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"Mai detto che i castelvetranesi sono tutti mafiosi. Aiutateci a cambiare CVetrano". Parla il Commissario Caccamo

di: Redazione - del 2018-06-05

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  • Dopo le polemiche nate dall'intervista rilasciata dal Commissario Caccamo per la Rai, la redazione di Castelvetranonews.it lo ha raggiunto al Teatro Selinus, dove ha avuto luogo un'importante manifestazione sulla legalità, per avere ulteriori chiarimenti.

    "La Commissione non ha mai voluto classificare i castelvetranesi come soggetti mafiosi". Così esordisce, quindi, il Commissario Caccamo ai nostri microfoni. Una risposta diretta a tutti coloro che nei giorni scorsi si sono sentiti offesi dalle dichiarazioni fatte su Rai Uno, dichiarazioni apparentemente travisate da buona parte della comunità castelvetranese.

    "A Castelvetrano la mafia c'è e non si può disconoscere. Ho semplicimente sostenuto che le recenti operazioni di Polizia stanno a testimoniare che ancora oggi il fenomeno mafioso è ben radicato. Ma questo non vuol dire che tutti i castelvetranesi debbano essere accomunati ai soggetti mafiosi".

    Nonostante ciò, sono stati in molti ad indignarsi, in particolare le istituzioni scolastiche e le associazione, per cui il Commissario ha voluto spendere alcune parole. "La Commissione Straordinaria ha sempre tenuto in considerazione e ha sempre collaborato con le istituzioni scolastiche e le associazioni che operano sul territorio, condividendone le iniziative e i percorsi, lodandole e patrocinandole le attività, e concedendo in uso gratuito il Teatro Selinus, l'Auditorium e altri beni comunali. Questo a testimonianza del fatto che la Commissione Straordinaria plaude tutto ciò che è percorso di legalità".

    Anche se non tutto fila sempre liscio. "Devo registrare che, mentre alcune associazioni si dimostrano in tal senso collaborative, altre un pochino meno".

    "Lo scioglimento del comune (e dunque l'insediamento della Commissione, ndr)", sottolinea a gran voce il Commissario, "non mira a colpire i soggetti malavitosi che operano sul territorio, perché per questo aspetto c'è la Magistratura, ci sono le forze di Polizia che svolgono un ottimo lavoro su tutto il territorio. Lo scioglimento riguarda l'atto amministrativo ed è diretto principalmente alla parte sana di Castelvetrano, perché deve essere uno stimolo a collaborare con le istituzioni. E non è vero che la Commissione si dimostra ostile nei confronti della parte sana di Castelvetrano, mentre ancora si nota che questa non emerge per come dovrebbe."

    "Finché le associazioni non avranno una comunione di intenti e prelidigeranno invece l'individualismo, non ci sarà mai collaborazione nei confronti delle istituzioni. Un esempio: qualcuno chiede alla Commissione Straordinaria di adoperarsi per il mantenimento dei reparti ospedalieri. Forse si fa un po' di confusione sui nostri compiti. Abbiamo il compito di garantire i servizi essenziali del territorio, ma ad oggi ci troviamo con un disavanzo di amministrazione di ben ventiquattro milioni di euro. Tutto questo va a detrimento del territorio, e non si può chiedere l'impossibile ad una Commissione che si trova senza risorse".

    I mass media però continuano a bollare Castelvetrano come mafiosa. Castelvetrano=mafia? Secondo il Commissario no. "Io ho parlato solamente di un'auspicata collaborazione che non ho visto ancora compiuta. Questo è ben diverso dal dire che la Commissione ritiene che Castelvetrano sia sinonimo di mafia. L'equazione Castelvetrano=mafia assolutamente non mi appartiene e non mi apparterrà".

    Ma come può la parte sana di Castelvetrano far fronte alla parte legata alla malavita e all'organizzazione criminale di stampo mafioso? "La parte sana si deve sentire coinvolta dallo sciogliemento degli organi elettivi. Anzi, proprio a seguito di questo, la parte non mafiosa deve contribuire in maniera concreta a quel cambiamento di cui tanto si parla. Questa è la sottile differenza."

    "Ho parlato in passato di azioni violente, ma anche questo punto deve essere chiarito. Il contesto della mia affermazione era quello delle demolizioni di Triscina. E' sotto gli occhi di tutti che è in corso una una mobilitazione generale affinché non venga applicata la legge. Lì sì che c'è una vera e propria mobilitazione generale. E tutto questo mette in evidenza che per quell'aspetto, in cui bisogna applicare una normativa che non è stata applicata per quarant'anni, non c'è l'intento della comunità di raggiungere la legalità. L'abbattimento delle ottantacinque abitazioni abusive non risolve il problema della legalità nel territorio castelvetranese, ma è una legge e va applicata."

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