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Il gioco d’azzardo illegale a Trapani e provincia: repressione e prevenzione del fenomeno

di: Francesco Accardi - del 2022-06-16

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La repressione del gioco illecito: gli interventi delle forze dell’ordine
Nonostante diversi interventi e tante misure volte a contrastarlo, il gioco illegale in Italia è una realtà e il trapanese non fa eccezione. I due anni di pandemia e la conseguente totale chiusura per circa 11 mesi (330 giorni, per la precisione) dei centri scommesse e delle sale Bingo di città e provincia, oltre a mettere in serie difficoltà economiche dipendenti e titolari delle agenzie, non hanno fatto che incrementare la diffusione del fenomeno: chi, prima del Covid 19, era abituato a giocare regolarmente, durante i mesi di chiusura forzata delle attività, poteva trovare negli allibratori illegali di Trapani dei complici, grazie ai quali soddisfare il proprio desiderio di giocare, seppure al di fuori dei limiti stabiliti dalla legge.

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  • Fortunatamente, le forze dell’ordine della provincia hanno vigilato attentamente e sono riuscite, in diverse occasioni, ad intervenire con ammende o chiusure, laddove non vi fossero le licenze per il gioco o dove mancassero le condizioni necessarie, come le avvertenze sanitarie sul gioco d’azzardo patologico e le note informative sulle probabilità di vincita. Per legge, infatti, queste indicazioni devono essere sempre bene in vista, all’attenzione dei giocatori, per avvisarli del rischio di perdere denaro e delle reali possibilità di vincita.

    Alcamo, Castellamare del Golfo, Mazara del Vallo e Trapani sono stati teatro di un’intensa attività di controllo da parte dei carabinieri e degli ispettori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Assenza delle condizioni minime, necessarie allo svolgimento di attività di gambling, postazioni per raccolta di scommesse non conformi alla normativa vigente, materiale informatico detenuto illecitamente a fini di attività di scommesse clandestine all’interno di agenzie non vocate al gioco d’azzardo, raccolta di scommesse attraverso siti europei, privi di regolare licenza per operare in Italia: questi sono i principali capi d’accusa di cui si sono macchiati i gestori di alcune agenzie di gioco negli scorsi mesi.

    Non tutti, però, sono stati oggetto di sanzioni da parte delle forze dell’ordine; la maggior parte dei controlli, eseguiti da carabinieri e finanzieri a Trapani e provincia, non ha individuato comportamenti illeciti e queste sale scommesse hanno continuato tranquillamente la propria attività legale.

     

    Al di là delle sale scommesse: i siti slot online
    In particolare, durante le fasi di lockdown, dovute alla pandemia da Covid-19, un gran numero di giocatori si sono rivolti ai siti di slot online. Scegliendo le slot online con licenza, si è certi del rispetto di tutte le norme relative ad un gioco lecito, informato e attento alla prevenzione delle dipendenze da gioco. Nel caso in cui si scelgano siti di slot online non AAMS, è necessario assicurarsi che l’operatore sia in possesso di una licenza estera affidabile (UK Gambling Commission o Malta Gaming Authority).

     

    L’intervento della politica e della società civile: la prevenzione delle ludopatie
    Da un lato, l’attività repressiva a Trapani e provincia cerca di eliminare o contenere la piaga del gioco d’azzardo illegale; dall’altro, la politica si mobilita per facilitare la tutela della salute dei soggetti dal rischio di ammalarsi di ludopatia, fenomeno che può colpire tutti, in particolare i più fragili, come i minori e i compulsivi del gioco.

    Risale, infatti, al mese di ottobre 2020 l’approvazione, da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana, del ddl “Norme per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo”, elaborato dalla commissione Salute, in un progetto che ha coinvolto tutte le parti interessate, come le organizzazioni di categoria e le associazioni di volontariato che fanno prevenzione.

    Questa legge offre ai sindaci maggiori margini di manovra nelle politiche di controllo sulla proliferazione delle sale da gioco. Oggi, dunque, non è più possibile aprire centri di scommesse e spazi per il gioco e nemmeno installare nuovi apparecchi a meno di 300 metri (distanza che sale a 500 metri nei comuni con oltre 50.000 abitanti) dai luoghi ritenuti “sensibili”: scuole, parrocchie, caserme, strutture sanitarie, centri di aggregazione per giovani e anziani.

    È stato istituito anche un Osservatorio Regionale sul Disturbo da gioco d’azzardo, strumento che consentirà di conoscere e monitorare il fenomeno del gioco d’azzardo, anche nelle sue forme patologiche e illegali, oltre che di valutare l’efficacia delle politiche di contrasto.

    Infine, grazie a questo ddl, i Servizi delle dipendenze patologiche delle Asp si occuperanno di accoglienza e valutazione diagnostica, presa in carico e cura, reinserimento sociale del soggetto e sostegno ai familiari.

    Amministrazione e società civile di Trapani hanno colto subito la palla al balzo e hanno attivato una serie di iniziative nel filone della prevenzione della dipendenza da gioco. Ultimo, in ordine di tempo, è stato il progetto “Gioco Scaccia Gioco”, promosso dall’associazione Arthesia e finanziato dalla Regione. L’obiettivo è sempre quello di contrastare il gioco d’azzardo patologico, con un occhio di riguardo ai più giovani, tra i soggetti più colpiti da questa vera e propria malattia. La fascia d’età, compresa tra 15 e 25 anni, è stata coinvolta in attività sportive, allo scopo di promuovere una maggiore informazione e una sensibilizzazione al problema. Lo sport, poi, ha la funzione di coinvolgere in modo sano i giovani, distraendoli da attività a rischio.

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