S.Margherita di Belice, gran successo per l’esibizione di Sasa Salvaggio
di: Mariano Pace - del 2026-08-06

Per un’ora e mezza ha fatto trascorrere ieri, a Santa Margherita di Belice, nella suggestiva cornice di piazza Matteotti, una “serata all’insegna della risata, dell’allegria, del relax e del divertimento”. Ancora una volta si è rivelato un autentico “mattatore”, padrone assoluto della scena e del palcoscenico. Proprio per la serie: “La classe non è acqua”. Lui è Sasà Salvaggio, nato a Milano ma cresciuto e residente a Palermo (originario di Poggioreale), che di “classe artistica” ne ha davvero tanta. Personaggio poliedrico – comico, imitatore, abilissimo intrattenitore, conduttore, presentatore e speaker – si è esibito a Santa Margherita di Belice con il suo “Comedy Show”, nell’ambito del programma dell’Estate Margheritese 2026, allestito dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaspare Viola.

Sasà Salvaggio è tornato nella Città del Gattopardo dopo quattro anni dalla sua ultima esibizione. «Grazie a tutti – ha esordito – per essere venuti in tanti al mio spettacolo, provenienti da diversi centri delle tre province di Agrigento, Trapani e Palermo». E Sasà Salvaggio (che sta spopolando con il programma Stonati ma Felici, in onda su TGS) ha ricevuto “applausi a scena aperta”, applausi scroscianti che hanno fatto da ritornello alle sue battute, alle sue proverbiali gag e performance. Segno del gradimento totale da parte del numeroso pubblico presente.
Sasà Salvaggio, come è sua consuetudine, si è “divertito e ha fatto divertire” con le sue esilaranti battute, tutte riferite al modo di vivere e di operare del popolo siciliano. «Un popolo – ha evidenziato Sasà Salvaggio – che ha storicamente subito ben tredici dominazioni di diverse civiltà. La quattordicesima è quella attualmente esercitata dai cinesi, che stanno avendo da noi un grande successo».

Applauditissimi soprattutto i suoi riferimenti al nostro dialetto siciliano. «Il siciliano – ha sottolineato Sasà Salvaggio – è una lingua che negli anni è stata arricchita dalle tredici dominazioni subite». Poi, riflettori puntati sulle manie, gli atteggiamenti e i comportamenti del siciliano emigrato al Nord Italia e in America. Sul siciliano che va in crociera solo per mangiare, sempre e a qualsiasi ora. «Per noi – ha sottolineato Sasà Salvaggio – il nostro pensiero fisso è il mangiare, che riversiamo sui nostri bambini fin dalla loro tenera età».
Riflettori accesi anche sul siciliano alle prese, soprattutto in America, con la mancanza del bidè nei bagni delle abitazioni private e degli hotel, nonostante la presenza di palazzi con ottanta piani. Ma anche a Santa Margherita di Belice, ieri sera, Sasà Salvaggio ha inteso e voluto rivalutare l’immagine della Sicilia nel mondo, combattendo gli stereotipi contro l’Isola, in primis quello della mafia. «Molti dimenticano – ha rimarcato Sasà – che in Sicilia abbiamo non solo la mafia, ma anche ben sette siti dichiarati patrimonio UNESCO». Sasà Salvaggio si è congedato raccontando una barzelletta. «Solitamente nei miei spettacoli non racconto barzellette, ma mi vengono richieste dal pubblico». La barzelletta raccontata è stata “Patri scinnicavi”, con protagonisti donne e preti nei confessionali.
È toccato a Deborah Ciaccio, assessore comunale al Turismo, agli Eventi e alla Promozione territoriale, unitamente all’assessore comunale Francesco Santoro, ringraziare Sasà per la sua esibizione. «Grazie, Sasà – ha esclamato Deborah Ciaccio – per averci fatto trascorrere una lietissima serata. E grazie alla Regione Siciliana, che ha patrocinato il tuo spettacolo e il nostro intero programma estivo».













