• A3 dottor Gianni catalanotto
  • cse a3

Arti e mestieri antichi descritti dal Ferrigno. Dai paratori ai magnani e non solo

di: Doriana Margiotta - del 2020-12-01

Immagine articolo: Arti e mestieri antichi descritti dal Ferrigno. Dai paratori ai magnani e non solo

Conoscere il nostro passato ci aiuta a comprendere ciò che siamo oggi e quale è stata la nostra evoluzione nel tempo. Oggi vogliamo insieme ai nostri lettori fare un "viaggio nel passato" nella Castelvetrano di circa 80 anni fa.

  • scarpinati a7
  • Una città completamente diversa e per certi versi inedita per chi, come me, non ha vissuto quell'epoca e ha qualche informazione solo grazie ai racconti dei nonni. Durante il lavoro di ricerca, la sensazione che più si evidenzia è quella del grande senso di appartenenza alla comunità. 

    I mestieri del tempo, che ormai non esistono quasi più, erano considerate delle vere e proprie arti e ognuna di esse era essenziale allo sviluppo e al benessere di tutta Castelvetrano. L'importanza della storia locale è fondamentale per tramandare alle nuove generazioni, grazie ad una ricostruzione precisa e autentica, quello che siamo stati negli anni.

    Se usi, costumi, storia sono rimasti vivi nella memoria, lo dobbiamo ad alcuni studiosi e intellettuali castelvetranesi come Giovan Battista Ferrigno, che impegnò tutta la sua esistenza, per mantenere viva quella momoria storica, con una ricerca attenta, seria, penetrante che contraddistinse l'uomo e lo storico. 

    In una collana di libri intitolata "Arti popolari a Castelvetrano", che contiene due opere inedite di G.B.Ferrigno, si descrivono molte attività lavorative del passato, con una ricostruzione precisa e attenta. 

    Un primo mestiere è quello dei CONCIAPELLI. Nell'ex feudo Strasatto, vicino all'abitato di Castelvetrano, vi è un sito chiamato ancora delle Concerie, dove sin dopo la metà del secolo scorso, esistevano le tre concerie denominate di Atria, Vivona e Romano. I relativi fabbricati non esistono più e il torrente Recamino che serviva alla concia della pelli, unisce le sue acque al fiume Modione. 

    I PARATORI E GUALCHIERE, un'altra arte popolare di cui non esiste più traccia, che lavorava l'albaggio, con cui si facevano i duraturi cappotti, in gran moda a quei tempi nella nostro territorio. L'esistenza dei paratori a  Castelvetrano è molto antica e i cappotti che si confezionavano erano di vitale importanza soprattutto per la povera gente, che li utilizzava nei mesi più freddi. 

    Altra arte molto importante fu quella dei FUNAIOLI. Con la coltivazione della canapa, si fabbricavano grazie al lavoro dei funaioli, corde di ogni specie, utilizzate anche per le navi e per le tonnare, come pure arnesi e attrezzi per animali da sella, da soma e da lavoro. 

    Altra categoria molto rinomata era quella dei LAVORATORI DEL LEGNO: falegnami, abanisti, carpentieri, carradori, tornitori, seggioilai, bottai. I lavoratori del legno sono stati sempre presenti e hanno rappresentato una categoria molto importante per tutta la comunità. 

    C'erano anche i CAMPANARI E I CALDERAI, quelli cioé che fondevano le campane da chiesa e da torre, putroppo ormai quest'arte è completamente scomparsa e forse in pochi la ricordano. 

    I LAVORATORI IN PALMA SELVATICA, creavano con la curina e la giummara vari oggetti di uso domestico, come coffi, cuffiteddi, cordi di stenniri e cappeddi. 

    Una categoria che scomparve con la costruzione delle strade carreggiabili, furono i LETTIGHIERI e i CARRETTIERI, che portavano prodotti o manufatti da una provincia ad un'altra. Con la costruzione delle stade e la nascita dei servizi di autotrasporto quest'arte scomparve definitivamente. 

    Per ultimo vorremmo ricordare la categoria dei MAGNANI, quelli che facevano chiavi, serrature, ferramenta per infissi. Anche questo mestiere scomparì con l'avvento delle fabbriche che fanno lavori in serie. 

    L'elenco di questi antichi mestieri è veramente lungo ma molto istruttivo. Leggendo le pagine di questo libro sembra di rivivere la vita dei nostri antenati.  I nostri nonni hanno fatto parte di quest'epoca e hanno avuto il grande privilegio di vivere in una società più sana e legata ai grandi valori della vita.

    Ho cercato di immaginare una Castelvetrano molto diversa, sicuramente lontana da quella di oggi per innumerevoli motivi. Lo sviluppo economico e l'arrivo della teconologia in tutti i campi, ha assolutamente migliorato il mondo del lavoro, della comunicazione e ha reso più fluibile ogni attività produttiva. Ha dato vita a numerosi figure professionali, ma come ogni cosa della vita, se si ottiene una cosa, se ne abbandona un'altra.

    Abbiamo perso le antiche tradizioni, molti mestieri che hanno caratterizzato il nostro territorio e la nostra storia locale. Ecco a cosa serva la memoria storica: a non dimenticare. Grazie alla sapiente penna di Giovan Battista Ferrigno e di tanti altri illustri castelvetranesi possiamo avere la possibilità di conoscere e tramandare le nostre radici.  Forse recuperando il nostro passato avremo più cura del nostro futuro.

    Vuoi essere aggiornato in tempo reale sulle notizie dalla Valle del Belìce? Clicca “Mi piace” su Castelvetranonews.it o seguici su Twitter

    p1 villa catalanotto