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Per la “rinascita” del Sistema delle piazze tavoli, fiori e locali ai commercianti. Boom di risposte al sondaggio di Cnews.it

di: Redazione - del 2018-11-08

Immagine articolo: Per la “rinascita” del Sistema delle piazze tavoli, fiori e locali ai commercianti. Boom di risposte al sondaggio di Cnews.it
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  • Grande successo di partecipazione per il sondaggio lanciato da Castelvetranonews.it sul Sistema delle Piazze e quello che secondo i castelvetranesi potrebbe essere la chiave per la svolta della città. Oltre duecento commenti e idee chiare almeno su una cosa: ll Sistema delle Piazze non può essere desertico, va valorizzato magari con fiori, tavoli e, magari, agevolando i commercianti a prendere in afftitto i locali con canoni vantaggiosi. 

    Tra i vari commenti c’è chi come Carmelo Gianni Li Vigni parla di crisi che “ormai da molti anni attanaglia la nostra città, svuotando il centro storico con la chiusura di molte attività commerciali, ha determinato l’inutilità della chiusura al traffico del sistema delle piazze con la conseguente chiusura di alcuni negozi che erano sorti per la mancanza di clienti e di gente in circolazione.

    Dovremmo chiederci, quindi, chi dovrebbe mettere tavolini e fiori in queste piazze e chi sarebbe disposto a investire in un’attività commerciale in un sito attualmente deserto e privo d’interesse. L’unica possibilità, pertanto, di rendere vivo il sistema delle piazze è riaprilo al traffico canalizzando in tal modo gli interessi della gente anche solo transitando, prevedendo solo la chiusura al traffico il sabato sera e la domenica.

    E’ ora che chi di competenza riconosca l’errore e l’inopportunità della chiusura al traffico del Sistema delle Piazze, che ha congestionato, oltre a tutto, il traffico e la viabilità. Aggiungo un'altra riflessione perchè chiacchiare e discorsi inutili non li digerisco. Chi vorrebbe tavolini e fiori nel sistema delle piazze, chi  sarebbe disposto ad investire in una piazza deserta e priva di qualsiasi richiamo? Chi sarebbe disposto ad accollarsi un rischio di fare impresa (di questo si trattarebbe) in un posto dove hanno chiuso tutte le attività commericiali, essendo evidente che qualche imprenditore dovrebbe creare dei locali commericiali?

    Queste piazze vanno aperte al traffico almeno serviranno a qualcosa, inutile fare castelli di sogni, quanto meno non ci saranno ubriachi in giro e la gente non avrà più paura a una certa ora di transitarvi”.

    Oppure chi suggerisce “lo sviluppo di maggiori attività commerciale, magari di prodotti tipici sia alimentari che artigianale e tanti bar con tavolini e fioriere. Ma fintanto che le tasse e gli affitti saranno così alti le piccole attività sono destinate a morire e le nuove non apriranno mai” come dice Loredana Gioia. O ancora è stata proposta “la riaperta al traffico e chiusa il sabato e la domenica organizzando delle manifestazioni!” da Francesco Di Pasquale.

    Serena Navetta invece propone “una Piazza piena di tavoli, fiori e musica ogni giorno”, ancora Gianvito Giancontieri dice: “Aver tagliato in due pezzi la nostra cittadina con questo intervento urbanistico è stata a mio avviso la scelta più folle e dissennata che solo la mente malata di un amministratore megalomane avrebbe potuto concepire.

    La conformazione urbanistica del nostro tessuto urbano non può concepire questo buco nero. La nostra città si è articolata e sviluppata lungo l'asse nord- sud,in maniera lineare,e averla tagliata in due tronconi ha generato due città nella città.

    La parte sud verso la via Campobello, la più antica, relegata al degrado ed all'isolamento sociale, edilizio ed economico, mentre la parte nord verso il viale Roma relegato a quartiere dormitorio. Il cuore pulsante della nostra economia, il cosiddetto salotto buono della città, è stato trasformato in un luogo per portare a spasso i cani.

