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Ieri i funerali di Francesco Lo Sciuto. Il saluto della figlia: "Uomo straordinario nella sua semplicità"

del 2015-12-15

Immagine articolo: Ieri i funerali di Francesco Lo Sciuto. Il saluto della figlia: "Uomo straordinario nella sua semplicità"

Si sono tenuti ieri i funerali dell'ex sindaco Francesco Lo Sciuto presso la chiesa S. Francesco di Paola con una commuovente omelia di Padre Gioacchino e la presenza del primo cittadino Felice Errante.

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  • La famiglia Lo Sciuto, nella persona della figlia Simona, ha indirizzato alla redazione di CastelvetranoNews una lettera aperta di ricordo e di ringraziamento alle persone che in questo momento di dolore sono state vicine, che riportiamo di seguito. 

    "A distanza di qualche ora dalla cerimonia funebre celebrata per la dipartita di mio padre, mi meraviglio ed insieme gioisco del calore e dell’amore che ho respirato in quel luogo sacro dove si trovavano le sue spoglie.

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  • La chiesa è intitolata ad un Santo che porta il suo nome (S. Francesco da Paola): nome che amo molto e che di solito  ho visto appartenere ad uomini che hanno una grande bontà di cuore ed una generosità autentica nel donarsi.

    Ho sempre rinnovato gli auguri a mio padre però soltanto il 4 ottobre per la  ricorrenza di S. Francesco di Assisi perché ho creduto  da sempre che fosse la figura umana e santa  che lo rappresentasse di più per le sue doti, in particolare per la sua umiltà e per la vicinanza alla semplicità del creato che in mio padre ho visto soprattutto nel  suo approccio semplice alla vita. Mi accorgo oggi, leggendo delle informazioni sulla vita di Francesco da Paola, che anche lui si è distinto per la sua dote di umiltà :era così umile che nessuno conosce i suoi miracoli e quindi così grande allo stesso tempo.

    Riesco a cogliere adesso il filo conduttore tra la simpatia per la figura di San Francesco di Assisi e la scoperta del fatto che il Santo che dà il nome alla Chiesa dove sono stati celebrati i funerali cattolici di mio padre si contraddistingueva per le stesse qualità umane dell’altro Santo:l’umiltà, una dote che si attaglia perfettamente all’indole di mio padre o meglio alla sua anima.

    Ora forse riesco a comprendere di più il valore e la pregnanza del nome che portava, dopo avere prestato i miei orecchi alle lodi del cuore di mio padre cantate da tanti suoi amici e avere attinto i miei ricordi di una vita con quest’uomo.

    Quando muore un padre per una donna, finisce la storia d’amore più grande della sua vita ma inizia un percorso di interiorizzazione importante e fondamentale delle doti maschili della propria essenza. Mio padre era un uomo straordinario nella sua semplicità ma un uomo normale nella sua straordinarietà: il suo vivere la vita in maniera semplice aveva una  fonte sicura ed indiscutibile  ovvero la sua profondità d’animo.

    Un padre imperfetto nella sua perfezione ma soprattutto un perfetto complice ed amico: uomo che ha messo il cuore al servizio della propria intelligenza e che ha fatto della sua intelligenza non  un  mero “contenuto di contenuti”  cioè non un’asettica erudizione ma uno strumento per allargare le proprie conoscenze ed il proprio cuore ed aprirsi al mistero della vita.

    Cristiano nel senso di seguace ed imitatore di Cristo  anche nell’attraversamento della sofferenza ed in quella sua dignità che ha mantenuto fino all’ultimo respiro. Si è  pure scusato due giorni prima della sua morte con  noi figli  perché lo stavamo vedendo in uno stato di decadenza fisica e soprattutto  in quell’apparente venir meno del suo ruolo protettivo, dicendoci: Perdonatemi ma sto attraversando un momento molto difficile.  

    Suscitava il pianto di noi tutti a causa di quella delicatezza e gentilezza d’animo manifestate anche in questi momenti di dolore: è’ un esempio di dignità e di accettazione della sofferenza che resta impresso nei nostri cuori. Ciò che lui ha voluto testimoniarci con la sua vita e con le sue opere è che nell’essere infinitamente piccolo risiede la grandezza, ma non la grandezza artefatta della vanagloria ma quella dell’amore cristiano che si fa invisibile nelle sue opere e potente nei suoi effetti.

