• a3 generali
  • A3 dottor Gianni catalanotto

"'A livella" di Totò tra risate, ricordi e una indimenticabile poesia

di: Piero Ferro - del 2020-03-31

Immagine articolo: "'A livella" di Totò tra risate, ricordi e una indimenticabile poesia

Carissimi lettori, rieccomi a voi con un’ altra richiesta che vado ad esaudire, questa volta si tratta di Leo un nostro compaesano. La richiesta in questione, come si sul dire "cade come il cacio sui maccheroni".

  • clemente a7 novembre 2021
  • Questa volta dovrò superarmi visto che dovrò parlare, o meglio scrivere, di lui, l'unico ed inimitabile Totò.

    Si proprio lui, il principe Antonio de Curtis che non è stato soltanto un sublime attore comico che ci ha donato tanta allegria e risate nei sui film (che vi spingo ad andare a rivedere per passare un pò di tempo in allegria durante questa quarantena forzata) ma anche un grandissimo poeta.

    Totò scrisse durante una delle pause fra una scena e l'altra di un suo film, dentro il suo camerino, questa meravigliosa poesia 'A Livella.

    Poesia quanto mai attuale visto che noi tutti stiamo attraversando un periodo purtroppo a stretto contatto con la morte, in cui tutti noi percepiamo che siamo tutti uguali di fronte ad essa senza distinzione di nessun tipo, appunto 'A Livella.

    Ma soprattutto percepiamo grazie ad essa che non bisogna perdere tempo ed amare chi ti sta a fianco quando si sta bene, a credere nell'amicizia e negli affetti che sono le cose che ci rendono esseri umani e non animali. Ecco perché vi abbraccio sempre anche virtualmente.

    Detto questo andiamo a capire perché Totò ci ha donato questa poesia.

    Per fare ciò dobbiamo tornare indietro, e più precisamente nell'infanzia del giovane De Curtis, quando ancora bambino era solito andare in chiesa e fare lì il servizio di chirichetto. Durante le pause era solito giocare con gli amici di parrocchia in vari modi, ma uno su tutti era il suo preferito. Al giovincello piaceva giocare davvero tanto a nascondino e guarda caso la chiesa era ubicata vicino a delle catacombe molto intricate, le catacombe di San Gaudioso.

    Un bel giorno il piccolo De Curtis durante una scorribanda in questi tunnel sotterranei si imbatte in un affresco raffigurante uno scheletro ai piedi dei quali erano disegnati una corona ed uno scettro e affianco a questa tomba, cosi ben affrescata, ce n'era una tutta in disarmo completamente distrutta. Questo segnò profondamente il giovane.

    Ad aggiungersi a questo fatto c'è da dire che il giovane Totò, frequentando la chiesa aveva appreso moltissime nozioni sulla morte. Un altra curiosità che pochi sanno è che visto che De Curtis non aveva paura ad avventurasi nei cunicoli della catacomba, il parroco gli affidava sempre il compito di andare a recuperare sia le candele sulle lapidi, che il vino nei barili per la messa, al contrario degli altri suoi coetanei che invece avevano paura.

    Ecco come si è sviluppata in lui la consapevolezza che gli uomini sono tutti uguali senza nessuna distinzione e che siamo tutti uguali di fronte alla morte che è appunto una livella, che è per chi non lo sapesse l'attrezzo che usano i muratori appunto per rendere piana una superficie o un terreno.

    Detto questo c'è da notare anche un’ altra cosa, che il nostro Totò ci fa ridere a crepapelle nei suoi films ma dentro era soprattutto un tipo serio che sapeva cosa era la vera sofferenza e fidatevi ce n’è di gente come lui pure in mezzo a noi ogni giorno che magari, si sorridono, ma dentro soffrono maledettamente, eppure hanno la forza di non arrendersi, di non crollare e visto che ci sono, anche di aiutare gli altri che magari pure li prendono in giro. Questi signori sono i veri angeli.

    Detto questo non mi resta che congedarmi e ribadire che se vi va io sono qui per esaudire i vostri desideri in fatto di film o serie tv, potete lasciarmi un commento qui sotto a fine articolo oppure scrivere un e-mail a [email protected]

    ' A LIVELLA

    Perciò, stamme a ssenti... nun fa"o restivo,

    Suppuorteme vicino-che te 'mporta?

    Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:

    Nuje simmo serie... appartenimmo à morte!"

     

    Clicca qui per vedere il video

    Vuoi essere aggiornato in tempo reale sulle notizie dalla Valle del Belìce? Clicca “Mi piace” su Castelvetranonews.it o seguici su Twitter