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"Quando la matematica è studio e passione da 110 e lode". Storia del partannese Mario Galici

di: Francesca Caprarotta - del 2020-08-08

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Il partannese Mario Galici, con la passione per la matematica, dopo la magistrale, pensa al dottorato. Per i partannesi, è una mente eccelsa, ma egli si reputa una persona come altre, che con "tenacia" ha studiato quello che gli piace. 

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  • Non solo formule e numeri, ma logica, ragionamento e analisi: “la matematica in un certo senso fa “paura”, tant’è che spesso si parla di matofobia, ovvero la fobia della matematica.afferma il protagonista della nostra ultima intervista - Secondo il mio parere i bambini nascono con una grande voglia e capacità di imparare e le difficoltà di apprendimento, in relazione a qualsiasi disciplina, non nascono spontaneamente ma vengono indotte nell'allievo. “

    Il partannese Mario Galici, 24anni, ha conseguito la laurea magistrale in Matematica con la votazione di 110/110 e menzione al premio Eduardo Gugino, coronando accademicamente una vera e propria passione per la disciplina, che lo ha distinto sin dai tempi del liceo e nella comunità per i suoi brillanti risultati.

    Seppur sia considerato una mente eccelsa, Mario Galici con molta umiltà si schernisce:“ in realtà sono una persona come tutte le altre. Ho solo avuto la fortuna di avere davvero la passione per quello che studio e la tenacia di crederci fino in fondo e non demordere davanti agli ostacoli.”

    La redazione di Castelvetranonews ha raggiunto Mario per raccontare ai lettori la scelta degli studi matematici, sdoganando luoghi comuni, e i progetti futuri del giovane, che si è così presentato per i nostri lettori.

    “Ho 24 anni e vivo a Partanna da tutta la mia vita, anche se in questi cinque anni di studi universitari mi sono trasferito a Palermo, facendo spesso ritorno a casa per tornare dalla famiglia e dagli amici del posto. Prima di intraprendere gli studi universitari mi sono diplomato presso il Liceo Scientifico Dante Alighieri di Partanna.

    Sono sempre stato interessato all’ambito delle scienze, della logica e dello sviluppo tecnologico, pertanto mi sembrava la scelta più consona alle mie propensioni. Adesso, col senno di poi, posso solamente confermare di aver fatto la scelta giusta.”

    Come mai hai scelto di iscriverti in Matematica?

    “Ho scelto di iscrivermi in matematica, al di là del fatto che a scuola era la materia che preferivo,soprattutto perché sono sempre stato attratto dalla logica, dal ragionamento deduttivo e dalla ricerca di pattern e analogie tra concetti. La matematica ha applicazioni in ogni ambito scientifico e non solo. La laurea in matematica inoltre offre numerosi sbocchi lavorativi e permette di trovare un impiego subito dopo aver terminato gli studi, ciò rappresenta un fattore non indifferente.”

    Una scelta che hai riconfermato, con il corso di laurea magistrale.

    Dopo il diploma, nel 2015, ho deciso di iscrivermi al Corso di Laurea in Matematica presso l’Università degli Studi di Palermo, anche se nei due anni precedenti avevo spesso pensato all’eventualità di studiare Informatica. La scelta finale è stata dettata da vari fattori, soprattutto dalla mia passione per la matematica. Nel 2018 ho raggiunto la prima tappa del mio percorso universitario con la laurea triennale e nello stesso anno ho cominciato la magistrale.”

    Quindi la laurea, pochi giorni fa

    “Mi sono laureato con una votazione di 110 su 110 e la lode, e mi è stata conferita la menzione al premio Eduardo Gugino e l’effettiva assegnazione di tale premio che, oltre a darmi la soddisfazione di essere stato scelto fra tutti i candidati della sessione di laurea, consiste di una somma in denaro. Nella mia tesi di laurea magistrale, mi sono concentrato sullo studio di un collegamento tra due concetti della matematica apparentemente lontani e di fatto appartenenti a due ambiti diversi, la geometria e l’algebra, che sono i settori che prediligo.” 

    In quanti frequentavate il corso?

