“Nell’ex aeroporto destinare un’area per la Protezione Civile”. Proposta di tavolo tecnico dell’Ass. GIVA di Mazara
di: Federico Pier Paolo Indelicato - del 2026-07-26

Un'istanza per conciliare il fotovoltaico e la Protezione Civile Una proposta che mira a coniugare la transizione energetica con le esigenze primarie di sicurezza del territorio e tutela della memoria storica. È questo il cuore dell'istanza presentata dal dr. Vincenzo Marzano, Presidente dell'associazione G.I.V.A. Delegazione di Mazara del Vallo 2010 ODV, indirizzata alle Amministrazioni competenti e alla società GREENIT S.p.A.

Al centro della questione c'è l'area dell'ex Aeroporto Militare di Castelvetrano, un compendio immobiliare trasferito dal Demanio al Patrimonio dello Stato tramite il Decreto Interdirettoriale n. 1300 del 25 febbraio 2004 e oggi nella disponibilità di GREENIT S.p.A. La società è infatti proponente di un progetto per la realizzazione di un grande impianto fotovoltaico con sistema di accumulo (BESS) della potenza di 78,63 MWp, attualmente sottoposto alla procedura statale di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Nel perimetro dell'ex scalo militare, caratterizzato da una pista aeroportuale di circa 1.200 metri di lunghezza e 80 di larghezza, si intersecano molteplici interessi pubblici di rilievo. La pianificazione di emergenza comunale individua infatti parte dell'area come zona strategica destinata all'ammassamento dei soccorritori, dei mezzi e all'accoglienza della popolazione. A ciò si aggiunge che il territorio della Valle del Belice è storicamente esposto a un significativo rischio sismico, regolamentato da specifiche normative nazionali e regionali.

L'area, inoltre, ricade nel Piano Paesaggistico degli Ambiti 2 e 3 della Provincia di Trapani, nello specifico nel Paesaggio Locale numero 10 denominato Altopiano di Castelvetrano, e rappresenta una testimonianza di valore storico tutelata anche dalla Legge Regionale Siciliana n. 12/2018 per la valorizzazione dei siti legati alle guerre mondiali.
L'Associazione G.I.V.A. precisa fin da subito che la richiesta non intende bloccare la realizzazione dell'impianto fotovoltaico, ma auspica una rimodulazione del progetto che permetta di preservare una porzione della pista e le aree funzionali ai soccorsi.
Una porzione operativa dell'infrastruttura aeroportuale rappresenterebbe infatti una risorsa fondamentale per le attività di Protezione Civile, per il coordinamento dei soccorsi in caso di terremoti, incendi boschivi o alluvioni, per l'atterraggio di elicotteri e velivoli leggeri dedicati alle emergenze, per il supporto alle colonne mobili regionali e nazionali e per la salvaguardia del patrimonio storico-culturale dell'ex aeroporto. Per raggiungere questi obiettivi, l'istanza formula quattro richieste precise agli enti e alla società coinvolti.
Si chiede l'istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale per valutare la conservazione di una porzione della pista e delle aree di Protezione Civile, la rimodulazione del progetto fotovoltaico salvaguardando gli spazi previsti dal Piano Comunale di Emergenza, il riconoscimento dell'interesse pubblico strategico dell'infrastruttura per la sicurezza territoriale e la gestione delle calamità, e infine la valutazione di iniziative finalizzate alla valorizzazione storico-culturale del sito quale testimonianza della storia della Sicilia.

















