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La denuncia, quell’area di abbancamento di rifiuti a Triscina e la Procura che dà ragione alla Cogemat

di: Elio Indelicato - del 2020-05-17

Immagine articolo: La denuncia, quell’area di abbancamento di rifiuti a Triscina e la Procura che dà ragione alla Cogemat

Da lunedi riprendono i lavori di demolizione della case abusive di Triscina, mentre la Procura di Marsala dissequestra un’area di abbancamento, dove veniva denunciata, da parte dell’Associazione “Triscina Sabbia d’oro”, un'ipotesi di inquinamento.

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  • La denuncia era partita nei confronti della Cogemat, l'Impresa che si occupa delle demolizioni, e che aveva portato l’Arpa a fare un sopralluogo e a comunicare il tutto alla Procura che aveva disposto il sequestro dell’area di proprietà del Comune. 

    La denuncia era partita lo scorso 10 febbraio, proprio alla ripresa dei lavori per l’abbattimento degli altri immobili acquisiti già al patrimonio comunale, facenti parte del lotto delle 85 abitazioni da demolire. A seguito dell' indagine peritale disposta dalla Procura, il Pubblico Ministero non ha ravvisato ipotesi di reato sulla regolarità dello stoccaggio dei rifiuti nell'area, che si trova tra la via 57 e la via 59 a Triscina, e quindi nessun inquinamento e nessuno inadempimento contrattuale da parte della stessa Cogemat.

    Il provvedimento di dissequestro è stato depositato giovedì scorso. Il tutto era partito da un esposto da parte dell’Associazione presieduta da Biagio Sciacchitano che da anni si batte per evitare l’abbattimento delle case. L’amministratore della Cogemat, il geometra Ignazio Vattiata, esprime il suo compiacimento per l’esito della perizia che esclude qualsiasi ipotesi di reato da inquinamento. Lo stesso afferma:

    Noi abbiamo operato sempre nella massima legalità e nel rispetto delle regole. E’ difficile operare nel territorio di Castelvetrano dove sai di essere sempre sotto la lente d’ingrandimento per cui noi avevamo contezza del nostro operato. Avevamo abbancato momentaneamente gli sfabbricidi e altro materiale proveniente dalle demolizioni in quell’area in attesa di una cernita, per poi conferire a secondo della tipologia del materiale immesso nell’area. Ci eravamo fermati per le direttive del Covid 19 ma adesso si riprende.”

    A tutt’oggi risultano demolite un po’ a macchia di leopardo 42 abitazioni su un totale finanziato di 85 abbattimenti di immobili già acquisiti al patrimonio del  Comune. Adesso è facile indignarsi anche per gli abbancamenti, tutti sono diventati ecologisti ma nessuno aveva mosso mai un dito o una protesta per il cemento selvaggio, che ha finito per fare conoscere Triscina come solo una frazione abusiva anziché per la sua dorata spiaggia che l’avrebbe fatta diventare la Rimini del sud se ci fosse stata una politica lungimirante in tal senso.

    Prima dello stop dei lavori di demolizione, c’era stato uno screzio tra l’Amministrazione comunale e Legambiente che aveva sostenuto che il sindaco avesse dovuto fare riprendere al più presto le demolizioni, cosa che avvenne, e aveva chiesto se l’Amministrazione si fosse attivata per il recupero delle somme della demolizione, da imputare all’originario proprietario. 

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