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"Non sono un leone da tastiera, ma sulla questione pedane colorate vi dico la mia..". Lettera aperta alla Redazione

del 2021-04-15

Immagine articolo: "Non sono un leone da tastiera, ma sulla questione pedane colorate vi dico la mia..". Lettera aperta alla Redazione

Oggi ritorniamo sull'iniziativa promossa da alcuni volontari che, nelle ultime settimane, hanno iniziato a posizionare delle pedane in legno colorate e fiorite in diverse zone della città, in particolare nei punti dove si accumulavano rifiuti non differenziati correttamente.

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  • L'intento principale, come detto, è quello di dissuadere i cittadini incivili dal depositare rifiuti per le strade e a tenere pulita la città. 

    Sul tema avevamo pubblicato anche la lettera aperta inviataci dal nostro lettore Piero Vasile che aveva suscitato più di una polemica. Il nostro lettore è voluto tornare sull'argomento per specificare meglio il suo pensiero.

    Di seguito la sua lettera:

    "La mia precedente lettera sembra aver scatenato una guerra a Castelvetrano tra buoni e cattivi.

    Il sottoscritto pensa che l'Amministrazione venga esautorata del suo ruolo ogni qual volta un cittadino dovesse mettere in pratica autonomamente qualsiasi intervento sul territorio.

    Nella mia precedente lettera, ho citato alcune leggi nazionali e alcuni articoli dell’ordinanza comunale n. 57.

    Vorrei precisare che i pallet non sono considerati rifiuti solo finché vengono riutilizzati più e più volte secondo lo scopo per il quale sono stati costruiti.

    Altrimenti rientrano nella categoria Rifiuti di Imballaggio Terziari, cioè quelli adibiti al trasporto, come stabilito dal D. Lgs. 152/06.

    Lo stesso Decreto, all’art. 183, comma 1, lettera “a” definisce come rifiuto

    “Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi”

    Quindi il pallet non usato allo scopo per il quale è stato costruito è a tutti gli effetti, un rifiuto.

    Credo quindi che la pratica di spargere pedane di legno lungo il territorio comunale sia in contrari con i regolamenti cittadini già citati in precedenza, oltre che alle leggi e i regolamenti nazionali.

    Se è così, non crede l'Amministrazione che non intervenire a questo riguardo possa creare un precedente perché chiunque d'ora in poi, potrebbe sentirsi autorizzato ad intraprendere interventi sul territorio, senza passare prima per il vaglio delle istituzioni?

    Nel caso in cui tali pedane di legno dovessero causare incidenti di qualsiasi natura, essendo in ogni caso il Comune responsabile della sicurezza dei cittadini, la nostra Amministrazione e i miei concittadini sanno o non sanno che eventuali risarcimenti non verranno addebitati agli autori di questa iniziativa, ma all'intera cittadinanza?

    In altre città, il cittadino sa benissimo che non gli è consentito neanche piantare dei fiori in un'aiuola, senza l'autorizzazione di una pubblica autorità e qualora questo dovesse verificarsi ugualmente nonostante tutto, la Polizia Municipale eleverebbe delle sanzioni.

    A questa iniziativa prende parte un’assessore della maggioranza.

    Mi chiedo come possa una rappresentante delle istituzioni collaborare ad interventi sul territorio al di fuori delle istituzioni che rappresenta?

    Pur volendo ammettere fattibile tale iniziativa, per quale motivo non si è attivata affinché essa non venisse attuata dal Comune e non dai cittadini?

    Non pensa il signor Sindaco che un suo assessore che agisce sul territorio, al di fuori dell’Amministrazione Pubblica, rappresenti una mancanza di fiducia in questa stessa Amministrazione?

    Se questa iniziativa è così buona, perché non è avallata ufficialmente dal Comune, visto che, ripeto, un’assessore di questa Amministrazione ne è una sostenitrice?

    O forse il Comune sa benissimo che è contro i regolamenti e le leggi, abbandonare pedane in giro per la città?

    E se è così, come mai permette silenziosamente ad un suo assessore di farlo?

