anzi ci ha regalato una vita abbastanza agiata e abbiamo avuto una bella infanzia.

    Amava profondamente mia madre, da cui non si allontanava mai. Facevano tutto insieme. La scomparsa della moglie qualche anno fa è stato per lui devastante, perché le è venuta a mancare la sua metà con cui ha trascorso la maggior parte della sua via, pensi che hanno festeggiato 68 anni di matrimonio, un traguardo che in pochi hanno raggiunto." 

    Il Signor Ferraro che nonno è stato?

    "Un nonno premuroso e affettuoso. Ognuno dei suoi nipoti ha avuto un pensiero per lui per il suo compleanno. Sono orgogliosi di avere un nonno che ha compiuto 100 anni. Hanno tutti dei bellissimi ricordi di lui, che poteranno con loro per sempre. Mi auguro che possa essere un esempio per tutti loro, come lo è stato per noi figli." 

    Ringraziamo la signora Giovanna e tutta la sua famiglia per aver raccontato alla nostra redazione di questo straordinario uomo, facendoci rivivere un’epoca che orami leggiamo solo nei libri di storia.

    Un viaggio in un passato che ha segnato profondamente i nostro paese.

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