    “Ricordo che nelle prime settimane del primo anno della triennale eravamo più di sessanta studenti, per poi ritrovarci più che dimezzati alla fine dei tre anni. Alla magistrale invece eravamo circa una quindicina, meno di quanti eravamo in classe quando frequentavo il liceo. “

    Considerata la tua passione per la matematica e i brillanti risultati accademici conseguiti, vorremmo provare a analizzare la cattiva “reputazione” di questa disciplina con te.

    “Penso che gli iscritti al Corso di Laurea in matematica siano così pochi, nonostante i numerosi sbocchi lavorativi e l’altissima probabilità di trovare un impiego dopo la laurea, perché la matematica in un certo senso fa “paura”, tant’è che spesso si parla di matofobia, ovvero la fobia della matematica. Secondo il mio parere i bambini nascono con una grande voglia e capacità di imparare e le difficoltà di apprendimento, in relazione a qualsiasi disciplina, non nascono spontaneamente ma vengono indotte nell'allievo.

    Di frequente ,si sentono affermazioni di disprezzo nei confronti della matematica da parte di tutte quelle persone che non conservano un buon ricordo del loro percorso scolastico in relazione alla disciplina, durante il quale hanno eventualmente maturato un senso di limitazione e di impotenza che generano appunto l'avversione per la matematica. Spesso capita che la matematica venga insegnata nelle scuole come un processo meccanico fatto di calcoli numerici “freddi” e ripetitivi, non viene fatto vedere quanto questa disciplina sia in realtà stimolante e fondamentale per il mondo che ci circonda.”

    Quanto è importante la memoria nella matematica?

    “La memoria è sicuramente utile per la matematica, ma non è né necessaria né tantomeno sufficiente. Secondo me, per fare un esempio banale, non serve a nulla ricordare a memoria una formula matematica se poi non la si sa applicare nei giusti contesti, non si sa da quali risultati essa deriva né si conosce il suo significato concreto. ”

    E ora cosa farai? Hai mai pensato all’insegnamento?

    “Ho sempre pensato che un giorno avrei fatto l’insegnante, e lo penso ancora. Quando frequentavo il terzo anno della triennale ho avuto il piacere di svolgere le attività di tirocinio presso il liceo che avevo frequentato, affiancato dalla mia ex professoressa di matematica. Negli ultimi due anni invece ho svolto l’attività di tutor didattico all’università per gli studenti della triennale di matematica. Questi percorsi mi hanno fatto capire quanto mi piaccia effettivamente insegnare, trasmettere il mio interesse e la mia passione per tale disciplina ad altre persone mi gratifica.

    Adesso ci sono varie cose che potrei e che vorrei fare. La prima scelta è sicuramente quella di continuare gli studi e provare ad entrare al corso di dottorato di ricerca sempre presso l’Università degli Studi di Palermo.”

    La tua famiglia ti ha sostenuto nelle tue scelte accademiche?

    “Ho sempre trovato l’appoggio della mia famiglia per tutte le scelte scolastiche e accademiche, sono sempre stato lasciato libero di scegliere e di inseguire la mia strada perché ho avuto sempre le idee chiare al riguardo.”

    Cosa pensi del fatto che a Partanna, in molti ti considerino una mente eccelsa? 

    “Quando mi sento dire cose di questo tipo sorrido, perché in realtà sono una persona come tutte le altre. Ho solo avuto la fortuna, mettiamola così, di avere davvero la passione per quello che studio e la tenacia di crederci fino in fondo e non demordere davanti agli ostacoli."

    Pensi di andare via dal tuo paese? E dalla Sicilia?

    “Penso che, se dovesse arrivare la necessità o una grande opportunità di studiare/lavorare altrove lo farei, anche se, a lungo termine, mi piacerebbe tornare nella mia terra e continuare definitivamente il mio percorso in Sicilia.”

    Come pensi che la matematica possa essere impiegata al servizio della nuova società digitale?

    “La matematica è già impiegata al servizio della nuova era digitale, ne è il pilastro fondante in realtà. L’informatica, l’ingegneria e le scienze in generale dipendono dalla matematica, sono matematica.”

    Si ringrazia Mario Galici per la disponibilità e si coglie l’occasione per porgere uno speciale augurio per un brillante futuro.

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