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Tra social, smartphone e i tempi che cambiano. Figli abbandonati o anche genitori abbandonati?

di: Rosalia Elena Mazzola - del 2022-11-12

Immagine articolo: Tra social, smartphone e i tempi che cambiano. Figli abbandonati o anche genitori abbandonati?

Fin troppo spesso, oggigiorno ci imbattiamo in giovani che sono fuori controllo, urlano e strepitano per avere qualcosa, umiliano e offendono senza pietà e nelle peggiori delle ipotesi picchiano e mancano di rispetto senza porsi alcun problema. Il peggio arriva quando questi non contenti spingono altri a prevaricare e influire, creando un gruppo ristretto di ragazzini Il vero motivo pare essere, la mancanza del giusto modello educativo da seguire. Nessuno nasce cattivo! Non si tratta di indole o di carattere, ma più che altro di educazione.

  • clemente a7 novembre 2021
  • Tra l’altro, sembra che la colpa in parte sia dei genitori che sollevano i figli da ogni responsabilità, giustificando ogni loro comportamento anche quando sanno che è sbagliato. Quest’ultimi non prendono in considerazione che così facendo spingono il figlio ad accrescere in sé una forma di delirio d’onnipotenza, che spingerà a sua volta il giovane a trattare gli stessi genitori come delle nullità. Il così detto " sono soltanto bambini ", non è affatto giustificabile quando si tratta di maleducazione, violenza o mancanza di rispetto.

    Educare è difficile, nessuno lo nega ma non bisogna chiudere il figlio in una "campana di vetro", ma bensì dagli strumenti per vivere in società liberamente. Insultare e far del male al prossimo non è affatto una forma di libertà all'interno della comunità, più che altro è una forma di chiusura e disinteresse verso chiunque altro. Si sa che prima o poi a prescindere dall'educazione, la parolaccia o l'attimo di eccessiva reazione arriverà nel giovane, ecco perché saper esserci, parlare ed ascoltare il proprio figlio è fondamentale, purtroppo è vero che ad influire sono anche le influenze esterne.

    La società è cambiata moltissimo, i giovani indossano un vestiario diverso, hanno una libertà diversa, comportamenti diversi, vengono trascinati da altri giovani a fare cose che spesso non voglio neanche fare, navigano su internet e a volte si lasciano invaghire dal virtuale senza neanche accorgersene, e quello che prima era punibile con schiaffi o rimproveri pesanti oggi viene spesso liquidato con semplici giustificazioni dai genitori. Vero è che pur di non sentir le lamentele del figlio/a viene ceduto a questo qualsiasi mezzo capace di calmarlo, come cellulare, tablet, computer, così che ogni insegnamento gli venga fornito dal grande mondo di internet eliminandone qualsiasi comunicazione persone con un genitore. Non bisogna abbandonare i figli. Non c'è nulla da fare, i figli vanno seguiti c'è poco da discutere.

    L’articolo 2048 del Codice civile parla della  « responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte»: "Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi.
    La stessa disposizione si applica all'affiliante. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto".

    Allo stesso tempo, spesso, i genitori non hanno nessun aiuto e si ritrovano da soli a crescere troppi figli, senza consapevolezza o una guida come genitori, parenti o associazioni, si sentono e sono in parte abbandonati in questo grande compito di strutturare il giovane in crescita. È giusto impartire un’educazione nel rispetto del prossimo e nella capacità di condividere con persone reali, ma è altrettanto giusto sostenere questi genitori che spesso si ritrovano in balia di ciò che accade, senza sapere che direzione prendere e ritrovandosi nel più delle volte sottomessi e impotenti di fronte ai propri figli.

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