    E l’opposizione dov’è?

    La maggioranza è silente, ma l’opposizione come può non chiedere conto di questo silenzio?

    E come può non chiedere conto alla maggioranza del fatto che un suo assessore agisca al di fuori del Comune in questa iniziativa che, SE È COSÌ BUONA, doveva essere discussa ed eventualmente normata dopo un confronto DEMOCRATICO interno fra maggioranza e opposizione?

    Per questi e altri motivi, faccio alla Pubblica Amministrazione di questa citta, ma soprattutto a quei cittadini che mi hanno attaccato, le seguenti domande:

    1)  Castelvetrano è una città con pari dignità di altri comuni d'Italia o qui le cose si fanno fra noi, a prescindere dalle leggi e dai regolamenti perché “da noi è diverso”?

    2) Visto che probabilmente, fra coloro che mi attaccano alcuni erano in prima linea nei cortei in cui esprimevano il proprio orgoglio di essere cittadini castelvetranesi, lo sono tuttora orgogliosi, o visto che qui da noi si può fare a meno delle regole, forse hanno deciso che rispetto al resto del Paese, noi siamo una città a parte, con minore dignità?

    3) Visto che fra coloro che mi attaccano, probabilmente alcuni reggevano striscioni con su scritto "Sono castelvetranese e non sono mafioso", non pensano questi cittadini che non essere mafiosi significhi soprattutto PRETENDERE che tutto sia fatto secondo norma di legge?

    Non pensano che prendere una decisione senza tener conto dell'approvazione delle istituzioni, umiliando in questo modo il ruolo e il valore della NOSTRA Amministrazione (perché è nostra, ricordatevelo sul serio e non sui social in cerca di like...), sia in netto contrasto col desiderio di riscatto dall'etichetta mafiosa che sembra animare molti di loro?

    Qualcuno mi ha definito, non so perché,  “ignorante”.

    Se argomentare citando leggi e regolamenti è sinonimo di ignoranza, avrò probabilmente sbagliato tutto e forse per essere colti, occorre dare risposte del tipo “preferisci la spazzatura?”, oppure “si vede che a te non piace la pulizia”, oppure quella che premierei come la risposta colta per eccellenza: 

    “niente fai e niente lasci fare”.

    Ora, a me non piace elencare quello che io abbia o meno fatto per la cittadinanza e quindi lascio ad altri il piacere di auto osannarsi.

    Però una risposta a questa geniale frase voglio darla lo stesso, a modo mio:

    Io sto lottando perché in questa città non si accetti che non si rispettino le regole e perché altrove non pensino che qui da noi si agisca abitualmente al di fuori delle leggi che invece valgono per le altre città d'Italia che forse qualcuno considera più civili della nostra.

    Lo sto facendo non da leone da tastiera, ma con tanto di nome e cognome, su un giornale, sebbene consapevole che alcuni reagiranno attaccandomi.

    A chi mi ha attaccato e mi attacca solo perché voglio che si agisca secondo le regole, chiedo:
    Voi, oltre ai cortei cittadini, cosa pensate si debba fare perché finalmente il castelvetranese venga considerato un cittadino che rispetta la legalità di cui ci si riempie troppo spesso la bocca e non un abusivo?

    In una recente intervista è stato detto che questa iniziativa cambierà le coscienze e la sensibilità dei cittadini.

    In che modo, mi chiedo?

    Siamo famosi in tutta Italia per l’abusivismo e l’evasione fiscale.

    Ovviamente io non credo assolutamente che sia del tutto giustificato, però è un fatto che evasione e abusivismo abbiamo una madre comune:

    Il sistematico rifiuto delle regole e la convinzione che le leggi valgano per altri e non per noi.

    Pensate dunque si debba agire secondo disposizioni di legge o secondo la regola non scritta che tutti noi conosciamo benissimo e cioè ... "Vabbe', fra niatri... chi ci fa...? Chi su sti liggi...?

    Grazie

    Cordialmente

    Piero Vasile"

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