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Nel ricordo di “Strad’Arte 1987”, quando Castelvetrano divenne la “capitale” dell’arte

di: Redazione - del 2022-07-13

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“La sinergia tra gli enti è il percorso giusto da affrontare per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. La collaborazione effettiva è uno dei punti strategici, affinché una città migliori sotto diversi profili.”

  • clemente a7 novembre 2021
  • Un’affermazione esatta, che vide compiere un passo importante e di grande spessore socio-culturale il 7 giugno del 1987.

    Il Sindaco Lo Sciuto, coadiuvato dal Vice-Sindaco, nonché Assessore alla Cultura Ferri e con la condivisione totale della Giunta, decise di aprire le porte della città ad un evento in grado di “cedere” le chiavi del paese all’arte, confrontandosi con la storia castelvetranese.

    Grazie al Circolo Arci (di Castelvetrano), guidato dal suo Presidente Franco Polettini al comitato organizzatore e d’onore, si riuscì a creare una manifestazione di grande successo, che diede adito alla forza organizzatrice di un paese spesso criticato.

    Le finalità della manifestazione avevano obiettivi mirati e concreti che, purtroppo, non portarono al consolidamento del progetto. Con i fondi ricavati, si pose l’accento per la ristrutturazione della “Casa Pardo”, per istituire una scuola di pittura, che riuscisse a formare quei ragazzi con spiccate doti nel disegno, in modo da non farli sconfinare altrove per continuare gli studi.

    La scelta della location fu studiata nei minimi dettagli, per avvicinare i pittori alla conoscenza di un angolo della città particolarmente redditizio alle proprie esigenze.

    Un luogo incantevole, racchiuso dalle due stradine intitolate a B. Militello e U.Bassi, ambiti storici del vecchio centro feudale dei Tagliavia-Pignatelli. Vennero chiuse al traffico veicolare, in modo da creare le giuste condizioni.

    Un’ idea che scosse “positivamente” l’arte siciliana e alcuni esponenti di livello nazionale. In breve tempo, decine e decine di artisti aderirono all’evento. Una base su cui costruire un polo culturale e rendere Castelvetrano un centro formativo dell’intero territorio belicino.

    Una serie d’iniziative che potessero fornire i mezzi adeguati per affermare il concetto di storia e realizzarlo con gli strumenti adatti: l’arte, il disegno, il concetto e l’intuito. Ogni angolo venne utilizzato per gli incontri, le battute e lo scambio d’idee tra artisti e la gente comune.

    Un confronto aperto alla conoscenza, al chiarimento e allo studio approfondito degli stili.

    Tra i presenti: Tanino Gottarelli di Imola, Memmo Gaetano di Chieti, Novak Anna di Roma, Tarantino Gaetano di Napoli, Brilli Mauro di Viterbo, Cannatella Francesca di Roma, Cappelli Giovanni di Cesena, Casasei Lino di Roma, Casorati Francesco di Torino e Chessa Mauro di Torino, più i tanti pittori castelvetranesi e siciliani.

    Il motto “Il piacere di stare insieme”, racchiudeva lo spirito pragmatico e l’obiettivo morale, senza distaccarsi dalla centralità: i castelvetranesi e la cultura. Furono dei giorni di passione, che misero in risalto la nostra comunità, dando una risposta ai soliti detrattori.

    Strad’Arte ‘87 riscosse ampio successo e, forse, poteva rappresentare il viatico della rinascita per incastonare nuovi propositi futuri. Un progetto valoroso e voluto, senza badare a lunghe e infinite attese.

    Uno dei settori maggiormente martoriati nella nostra città è proprio quello culturale. Spesso, non si percepisce quanto possa invece rappresentare l’elemento di riqualificazione e innovazione per un territorio spento e chiuso dai soliti problemi.

    Gli avvenimenti castelvetranesi sono stati raccontati con articoli, testi e informative, dando quella sensazione di un mondo sommerso ancora inesplorato e, forse, rischiamo di lasciarci sfuggire l’occasione della rinascita.

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