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"Piccole strutture alberghiere insieme per una Selinunte più competitiva. Dialogo con il Parco e rete con il territorio". Intervista a Terre d’InCanto

di: Doriana Margiotta - del 2021-10-12

Immagine articolo: "Piccole strutture alberghiere insieme per una Selinunte più competitiva. Dialogo con il Parco e rete con il territorio".  Intervista a Terre d’InCanto

La Sicilia è stata eletta regina del turismo di quest’estate. Dopo un inizio zoppicante a giugno, a luglio i numeri sono cresciuti per arrivare ad esplodere nel mese di agosto. Come emerso dall’indagine commissionata da Assoturismo Confesercenti al Centro studi turistici di Firenze: in Sicilia il 96, 6% delle camere disponibili sui principali portali delle agenzie online sono state occupate dal 13 al 16 agosto.

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  • Gli alberghi nelle zone di mare erano completamente pieni e anche per le strutture extralberghiere la percentuale di saturazione dell’offerta recettiva è stata a livelli altissimi.

    Questo boom turistico ha coinvolto anche la nostra borgata. Selinunte ha avuto una presenza turistica senza precedenti. La nostra redazione ha intervistato il direttivo dell’Associazione Terre d’InCanto, composto da Vincenzo Caldarera, Vito Vultaggio, Maria Etiopia e Vincenzo Libero Bonanno.

    Con loro abbiamo parlato della stagione estiva appena trascorsa, del grande successo dell’iniziativa delle visite serali al nostro Parco Archeologico e dei loro progetti per rilanciare non solo Selinunte ma anche il centro storico di Castelvetrano. 

    Come è stata questa stagione estiva?

    “L’associazione Terre d’InCanto è formata da 18 strutture e nasce con l’intento di riunire tutte le strutture extra-alberghiere ufficiali, per creare soprattutto una “rete di intenti”, in cui convergere le nostre idee e i nostri progetti.

    Di solito la stagione turistica da noi iniziava a metà marzo e si concludeva a metà novembre; con il covid, sia l’anno scorso che quest’anno, abbiamo iniziato a metà giugno e abbiamo concluso la stagione a metà settembre, perché è venuto a mancare la fetta del turismo internazionale, che occupa quasi per intero la bassa stagione.

    I turisti stranieri si muovono abbastanza facilmente con la vicinanza dell’aeroporto di Birgi, che ha avuto un periodo di stop, ma che è ripartito a pieno ritmo e che crea degli ottimi collegamenti con il nostro territorio.

    Purtroppo, Selinunte non offrendo molto dal punto di vista dei servizi, era diventato una meta di passaggio, con un turismo escursionistico. Grazie alle strutture turistiche e al collegamento con Birgi, il turista soggiorna per un tempo più a lungo. 

    Rispetto all’anno scorso abbiamo lavorato molto di più, ma l’incertezza scaturita dalla possibilità che la Sicilia diventasse zona gialla nelle prime settimane di settembre, ha portato a qualche cancellazione preventiva.

    C’è un fattore che non va sottovalutato, il turista prendendo da esempio l’esperienza dell’anno scorso, in cui aveva dovuto rinunciare alla vacanza a settembre, perché come ben ricorderai, ci hanno nuovamente bloccati a causa delle alte percentuali di contagio, quest’anno, chi ha fatto quell’amara esperienza, ha anticipato le ferie e si è concentrato quasi tutto nel mese di agosto.

    I numeri sono stati sbalorditivi, la Sicilia non aveva più posti per il pernottamento, perché la domanda è stata più alta dell’offerta. Altro fattore importante è che il turista del nord, negli anni passati, trascorreva le sue vacanze all’estero, quest’anno per paura di avere problemi nel tornare a casa, quasi tutti hanno preferito rimanere in Italia e si sono riversati, per la maggior parte, nel sud Italia e nelle isole. Selinunte ha vissuto la stessa realtà.” 

    Che rapporto di collaborazione avete istaurato con il Parco Archeologico?

    “Noi abbiamo iniziato a lavorare con il Direttore del Parco, il dottore Bernardo Agrò da marzo del 2021, dopo un incontro tra lui e il consiglio direttivo della nostra associazione. Il nostro atteggiamento propositivo con il direttore, dobbiamo essere sinceri, è stato un valore aggiunto per le nostre strutture, perché siamo riusciti ad ottenere dei discreti risultati.