    È utopia pensare che le tre piazze possano diventare un tripudio di bar,tavolini e negozi quando questi dovrebbero vivere della nostra economia che definirei a circolo chiuso, giacché ancora legata fortemente al settore primario.

    Le tre piazze, a mio avviso,per ritornare a vivere e a farci rivivere,devono esserci restituite ad un uso contemporaneo, certamente regolato da norme di viabilità ben precise,ma comunque riutilizzate anche per farci passeggiare con le auto. 

    Questo ci impone la nostra cultura. La salvaguardia, la tutela di quel poco di storia in esse contenuto, può esercitarsi in mille altri modi e non certamente con il metodo dell'isolamento attuale. E l'esperienza della Duna di Selinunte ci dovrebbe insegnare tanto.

    I templi di Selinunte, fino agli anni ottanta erano conosciuti e vissuti da tutti i castelvetranesi, che vivendoli giornalmente li rispettavano, oggi le nuove generazioni neanche li conoscono perché forse non hanno mai varcato gli ingressi al parco.

    Con le tre piazze abbiamo regalato la conservazione della storia agli accademici ed abbiamo privato di vita sociale e di conoscenza locale le nuove generazioni. Riapriamole con garbo e rispetto e sono convinto che restituendoci il possesso della nostra città, ripartiremo tutti uniti è motivati per far ritornare grande Castelvetrano in barba a qualunque piaga sociale”.

    Giovanni Marsala invece dice: “In tutte le aree urbane e metropolitane di tutto il mondo nascono sempre più zone pedonali o Z.T.L. con relativo blocco dei veicoli più inquinanti , contestualmente valorizzano le piazze con attività commerciali e culturali creando sempre più piste ciclabili. Meditare non guasta anche se non si cambia opinione” e Nino Fontana:Non c'è paese o città in Italia o all'estero che non abbia un centro pedonale  Ma perché da noi non attecchisce.

    Ce lo siamo mai chiesto? Se noi cittadini di questa città non amiamo per primi questo luogo lasciandola all' incuria.

    In altri posti anche vicini uno spazio speciale come questo sarebbe già pieno di locali tipici dove poter gustare le nostre eccellenze  e di bar o pub per chi ama le ore piccole. Ma forse sono un sognatore.   Infatti meglio far morire il centro storico lasciando la chiesa del Purgatorio alla deriva il palazzo Pignatelli al suo destino e aprire la piazza così non se ne parla più.

    L' Agorà era già presente nella nostra Selinunte e nei secoli ha continuato ad esserci come centro della vita cittadina. La vogliamo far "scendere" a una strada”. Ancora Maria Campagna dice: “Il sistema delle piazze, per essere vissuto intensamente e ripopolato,a mio modesto parere, dovrebbe essere trasformato in un vero e proprio laboratorio culturale e formativo in cui i giovani possano avere dei punti di riferimento nella vita di tutti i giorni.

    I vari locali comunali, invece di rimanere chiusi, dovrebbero essere utilizzati a scopi educativi e formativi differenziati con il controllo delle Associazioni locali che presentando programmi e linee guida coerenti ad obiettivi chiari e indiscutibili, tali da offrire opportunità straordinarie ai giovani, in età scolare, riempiano piacevolmente le ore libere da impegni di studio.

    Poi, si potrà fare qualsiasi tipo di abbellimento ,dai fiori ai tavoli, agli spettacoli musicali, teatrali e qualsivoglia momento ricreativo,ma tutto questo sarà conseguenziale al primo intervento.”

    Tantissimi i vostri commenti, le vostre proposte per migliorare il centro, il cuore pulsante di una città che attraversa un momento storico difficile e buio e dal quale tenta ogni giorno, grazie ai suoi cittadini di risollevarsi.

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