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Quando Mussolini destinò la donazione di un italiano all'estero per "risollevare" il tempio C di Selinunte

del 2021-05-04

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Il colonnato nord del grande tempio di Apollo fu parzialmente risollevato negli anni Venti dello scorso secolo (1925-1926) su espressa richiesta di Benito Mussolini. 

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  • L’anastilosi del tempio C (Francesco Valenti, direttore dei lavori usa la parola «risollevamento»), interessò il lato nord del peristilio del tempio C e fu eseguita dal 24 marzo al 4 novembre 1926, in due fasi, su progetto e direzione della Soprintendenza alle Arti Medioevali e Moderne, in accordo con l’allora soprintendente Paolo Orsi*. 

    Infatti, nel 1924 il Presidente del Consiglio dei Ministri, Benito Mussolini, decideva di convogliare £ 250.000, provenienti da una cospicua elargizione di un italiano residente all’estero, «a uno scopo di alto interesse nazionale, qual è quello di far rivivere, sotto la luce dell’arte, uno dei templi di Selinunte, avanzi maestosi del glorioso periodo della civiltà greco-sicula». 

    Nella stessa occasione si manifestava la volontà «di affidare l’incarico di provvedere a tale sistemazione (…) al Comm. Paolo Orsi, R. Soprintendente Archeologico per la Sicilia*, il quale potrebbe associarsi per la parte artistica e tecnica al R. Soprintendente dei Monumenti in Palermo, Comm. Valenti (…) come pure alla di lui ben nota competenza archeologica potrebbe lasciarsi di scegliere il tempio da sistemare» **. 

    In adempimento alla disposizione ministeriale si procedeva nel novembre 1924 all’esame dei monumenti per giudicare il loro stato di conservazione e sulla quantità di materiale adatto alla ricollocazione. Si valutò la possibilità di innalzare il tempio E, ma poi venne deciso di impiegare la somma disponibile al rialzamento del lato nord del tempio C che meglio si prestava allo scopo da raggiungersi.   

    * la Soprintendenza alle Antichità della Sicilia, era unica con sede a Siracusa   

    ** lettera del Ministero degli affari esteri, Mussolini, 26 Agosto 1924 

    Maria Marchese 

    Articolo pubblicato in data 3 Marzo 2018

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