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My Rock: ricordando Robert Nesta Marley detto "Bob" e la sua religione rastafariana

di: Luigi Simanella - del 2015-12-08

Immagine articolo: My Rock: ricordando Robert Nesta Marley detto "Bob" e la sua religione rastafariana
  • Continuando la mia storia sul rock, fu nell’anno 1960 che nacque il primo twist a opera di Chubby Checker che firmò anche “Let’s twist again” e “Limbo rock” facendo esplodere la twistmania che durò fino al 1964 e di cui ne divenne, immancabilmente, il “Re”.

    Dalla Giamaica arrivò anche il “Reggae” il cui massimo esponente sarà, in seguito, Bob Marley. Nello stesso anno si formò un gruppo di sole donne, le “Shirelles”, che con il loro brano “Will you love me tomorrow” inaugurarono il fenomeno del girl-pop. Ancora un altro fenomeno musicale fu quello della surf music sviluppatosi nell’anno 1961.

    Il nuovo ritmo del surf  invase il mondo. I portabandiera furono i “Beach Boys” che con il loro brano “Surfin” diedero vita alla surfing mania, diventando il gruppo più conosciuto degli Stati Uniti d’America. La loro fama fu offuscata soltanto quando arrivarono i “Beatles” dall’Inghilterra.

    Ne facevano parte: i tre fratelli Dennis, Carl e Brian Wilson, Mike Love e Alan Jardine. Un altro loro grande successo che merita essere ricordato fu “Pet sounds”, inciso nel 1966. Parteciparono anche loro al “Live Aid” di Bob Geldof del 1985. I fratelli Wilson avevano ereditato dal padre l’amore per il surf di cui Tennis divenne anche un campione.

    Fu, però, per questa sua certezza, come accade per tante persone che rimangono vittime delle loro abilità, che morì annegato nel 1983 nelle acque del mare di Marina, in California. I “Beach Boys” si sciolsero nell’anno 1990, dopo quasi trent’anni d’innumerevoli successi.

    Ho accennato prima a Robert Nesta Marley, in arte Bob Marley. Col suo primo singolo “Judge not” è diventato, insieme al suo inseparabile gruppo dei “Wailers”, il maggiore rappresentante, il “Re” della musica reggae nata, come già detto, nella terra di Giamaica.

    Era anche un fedele seguace della religione rastafariana per la quale compose “Rastaman”, che divenne l’inno ufficiale di tutto il movimento religioso “rasta” e che Marley stesso utilizzava per chiudere i suoi concerti. La religione rasta si rifaceva all’imperatore d’Etiopia Hailè Selassiè, il cui appellativo era, per l’appunto, Ras Tafari.

    Egli era membro d’una setta politico-religiosa che era nata in Giamaica nel 1920. Essi consideravano la razza nera come il popolo eletto e l’Etiopia la patria in cui sarebbero tutti tornati, come la terra promessa degli ebrei. Ras Tafari, il 28 febbraio del 1968, in California, fu eletto a guida spirituale dei rastafariani e venerato come un vero Dio.

    Nel 1981, un tumore al cervello lo portò alla morte. Aveva appena 34 anni. A 21 anni aveva detto ad alcuni amici “…….morirò a trentasei anni” sbagliando solo di poco questa sua funerea premonizione. Vado adesso all’anno 1962.

    Arrivò sulla scena musicale un cantautore e compositore che con la sua chitarra e le sue forti canzoni di protesta ha incantato tutti gli appassionati di musica, cosiddétta impegnata, di quel tempo e che ancora oggi viene seguito dalle nuove generazioni di contestatori, Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan. Il suo brano più famoso e intramontabile nella sua incredibile attualità è “Blowin in the wind” diventato l’inno dei movimenti pacifisti e per i diritti civili.

    Si distinse anche come scrittore, poeta, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico. È stato una delle più importanti figure degli ultimi cinquant'anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura a livello mondiale.

    I testi delle sue canzoni hanno affrontano temi politici, sociali e filosofici e hanno risentito d’influenze letterarie, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi alla controcultura del tempo. Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi come country, blues, gospel, rock and roll, rockabilly, jazz e swing, ma anche musica popolare inglese, scozzese e irlandese.

    Egli è stato, di fatto, l’inventore della figura del cantautore contemporaneo. Ha anche ideato il folk-rock con l'album “Bringing It All Back Home” del 1965. Tra i molti riconoscimenti che gli sono stati conferiti vanno menzionati il Grammy Award alla carriera nel 1991, il Polar Music Prize (ritenuto da alcuni equivalente del premio Nobel in campo musicale) nel 2000 e il Premio Oscar nel 2001.

    Nei suoi concerti live si faceva accompagnare dai “The Band”, un gruppo canadese formato da cinque eccellenti musicisti guidati dal chitarrista Robbie Robertson. 

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