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"Avevo solo 4 anni.. Mai arrendersi. Grazie di tutto AIAS". Storia di Vittoria, giovane partannese

di: Francesca Caprarotta - del 2017-02-15

Immagine articolo: "Avevo solo 4 anni.. Mai arrendersi. Grazie di tutto AIAS". Storia di Vittoria, giovane partannese
  • Sono passati ormai più di dieci anni da quel giorno freddo di gennaio quando io feci i miei primi passi sul corridoio di A.I.A.S. di Castelvetrano, centro di riabilitazione equestre per i disabili, creato circa vent'anni fa con lo scopo di aiutare le persone con difficoltà ma soprattutto i bambini innocenti nati con problemi di handicap”.

    Nata prematuramente con una lieve emiparesi spastica destra, dovuta alla mancanza di ossigeno durante il parto, la quattordicenne Victoria Li Vigni ha affrontato con grande forza questi anni fino al punto di svolta dello scorso 28 luglio, quando si è sottoposta ad un intervento presso l’Ospedale Gaslini di Genova per allungare il tendine d'achille della gamba destra.

    E’ stata seguita dagli operatori del centro con la terapia e ora nella riabilitazione post intervento, con buoni risultati, tanto che i medici a dicembre le hanno prescritto una diminuzione delle sedute.

    Ma facciamo un passo indietro.

    L’AIAS, da quel lontano giorno di febbraio, diventò la sua seconda casa a soli 4 anni, e a quell’età non pensi che esista il male, nemmeno quando vedi altri bimbi che gridano dal dolore, o seduti su una sedia a rotelle.

    La giovane oggi dichiara: “I bambini disabili non chiedono nulla ma nei loro occhi si riesce a leggere il loro desiderio di essere amati, capisci che hanno bisogno di una carezza e di un sorriso sincero, che a noi costa nulla ma per loro vale tanto”.

    Il cavallo è stato il tramite della terapia e uno stimolo ad una crescita profonda, insieme ad un ambiente colorato e accogliente. Malgrado ciò, Vittoria si reputa una ragazza fortunata come se le sofferenze non avessero inciso negativamente sulla sua vita, ma l'avessero arricchita in modo ammirevole.

    A darle forza infatti è stata la presenza dei bambini disabili del centro: “i bambini diversamente abili con gioia e amore mi hanno arricchito il cuore, mi hanno insegnato ad amare e mi hanno dato la forza di andare avanti nel bene e nel male, insegnandomi che la vita è come un arcobaleno, non tutto è bianco ma neanche nero”.

    Alla domanda della redazione di Castelvetranonews quale fosse il suo sogno nel cassetto, la giovane partannese ha così risposto:

    Da quest'esperienza ho imparato ad amare, a mettere gli altri al primo posto e me stessa al secondo, ad essere buona di cuore, a saper aiutare gli altri, a non arrendermi mai, e a credere nei miei sogni.

    Riuscire a renderli parte della vita degli altri – conclude, riferendosi ai bimbi disabili - affinchè li considerino normali come noi, per esempio, è un mio sogno.”

    Auguriamo a Victoria di poter realizzare questo suo grande sogno d’amore verso i più deboli.

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