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Case abusive di Triscina. I proprietari non si arrendono ma l'aggiudicazione si avvicina. Undici ditte partecipano al bando

di: Elio Indelicato - del 2018-04-13

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  • Sempre più vicina l’ora dell’arrivo delle ruspe a Triscina per l’abbattimento delle 85 case già acquisite al patrimonio del Comune. Il Tar di Palermo ha infatti respinto il ricorso dei 46 proprietari, già destinatari dell’ordine di demolizione delle proprie abitazioni.I destinatari del ricorso erano: il Comune di Castelvetrano e il dirigente ad interim del Settore Servizi Tecnici e dirigente della Programmazione Finanziaria Andrea Di Como.

    I ricorrenti avevano impugnato la delibera per una serie di motivi che riguardavano il programma di demolizione,compreso il bando di gara per l’individuazione della ditta che si aggiudicherà l’appalto e l’assunzione dell’impegno finanziario a valere sul fondo ministeriale per le demolizioni ammontanti a tre milioni di euro,erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti.

    Incidentalmente erano stati anche sollevati questioni di legittimità dell’art 15 legge regionale 78/1976, poiché la demolizione, scrivono i legali di parte, non avrebbero comunque consentito l’effetto ripristinatorio delle coste di Triscina, poichè edificate prima dell’entrata di detta legge. Un altro motivo sollevato riguardava l’illegittimità della nomina del dirigente Di Como, perché secondo i difensori, non sarebbe stato in possesso dei titoli per sottoscrivere gli atti di demolizione impugnati.

    In tutto erano stati sette i motivi di gravame sottoposti all’esame del Tar Sicilia, tra questi anche l’intervenuta prescrizione del diritto a demolire, la mancanza di copertura finanziaria e ancora la mancata acquisizione della “Vas” (valutazione ambientale strategica) da parte dell’ufficio preposto ritenuta necessaria.

    Il Tar nel respingere la domanda cautelare di sospensione dei provvedimenti e dopo avere ascoltato i difensori delle parti: Valentina Blunda, Giovanni Lentini, Eugenio Brillo, Alberto Mazzeo e per il comune l’avvocato Francesco Vasile, ha rigettato le domande ritenendo, in buona sostanza, che l’intervenuta acquisizione, già da qualche anno, degli immobili da parte del Comune, renda inammissibile ogni censura per la mancanza del “fumus boni iuris, sebbene il Tar alla fine ammetta la sussistenza del danno, a carico dei soggetti ricorrenti.

    Soggetti comunque inadempienti dell’obbligo giuridico dell’eliminazione dell’abuso edilizio nella fascia dei 150 metri dalla battigia come previsto dalla normativa. I ricorrenti dovranno anche pagare le spese di giustizia al Comune per circa 1200 euro ciascuno. Il presidente dell’Associazione Triscina Sabbia D’oro Biagio Sciacchitano, che da anni lotta contro l’abbattimento delle case, si è recato a Palermo assieme ad all’architetto Tommaso Bertolino e all’operatore turistico Tomas Giacalone per incontrare l’assessore al Territorio e Ambiente Salvatore Corsaro e il dirigente generale del Dipartimento urbanistica Giovanni Salerno.

    Lo stesso Sciacchitano conferma che: ”il Governo regionale nelle prossime settimane lavorerà ad un percorso legislativo supportato da un tavolo tecnico, per aggiornare le leggi regionali n. 78/1976 e la n. 15/1991.” Non si esclude che i ricorrenti di concerto con i legali appellino la sentenza al Consiglio di Giustizia Amministrativa.

    Cosa succederà adesso alla luce di questa sentenza? "Il Comune - precisa il commissario Salvatore Caccamoha stipulato un accordo di collaborazione con il Libero Consorzio comunale di Trapani per la celebrazione della gara per l’appalto dei lavori di demolizione dei manufatti abusivi.

    Sono 11 le offerte delle ditte pervenute e si sta per inserire il seggio di gara per esaminare le offerte tecniche ed economiche. Le procedure sono bene avviate. I tempi tecnici per l’assegnazione dei lavori, devono essere assolutamente brevi perché il Libero Consorzio, come unica stazione appaltante, ha già messo in calendario come priorità la gara delle demolizioni, visto che dovrà celebrare gare anche per altri Comuni ed Enti.

     

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