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"Pedane colorate e non solo. Serve regolamentare e applicare i regolamenti esistenti". Lettera aperta al Sindaco

di: Redazione - del 2021-05-18

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del cittadino Pietro Vasile che si rivolge al Sindaco Enzo Alfano, in merito alle dichiarazione rilasciate da quest'ultimo ai nostri microfoni durante l'intervista di qualche giorno fa.

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  • Riportiamo il testo della lettera:

    "In un’intervista di pochi giorni fa, il Signor Sindaco ha fatto delle dichiarazioni, a mio parere sconcertanti.  Chi cita le leggi, come il sottoscritto, sta solo perdendo del tempo dietro ad un’inutile tentativo di rispettare la legittimità o legalità. 

    Parole che in una città che viene da un commissariamento per mafia e che a livello  nazionale è considerata la città dell’abusivismo e dell’evasione fiscale, sono di una gravità inaudita, soprattutto se provengono dal principale rappresentante cittadino di quel movimento che predica l’onestà e l’1 vale 1. 

    Questa è la città che sfila per ribadire il proprio orgoglio di non appartenere alla mafia e dove le scolaresche manifestavano il loro “amore per la legalità” e il suo primo cittadino si permette di dire che andare alla ricerca di leggi e regolamenti sia una perdita di tempo?  Per la cronaca, il sottoscritto non è andato alla ricerca di niente.  I regolamenti comunali ESISTONO, ma forse il Primo Cittadino li ignora? 

    Fin dal primo istante, il sottoscritto ha inviato delle lettere a questa gentile redazione che le ha puntualmente e democraticamente pubblicate, ponendo l’attenzione non tanto sull’iniziativa (che per inciso, io reputo assolutamente inutile), quanto sulla sua legittimità. 

    Ed è proprio per questo che ho citato le leggi.  Perché anche se in questa città vige la regola del nostro dialetto che è “Vabbe’, chi ci fa?”, io sono per il latino “dura lex, sed lex”.  Per quanto scomoda possa essere una legge, essa è pur tuttavia LEGGE.  Non deve essere la legge ad uniformarsi al pensiero soggettivo, ma il contrario. 

    Perché se si lascia passare il messaggio che “vabbe’, tanto....” allora tutto ciò che comporta la tanto sbandierata legalità viene minato alle basi.  Chi decide quando sia giusto o meno non rispettare le leggi? 

    Ho citato diverse volte in questi giorni, un’iniziativa di cui la signora Lina Stabile è portavoce e cioè la pitturazione di 3 panchine come messaggio contro l’omofobia. Iniziativa che mi trova d’accordo con tutto me stesso perché i miei principi sono contro ogni forma di discriminazione e perché la signora ha GIUSTAMENTE seguito l’iter di approvazione previsto DALLA LEGGE. 

    Se il Comune avesse deciso che l’iniziativa fosse non fattibile, la signora si sarebbe adeguata alla decisione della comunità, pur con ogni facoltà di esprimere un proprio giudizio in disaccordo, ma in ogni caso le panchine non sarebbero state dipinte. 

    Perché le pedane colorate sono state realizzate senza alcuna autorizzazione?  Perché i portavasi in cemento sono stati dipinti di bianco, senza alcuna autorizzazione?  Al di là del fine degli autori di tali gesti, un cittadino può decidere che oggi può fare questo e domani quest’altro senza che le sue decisioni vengano vagliate dalle istituzioni? 

    È recente la notizia di un cittadino che di propria iniziativa ha coperto delle scritte su una chiesa, con della vernice.  Questo gesto potrebbe avere delle conseguenze ben peggiori della stessa scritta in vista di un eventuale restauro.  Ecco perché un cittadino NON PUÒ NON PASSARE DAL VAGLIO DELLE ISTITUZIONI. 

    Ci sarà o no un motivo per cui nessuna delibera sia stata ancora emessa per regolare la diffusione di pedane colorate in giro per la città?  E perché mai un’iniziativa di una vice responsabile del partito del Sindaco, un’ex Assessore (quindi vicina al partito del Sindaco) e, ben più grave, un’ Assessore della maggioranza a cui fa capo il Sindaco possono permettersi di ergersi al di sopra della legge e il Sindaco li giustifica chiamando l’ILLEGITTIMA iniziativa, “Rivoluzione gentile”, mentre qualsiasi altro cittadino deve sottostare alle leggi? 

    Il Signor Sindaco si rende conto della gravità delle sue parole?

    Capisce il Signor Sindaco di avere appena creato un precedente e cioè che se domani a qualsiasi cittadino venga in mente di dipingere le mura esterne del comune di un qualsiasi fantasioso colore, potrà farlo in virtù di quelle parole da egli stesso pronunciate? 

    Per quanto riguarda la, ripeto, inutile iniziativa delle pedane, si è detto che verranno tolte.  Bene.  Quando?

    Quando la gente sarà stata educata?  E chi decide che la gente sia stata educata? Un gruppetto di privati cittadini?  E se la gente non è stata educata, le pedane resteranno lì per sempre?

    Oppure verranno tolte, ma non essendosi la gente educata, saremo punto e a capo?  Oltre alle interviste a destra e manca, queste pedane, che utilità hanno? 

    Tornando al Signor Sindaco, come può pretendere che i chioschi si mettano in regola con la legge, quando lei permette a delle persone a lei vicine politicamente o addirittura facenti parte della Giunta, di agire in totale contravvenzione a quelle stesse leggi comunali che lei vorrebbe che i cittadini rispettassero? 

    Il fine dei cittadini proprietari di un chiosco cioè quello di mantenere la propria famiglia, ha meno peso del fine (totalmente inutile) di un gruppetto di cittadini a lei vicino politicamente? Comincia a rendersi conto della gravità delle sue affermazioni? 

    In ultimo, come possono dei comuni cittadini ringraziare la Sager, legata contrattualmente al Comune, per la loro COLLABORAZIONE?  Ma la Sager (che sul suo profilo Facebook ha la foto delle pedane colorate) pulisce la città perché LEGATA CONTRATTUALMENTE al Comune o perché collabora con un gruppetto di cittadini che contravvengono alle regole COMUNALI? 

    Ma queste domande sono scomode.  Lo capisco. Molto meglio quelle di un sorridente intervistatore.

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