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Nel ricordo del podestà di Castelvetrano Riccardo Tondi

di: Vito Marino - del 2019-09-26

Immagine articolo: Nel ricordo del podestà di Castelvetrano Riccardo Tondi

Il 3 gennaio 1925 avvenne in Italia, e quindi a Castelvetrano l’abbandono dello Stato costituzionale liberale ed entrava in vigore il regime fascista. Questo è stato il primo assetto dato dal regime appena istaurato, a livello nazionale. Promotori di questo provvedimento furono i ministri di allora Luigi Federzoni e Roberto Farinacci. Neppure il Partito Nazional Fascista poteva più esprimere una propria opinione politica; l’ultimo congresso avvenne nel 1925, in seguito ogni decisione programmatica spettò solo al governo.

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  • Ricostruire la storia di Castelvetrano durante il periodo fascista non è per niente facile, poiché la stampa in quel periodo doveva ben bilanciare e misurare le parole, per paura di sbagliare ed essere subito censurati, per cui le notizie storiche si possono ricavare soltanto attraverso gli ordini del giorno della Consulta. Anche qui c’è poco da apprendere perché non c’erano discussioni in aula per mancanza di contraddittorio con le opposizioni.

    Tuttavia, a quanto sembra, l’attività della nuova amministrazione della consulta, non ha dato segni di abusi politici o anormalità dittatoriali, il lavoro rappresentava una continuità all’amministrazione democratica precedente. A Castelvetrano, a seguito di questi sconvolgimenti politici e amministrativi, l’allora sindaco avv. Infranca Lorenzo, eletto con libere elezioni durante la monarchia costituzionale, il 03 aprile 1925 diede le sue dimissioni.

    L’avv. Pietro Gentile prese le redini della città nella qualità di podestà, sostituendo il sindaco Infranca. Egli, già assessore della giunta comunale dimessa in precedenza, a livello cittadino aveva aderito alla “Unione democratica” di Nunzio Nasi contro i Saporito Il 05 gennaio 1927 Mussolini assegnò ai prefetti il potere assoluto della Provincia col compito di reprimere ogni movimento antifascista. Così il prefetto della provincia di Trapani nominò a Marsala e a Castelvetrano le prime “Consulte comunali fascista”, che sostituirono il Consiglio e la giunta comunale.

    Il 24 febbraio 1928, con decreto prefettizio la carica di Podestà spetterà a Giuseppe Gentile, fratello di Pietro, primo potestà, e fratello anche di Giovanni, il noto filosofo nonché ministro del governo Mussolini. Ma il principio autoritario del regime si sostituiva in pieno a quello che restava della democrazia soppressa, così, l’ultima delibera del commissario prefettizio sig. Pollina Vito fu la N. 433 del 29 giugno 1929. Da quella data venne sostituito dal Tenente Colonnello Riccardo Tondi, assieme ai Consultori comunali di nuova nomina.

    La nuova Consulta comunale prende a lavorare il 3/7/1929 con delibera N. 434. Fu un periodo di intensa attività per i lavori eseguiti nella città ma, principalmente per mettere in attuazione tutti quei principi teorici e formali dettati dal regime fascista che non ammettevano se e ma, ma ceca ubbidienza agli ordini superiori.

    -Voglio citare una curiosità riscontrata nella delibera N. 436 dello stesso primo giorno di lavoro 3/7/1929, il Podestà, anticipando i tempi, malgrado la dittatura, modificava l’orario d’ufficio, in linea provvisoria dalle ore 8 alle ore 15 di ogni giorno lavorativo; un orario unico, per permettere agli impiegati comunali la balneazione. "Ritenuto che col 1° luglio è iniziata la stagione balneare allo scalo di Marinella, presso cui affluisce questa popolazione".

    -Nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale si trova esposto un grande dipinto acquistato per volontà del tenente colonnello Riccardo Tondi; l’opera, che in passato veniva additata come una delle più rappresentative del Pardo, raffigura il mitico episodio di Pandora che, come narrato da Esiodo nella Teogonia e in Opere e giorni, scoperchia l’orcio contenente tutti i mali che, da quel momento, affliggono il mondo.

    - Dal 01/07/1929 al 31/12/1936 il Te. Col. Riccardo Tondi, potestà del Comune di Castelvetrano riesce a far eseguire diversi lavori pubblici in Castelvetrano riuscendo a trasformarla in una vera città. -Nel 1929 al Teatro Selinus fece ricostruire, quasi per intero, la cancellata esterna, con l’opposizione di due grandi fanali a tre lampade ciascuno e nel 1931, per sua volontà, il teatro assunse il nome di "Selinus".

