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Di "corsa" verso il Natale tra consumismo, frenesia e la voglia di quella sana lentezza degli anni passati

del 2022-11-27

Immagine articolo: Di "corsa" verso il Natale tra consumismo, frenesia e la voglia di quella sana lentezza degli anni passati

Da un po’ di anni a questa parte, molto tempo prima delle feste natalizie  e quasi immediatamente   dopo la Commemorazione dei defunti, si assiste alla corsa agli addobbi nei  negozi, nei locali, nelle  abitazioni  private come  se il senso  della festa fosse legato esclusivamente all’aspetto esteriore e coreografico dell’evento.

  • clemente a7 novembre 2021
  • Il  significato  intrinseco  di essa va  ricercato,  invece, nel tempo dell’attesa, nel godimento di ogni momento che ci porta alla meta desiderata.

    La nostra è una società in cui la parola “consumismo” non riguarda solo i beni materiali, ma anche le emozioni, i sentimenti, i rapporti umani in generale, che, parafrasando il sociologo Bauman, diventano sempre più “liquidi”; e, in questa  ottica, il concetto stesso di tempo  non si apprezza più, non si vive appieno, ma si “consuma” appunto , nella ricerca affannosa di qualcosa che ci appaga sempre di più.

    Ha perso valore il  desiderio a cui gli antichi avevano conferito un significato  poetico: "mancanza di stelle”, cioè di ricerca appassionata di qualcosa,  che si oppone al più materialistico “hic et nunc”: “tutto e subito”, in cui non è più scandito, con la lentezza che lo contraddistingueva , il tempo delle feste di una volta; ormai le decorazioni natalizie prendono subito il posto degli addobbi legati alla moderna festa di“Halloween”, mentre quella  pagana del Carnevale, con la  sua parata di maschere e di divertimenti, incalza già immediatamente dopo il Natale.

    La nostra è una società in cui si è persa la capacità di attendere, verbo il cui significato   etimologico  (   ad-tendere)  indica “rivolgere   l’animo   a...”,   proiettarsi mentalmente e spiritualmente verso qualcosa che deve accadere e che ha bisogno del tempo opportuno per attuarsi.

    Si è perso il senso di ciò che circonda la festa, riguardo all’atmosfera, ai regali ,scelti spesso di fretta e, magari, già commissionati che diventano dei trofei da mostrare, come accade ,talvolta, ai bambini ai quali  si toglie ciò  cui hanno   maggiormente diritto: l’effetto della sorpresa, il piacere di immaginare o, semplicemente , di desiderare.

    Dovremmo tornare a dominare il tempo e non ad esserne dominati, a recuperare l’idea stessa di “lentezza” che, in una società troppo frenetica e competitiva, ha acquisito un significato negativo, a riscoprire il valore dei riti, parte fondamentale delle feste, il senso delle cerimonie,  a rispettare le scansioni temporali per riappropriarci della capacità, esclusivamente umana, di dare la giusta misura a tutte le cose.

    Maria Pia Parrino

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