Salaparuta, sentenza Cassazione dà ragione a Consorzio Tutela Vini Doc
di: Mariano Pace - del 2026-05-12

La recente sentenza della Corte di Cassazione scrive definitivamente la parola: ”fine” sulla vicenda legata all’utilizzo del nome: ”Salaparuta” nella richiesta di ottenimento del marchio DOC per i vini prodotti a Salaparuta. Una disputa legale arrivata fino alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. "Con la sentenza - scrive nel comunicato Pietro Scalia, presidente del Consorzio di Tutela Vini DOC di Salaparuta - si dà ragione al Consorzio di Tutela che ha sempre difeso, a ragione, la legittimitàdel nome poiché riferito a un’area geografica specifica (il comune di Salaparuta)e autorizzato dal Ministero ormai da vent’anni (2006).

La Corte di Cassazione - prosegue il presidente Scalia - ha respinto il ricorso, basandosi su una decisione della Corte di Giustizia Europea. Il principio chiave è che il conflitto marchio e DOP va risolto secondo la vecchia normativa europea (Reg. 1493/1999), applicabile al tempo della registrazione della DOC nazionale.
Tale regolamento-continua Scalia-faceva prevalere la denominazione di origine sul marchio anteriore, prevedendo un regime di coesistenza, senza lasciare spazio a un’autonoma valutazione di ingannevolezza basata sulla notorietà del marchio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della cantina storica. La DOP ‘Salaparuta’ è stata confermata come valida e legittima.
La sentenza - conclude il presidente Pietro Scalia - non cancella il marchio, ma stabilisce che i due segni devono coesistere secondo le regole specifiche previste dalla normativa. Proprio, quest’anno 2026, ricorre il ventennale dal riconoscimento della DOP-Do Salaparuta da parte del Ministero e non si poteva festeggiare al meglio tale anniversario”. Allora, nel 2006, ad opporsi all’utilizzo del nome Salaparuta è stata l’azienda Vini Corvo Duca di Salaparuta.


















