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Partanna, da tipografia a “sinfonia” di sapori. Alla scoperta del ristorante “Nerocento”. Quando la cucina è arte e passione

del 2019-06-28

Immagine articolo: Partanna, da tipografia a “sinfonia” di sapori. Alla scoperta del ristorante “Nerocento”. Quando la cucina è arte e passione

 Da tipografia a “sinfonia di sapori”. “Nerocento” a Partanna è un ristorante volutamente un po' retrò dove la filosofia del team è quella di soddisfare il cliente raccontando la storia a cominciare dal nettare degli dei, quei vini che accompagnano i piatti dove la sostanza e la coreografia sono al primo posto. Questa la filosofia dello Chef Salvatore Giaramida, originario di Santa Ninfa, che, dopo un’esperienza al “Ficodindia" di Milano, ha fortemente voluto puntare su Partanna, trasformando la ex tipografia Inzirillo in un locale caldo e accogliente.

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  • Cresciuto con gli insegnamenti del maestro Giorgio Graziano a San Vito Lo Capo (TP) e ben conosciuto al “Ficodindia” di Milano per le sue pietanze delicate, è riuscito a portare una cucina “rivisitata e alleggerita” che, sempre sul binario della tradizione, ogni giorno viene reinventata sublimando gli ingredienti tipici in ricette che esaltano levità e freschezza, in un ambiente intimo e raccolto, trasportati dall’aria originale del locale.

    La cucina e la composizione tipografica sono due mondi con dinamiche progettuali accomunabili, in cui vive la commistione tra sensi e necessità. Proprio da questo parallelismo nasce il mood originale del locale, grazie all’utilizzo dell’ingrediente “carattere tipografico”, attraverso la realizzazione di elementi ex-novo e il riutilizzo di elementi preesistenti. “Le referenze erano davvero ottime” ci racconta una cliente entusiasta, “ma con onestà, non pensavo che i giovani proprietari avessero quella spiccata cultura culinaria tipica del territorio, in grado di raccontarti come nasce un piatto". Sul tavolo trovo la famosa rivista “Cucina Gourmet” dove noto che sono pubblicate ben 12 ricette dello Chef Salvatore Giaramida, illustrate da una nota giornalista che lo aveva intervistato.

    Curiosa per natura, chiedo di sapere perché il ristorante si chiama “Nerocento” e uno dei “quattro moschettieri”, tutti con diploma alla Scuola Alberghiera, mi rispondono che “Nerocento” è la tonalità di nero usata in tipografia, oltre a rappresentare il 100% del carattere della loro cucina realizzata esclusivamente con prodotti freschi e di stagione.

    Mi sono sentita coccolata da tutto il personale così attento anche nel raccontare come nasce il piatto che avevo ordinato: “gazpacho di polpo arrosto e burrata affumicata”, delizioso e per me sconosciuto, ma molto apprezzato.

    Lo Chef Salvatore Giaramida, alla fine di una cena sontuosa e ad prezzo giusto, si avvicina per salutarmi. Gli faccio i complimenti e chiedo quanto abbia influito la sua formazione scolastica sulla ricercatezza di tutti quei piatti profumati che venivano serviti ai tavoli accanto al mio.

    Signora la Scuola Alberghiera è fondamentale, poi ognuno deve metterci del suo amando quello che fa, mi risponde. Se io fossi il Ministro della Pubblica Istruzione obbligherei l’insegnamento dell’Arte, per imparare al meglio anche come presentare un piatto”.

    Alla fine chiedo di potere scattare una foto al team di Nerocento. Porterò con me la foto dei magnifici moschettieri: Roberto Ippolito, Francesco Paolo Triolo, Claudio Petruccio e dello Chef/Proprietario Salvatore Giaramita la giro alla vostra Redazione, perché è giusto promuovere la loro professionalità, il garbo e la simpatia che hanno caratterizzato il nostro incontro culinario. E così, per concludere una piacevole serata, Salvatore mi accompagna alla porta mi saluta e sorridendo aggiunge: “Il pesce ha la sua natura e il cuoco la sua bravura”.

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