    - Il Comune di Castelvetrano per fornire di corrente elettrica la città aveva costruito un’Azienda Elettrica Municipale funzionante a carbon fossile, combustibile che allora arrivava per mezzo della ferrovia. Ma, Riccardo Tondi, podestà di allora, con delibera n. 473 del 1/8/1929: "Viste le offerte della Società Generale Elettrica Siciliana, per ottenere dal Comune di Castelvetrano la concessione per un ventennio  dell’Azienda elettrica municipale e del relativo esercizio, delibera di cedere alla S.G.E.S. l’Azienda a norma e nei termini del compromesso del 30 u.s.".

    -Il 29 giugno 1930 fu innalzato, per volontà del podestà Riccardo Tondi il monumento dei caduti castelvetranesi della Grande Guerra 1915/1918, su progetto del fiorentino Raffaele Brizzi, dalla ditta Arturo Palla di Pietrasanta. La statua alata è la rappresentazione della vittoria coronatrice, ed è opera dello scultore Pasquale Scandurra da Caltagirone. Al podestà Tondi si deve anche la successiva sistemazione della piazza Vittorio Emanuele, oggi piazza G. Matteotti.

    -A ricordo dei caduti della II Guerra Mondiale, Presso lo spiazzo del viale Roma fece mettere a dimora un albero per ogni soldato caduto in guerra, con relativa targhetta appesa con nome del soldato. -Nel 1932 fece erigere nel centro della villa comunale “Parco delle Rimembranze, una croce a ricordo dei caduti in guerra. Così ricorda lo stesso Tondi: "nel Parco della Rimembranza eressi piramide centrale e la coronai con croce luminosa".

    - Il podestà Tondi nel 1932 fece apporre sulla porta d’ingresso all’appartamento di don Carlo d’Aragona, nell’ex monastero di San Domenico, una lapide con la seguente iscrizione da lui dettata: "Con l’animo che da Giuseppe Garibaldi / le valse il nome di “generosa” / Castelvetrano nel 1860 / offerse ed ottenne d’accogliere / in quest’aula ridotta ospedale / undici feriti dei mille / e con cure amorevoli / ne serbò le vite preziose / agli altri cimenti della patria / 2 giugno 1932 il municipio /QMP".

    -Inoltre, fece costruire il muro di protezione che si trova all’inizio di Via Campobello e anche tutta la muraglia che racchiude il terrapieno della Villa Falcone e Borsellino, allora Villa Garibaldi, terminato nel 1934. Alla stessa villa Garibaldi, già recintata con paletti di legno già marcio, la fece recintare con pali di ferro e reticolato con una spesa di £ 13.500 (delibera 518 del 31/8/1929).

    -Fece erigere anche il terrapieno del Viale Roma di fronte alla villa: “Parco delle rimembranze” Tuttavia, durante tutto il suo mandato, destinò all’ospedale civile di Castelvetrano solo i soldi per l’acquisto di 10 nuovi letti (x £ 150 ciascuno) per le corsie (delibera n. 500 del 31 agosto 1929)..

    Quando ero ragazzo mio padre, che, pur essendo un antifascista, mi parlava sempre bene del Podestà Tondi, perché aveva fatto eseguire tante opere pubbliche a Castelvetrano.

    -Fece eseguire anche lavori per la fognatura stradale, e un lotto di lavori per l’acquedotto di Bigini (delibera 477 del 10/8/1929). -Su un articolo pubblicato su castelvetranonews: “la fontana della Ninfa ristrutturata” si legge:"Dopo poco oltre tre secoli l’acquedotto di Bigini è stato rifatto (nel periodo fascista 1935). Da appunti del signor Basile Pellegrino (nato nel 1921) apprendiamo che a completamento dell’acquedotto, per l’inaugurazione, quasi nel centro della piazza fu costruita una bassa vasca rotonda dalla quale si levò verso il cielo un alto zampillo.

    La vasca durò poco tempo e fu rimossa. Il ricordo di essa rimane in una cartolina d’epoca di quell’anno. Per quell’occasione sotto il campanile della chiesa Madre era stato costruito un palco per le autorità. Erano presenti, il Prefetto, il segretario federale del Partito Nazionale Fascista, il Podestà (Riccardo Tondi) il il presidente dell’Opera Nazionale Balilla (Luigi Scaminaci).

    Sotto il palco erano schierati i Figli della lupa, avanguardisti e giovani fascisti accompagnati dalla banda dell’O.N.B. che suonò inni patriottici".

    L’avvocato Console Sebastiano sostituirà il Tondi come Potestà il 01 settembre 1936. Nel gennaio 1940 a presiedere la Consulta già esiste un nuovo Podestà, il cavaliere Melchiorre Infranca, che durò in carica fino allo sbarco degli alleati il 10 gennaio 1943.

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