    Ma soprattutto mio padre non ha mai dimenticato da dove proveniva, da quella scatola di cartone in cui è stato posto il suo corpicino gracile di un 1 kg e 1/5  alla sua nascita: quella  gracilità e cagionevolezza della salute  hanno contraddistinto la sua infanzia e   le condizioni di vita quasi indigenti hanno caratterizzato la  sua ribelle fanciullezza e ne hanno temprato il carattere di uomo.

    Mio padre non ha mai dimenticato che era un “ fossarolo”, perchè veniva da un quartiere di Castelvetrano ( cd. lu fossu), in cui si respiravano quei valori semplici che hanno poi permeato la sua vita intera.

    L’ironia era una sua  bellissima dote:  qualche giorno prima di morire, con un grandissimo sforzo nell’articolare le parole quando ancora riusciva a farlo, ci disse:  

    “Ricordatevi che l’ironia è alla base della vita” . A me figlia spesso, quando gli rivolgevo un quesito sulla vita stessa, sentenziava con quella semplicità logica che contraddistingueva il suo argomentare: “

    Fa’ sempre del bene, figlia mia e non sbaglierai mai”ed in questo mi sollecitava ad utilizzare l’intelligenza del cuore e non la sprovvedutezza di un cuore ingenuo.

    Ma più di ogni altra cosa mio padre non ha mai dimenticato di provenire dalla Casa del Padre a cui non ha mai veramente avuto paura di ritornare in ossequio a quella fede non gridata ma dimostrata in ogni sua scelta di vita. Sopra ogni cosa, mio padre ci insegna che ciascuno di noi può essere straordinario quando attinge le  meraviglie della sua anima e le mette al servizio dell’ordinario, che ognuno di noi può contattare la semplicità dei propri intenti e sentimenti e metterla a disposizione del mondo, condividendo con questo le proprie doti ed i propri doni.

    Grazie Papà perché con il tuo vivere hai reso giustizia al dono della Vita.

    Un mio ringraziamento di cuore è rivolto a mio fratello Gianluca che ha dimostrato una tempra morale ed una maturità di uomo incredibili nel supportarci in questa tempesta, a mia madre, donna salda e piena di buoni sentimenti, degna compagna di vita di mio padre e ad Aurora che è stato supporto amorevole di mio fratello e della nostra famiglia.

    Ringrazio tutti i medici , gli operatori sanitari ed il coraggioso volontario Totò dell’Hospice di Salemi,il Dott. Tony Filippone ed in particolare, Giuseppe Asaro, infermiere dell’assistenza domiciliare attivata nell’ultima settimana di vita di mio padre. Giuseppe ha cercato- come lui stesso ci ha detto-  di aggiungere vita ai giorni e non giorni alla vita.

    Ci è riuscito, accompagnandoci con professionalità e profonda umanità alla morte di mio padre e  garantendo a mio padre stesso la dignità della fine della propria vita. Un grazie particolare a Totò Ferri amico-fratello e fratello-amico di mio padre che ci ha consegnato un ritratto perfetto di  Ciccio Lo Sciuto nel suo intervento commosso nella cerimonia funebre.

    Un ringraziamento a Tonino Vaccarino, a Vito Marino ed a Enzo Leone per avere ricordato le qualità ed i valori di mio padre come uomo e come  leale e fine politico, maestro della mediazione. Un grazie di cuore alla mia sorella-amica Cristina e a tutte le mie amiche-sorelle, sostegno della mia persona ed a tutti coloro che sono stati vicini al nostro dolore, in particolare agli amici di mio padre, Lucio Giancontieri ed il sig. Gagliano.

    Un grazie a Padre Gioacchino che nella sua omelia ci ha donato una descrizione di mio padre fedele alla vista del cuore di tutti quelli che lo hanno conosciuto e lo hanno incontrato. Il valore di un incontro è per sempre: con questa consolazione-insegnamento, mando un abbraccio fortissimo a mio padre e lo ringrazio per l’Amore di cui ci ha resi semplici e privilegiati destinatari. Grazie Papà.

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