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Video sorveglianza e sicurezza. "L'Efebo resti al museo di Castelvetrano"​

di: Antonio Colaci - del 2017-09-23

Immagine articolo: Video sorveglianza e sicurezza. "L'Efebo resti al museo di Castelvetrano"​
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  • Questo l’argomento trattato durante l’incontro avvenuto stamane al Palazzo di Città, tra i rappresentati delle Associazioni Culturali, della Pro Loco e dei Club Service con il Commissario Dt. Caccamo.

    Era il 20 Marzo del 1997 quando l’allora Assessore Francesco Calcara ed il Funzionario del Comune Paolo Natale, su delega del Sindaco Giuseppe Bongiorno, ricevettero dal Museo Salinas di Palermo l’Efebo di Selinunte e ne curarono il trasporto e la collocazione presso il Museo Civico di Castelvetrano.

    La preziosa statuetta, dopo essere stata trafugata ed avere fatto il giro del mondo, ritornava a casa, nel territorio cui apparteneva. Sono tanti i reperti archeologici selinuntini che arricchiscono vari musei fuori dal territorio castelvetranese e che invece potrebbero tornare nella loro sede naturale. Ma sarà un tema da affrontare in futuro; nel frattempo i rappresentanti delle associazioni che hanno scopi meramente culturali e sociali hanno sentito l’esigenza di rivolgersi alla gestione commissariale del Comune affinché possa essere evitata qualsiasi azione volta al trasferimento dell’Efebo dal Museo Civico che, privandosene, perderebbe la gran parte del suo patrimonio storico/culturale e la sua connotazione di attrazione turistica della Città.

    Ma quale il motivo di un eventuale trasferimento al Parco Archeologico?

    Quando l’Efebo fu assegnato al Museo Civico la Sovrintendenza ai Beni Culturali della Provincia aveva prescritto che fossero adottate le necessarie misure volte a garantire l’impossibilità di atti predatori o vandalici a danno del reperto archeologico la cui importanza è universalmente riconosciuta.

    Il Comune di Castelvetrano si era impegnato ad installare un sistema di videosorveglianza e la presenza di una vigilanza continua, durante le ore di apertura del Museo, da parte dei Vigili Urbani.

    Da un po’ di tempo, per motivi economici, sono venuti meno questi presupposti; il pericolo è che la Sovrintendenza aderisca alla richiesta del Parco Archeologico e disponga il trasferimento dell’Efebo in quella Sede dove la sicurezza sarebbe garantita.

    Solidarizzando con le motivazioni dei rappresentanti delle associazioni culturali, al termine dell’incontro il Dott. Caccamo ha assicurato il suo interessamento affinché possano essere ripristinate al più presto le condizioni che permettano la permanenza dell’Efebo al Museo Civico.

    L’incontro ha avuto anche un’ulteriore valenza nel consentire l’apertura di un dialogo aperto e diretto tra il Commissario Caccamo e la cittadinanza rappresentata, nell’occasione, da chi più ha a cuore le sorti della città che ha certamente nei suoi valori culturali ottimi strumenti di ripresa sociale ed economica.

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