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"La corsa delle bighe a Selinunte, la Swatch, Dan Peterson e non solo". Era il 10 Settembre 1994

di: Giuseppe L. Bonanno - del 2020-03-16

Premessa – Può sembrare strano che, in tempi di pandemia, ci si occupi di cultura e turismo, ma, si deve andare avanti e presumere che fra qualche tempo si tornerà ad una vita normale. 

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  • La sera di sabato 10 settembre 1994 si svolse a Selinunte, nell’ampia zona libera a sud del Tempio E, la “Corsa delle bighe”, uno spettacolo sponsorizzato dalla azienda svizzera Swatch, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Castelvetrano e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani.

    Lo spettacolo fu presentato da Valeria Moriconi, col commento di Dan Peterson e con la partecipazione di Gelindo Bordin ed altri campioni olimpici internazionali, tutti personaggi allora famosi.  Quella della Swatch fu una delle prime telefonate che ricevetti quale assessore alla cultura (incredibile) del Comune di Castelvetrano.

    Col sindaco Bongiorno accettammo subito con entusiasmo la proposta che ci veniva fatta, che era stata rifiutata da altri comuni.

    Trovammo disponibilità nella Soprintendenza ai BB.CC., che, negli anni successivi, avrebbe invece impedito lo svolgersi di altri grandi eventi a Selinunte (basterebbe ricordare l’assoluto diniego allo svolgimento del concerto di Renzo Arbore e Ray Charles).

    L’evento ebbe un grande successo di pubblico e riportò, per un breve periodo, Selinunte all’attenzione internazionale. Poi di nuovo il silenzio.

    Verificammo allora come da parte degli Assessorati regionali al Turismo e ai BB.CC. e dei loro organi provinciali, rispettivamente A.P.T. e Soprintendenza, ci fosse la volontà di tenere Selinunte ai margini, rispetto alle possibilità di crescita culturale e turistico-economica

    L’A.P.T. promuoveva allora la provincia di Trapani quasi esclusivamente coi mulini a vento fra Trapani e Marsala, cosa che, con tutto il rispetto, per un territorio che ha al suo interno Segesta e Selinunte, era veramente un atteggiamento “bizzarro”.

    Per inciso, la Regione Siciliana, qualche anno fa, decise di eliminare le aziende provinciali al turismo e le aziende di soggiorno (che pochi privilegiati comuni avevano), per costituire invece delle aziende territoriali, una delle quali poteva e doveva  essere quella selinuntina.

    Da anni aspettiamo inutilmente; in atto esiste soltanto un Servizio turistico di Trapani.

    Ho l’impressione che la Sicilia, una regione che è dieci volte più grande di Malta e che invece ha un decimo delle sue strutture turistico-ricettive, invece di fare di tutto per attirare altri visitatori, studiosi e turisti, voglia amministrare soltanto quelli che arrivano, indirizzandoli verso poche mete privilegiate (ci sarà un motivo, ma non oso indagare), quali Taormina, Agrigento e poche altre.

    C’è da rimpiangere, a questo proposito e non soltanto,  la gestione statale dei Beni culturali e del Turismo.

    Basterà guardare l’immagine di una brochure (la cui foto devo a Enzo Napoli) di diversi anni fa: spettacoli di alto livello erano equamente distribuiti tra i  principali siti archeologici siciliani. Il filmato del 1955, veramente suggestivo, “Selinunte (i templi coricati)”, musica di Roman Vlad, danza pantomimica di Helga Muratori Torriani, regia di Ferdinando Birri, ci racconta un’altra storia: Selinunte, luogo magico per studiosi e visitatori.

    Inserire Selinunte in un grande circuito regionale, sinergico, non concorrenziale, sembra, oggi, molto difficile, per scelte regionali alquanto discutibili, modificate, in parte, soltanto con la purtroppo breve gestione dell’Assessorato regionale BB. CC. del compianto Sebastiano Tusa.  Perché a Selinunte non può avvenire ciò che da anni avviene a Siracusa e da qualche tempo anche a Segesta?

    Creare, cioè, un appuntamento annuale di alto prestigio, organizzato per tempo, pubblicizzato ovunque, che nasca dalla collaborazione fra Parco archeologico di Selinunte, Comune di Castelvetrano, Assessorati regionali ai BB.CC. e al Turismo. 

    Non si può certamente trattare di sporadiche manifestazioni hard rock, che servono soltanto a sporcare, come è avvenuto durante la passata gestione del Parco Vorrei proporre, al Parco e al Comune, una manifestazione che ritengo originale e di alto livello culturale; ovvero la realizzazione di un festival del teatro moderno e contemporaneo, ispirato alla storia e ai miti antichi.

    A Siracusa ogni anno si rappresentano tragedie e commedie dell’antica Grecia, a Segesta commedie e tragedie di Roma antica. Si tratterebbe di mettere in scena a Selinunte commedie e tragedie ispirate sì alla classicità, ma scritte da autori a noi più vicini temporalmente.

    Cito, soltanto ad esempio: “La guerra di Troia non si farà” di Jean Giraudoux, “Romolo il grande” di Friedrich Dürrenmatt, “Fedra” di Jean Racine, “Antonio e Cleopatra”, “Antigone”,  “Oreste”, “Agamennone” di Vittorio Alfieri, “Tito Andronico”, “Giulio Cesare”, “Antonio e Cleopatra”, “Coriolano” di William Shakespeare. Festival che potrebbe attirare, come avviene a Siracusa, spettatori da tutto il mondo.

    Sarà possibile che la Regione siciliana faccia finalmente qualcosa per questo territorio, o, come nel caso dell’Ospedale di Castelvetrano, dobbiamo aspettarci soltanto ulteriori difficoltà?

    Perché soltanto Agrigento, in base ad una legge del 2000, ha un Ente Parco archeologico, e gli altri Parchi sono dipendenze dell’Assessorato regionale?

    Perché non vengono rinnovati i Comitati tecnico-scientifici dei Parchi? Forse per controllarli meglio dall’alto, senza che i Comuni  e le Associazioni mettano becco?

    I Comuni perché non ne fanno un problema politico, investendo del problema l’Assemblea regionale, invece di seguire inutili vie giudiziarie?

    Spero che comunque il Comune e il Parco, in sinergia, possano far sì che cresca la valorizzazione di Selinunte, crescita che è sempre insieme culturale ed economica. Intanto il Comune  potrebbe rilanciare la denominazione “Castelvetrano Selinunte”, importante dal punto di vista culturale e turistico; denominazione che dopo essere stata approvata anni fa  dalla Giunta e dal Consiglio comunali non è mai approdata all’Assemblea regionale.

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