    Già in questo primo incontro, avevamo chiesto l’apertura serale del Parco, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, perché, ha portato a un maggior coinvolgimento non solo dei turisti ma di tantissima gente del nostro territorio. I nostri clienti sono andati a visitare il Parco, anche dietro nostro consiglio, sia di giorno che di sera. Abbiamo avuto la collaborazione non solo del direttore ma anche dei suoi più stretti collaboratori e i risultati sono stati straordinari.

    Inoltre, è stata organizzata dalla direzione del nostro Parco, una campagna dal nome “Archeologia restaurativa”, che consisteva nella pulitura del sito. Il dottore Agrò ci ha proposto di coinvolgere anche i nostri ospiti, che hanno risposto con grande entusiasmo, perché si sono sentiti parte di un bellissimo progetto di natura archeologica. 

    Se ha la possibilità di leggere le recensioni sul sito del Parco Archeologico, ci sono dei giudizi molto positivi, perché sono rimasti particolarmente colpiti da quello che hanno fatto, dal nostro parco e da noi albergatori che li abbiamo coinvolti in questo progetto. Mai come quest’anno abbiamo riassaporato il parco archeologico in tutta la sua bellezza, ben pulito e organizzato.

    Tutto questo, lo vogliamo sottolineare, anche grazie all’impegno e alla collaborazione del direttore Angrò e dei suoi collaboratori. Ci auguriamo che tutto questo possa proseguire. Quest’anno anche con tutte le problematiche che ci sono state, un minimo di luce in fondo al tunnel l’abbiamo vista.

    I progetti sono tanti, ma abbiamo chiesto quello che in questo momento è possibile realizzare. Si è creata una partnership con la nostra associazione che può dare in futuro ottimi risultati. Ci ha fatto molto piacere che durante una conferenza stampa, il direttore, ha voluto sottolineare che l’Associazione Terre d’inCanto è l’associazione delle strutture del Parco, e questo è stato per noi motivo di orgoglio.

    Vogliamo ricordare, che ormai da molti anni ci avvaliamo dell’aiuto di Antonio Barone, direttore della Rotta dei Fenici, che ci supporta e con lui si è istaurato un rapporto che va oltre la mera collaborazione. Ogni progetto o idea viene discussa insieme a lui, perché Antonio è un profondo conoscitore del settore turistico del nostro territorio. Noi come associazione puntiamo alla qualità e alla professionalità nel settore turistico.

    Siamo felici della sinergia che si è creata tra l’amministrazione comunale e il direttore del Parco, perché sono riusciti a ricucire un rapporto che si era deteriorato, perché noi da soli non possiamo fare molto, ma unendo le forze si può realizzare molto soprattutto nell’immediato, con lo sguardo sempre rivolto al futuro. 

    Altro evento importante è il “Sarduzza fest”, un evento che organizza l’azienda Terreo, gestita da Lina Stabile e Giampiero Cappellino, e quest’anno siamo alla terza edizione. Un’iniziativa che pubblicizza la sardina di Selinunte, prodotto ittico che fa parte della nostra tradizione culinaria. Nelle scorse edizioni hanno creato una rete con i ristoratori locali e con l’Alberghiero di Castelvetrano, dove sono stati organizzati diversi show-coking che hanno riscosso un grande successo. 

    L’anno scorso, a causa del covid, l’evento si è svolto on-line; quattro cuoche hanno creato la ricetta, che è stata personalizzata e riprodotta da quattro chef. Le cuoche dell’evento sono state ospiti a TeleSud insieme allo chef Peppe Giuffrè.

    Quest’anno Lina ha realizzato il Sarduzza Pack. Ha venduto il prodotto con i tour-operator, proponendo il pernottamento e l’esperienza nei ristoranti, un’iniziativa che valorizza ulteriormente il nostro territorio. Tutto il programma è sul sito del Sarduzza Fest.” 

    Quali sono le criticità che ancora riscontrate? 

    "Marinella è la nota dolente. Purtroppo, ha molti problemi di viabilità, mancanza di posteggi e di trasporti. Le facciamo notare che noi abbiamo voluto giocare con il nome della nostra associazione di proposito.

    Si chiama Terre d’InCanto, perché lo abbiamo voluto collegare all’incanto del pesce, che purtroppo è poco valorizzato e con alcuni problemi di igiene. I pescatori sono molto collaborativi ma anche loro possono fare poco da soli. Abbiamo attenzionato la situazione ma non abbiamo avuto nessuna risposta.

    C’è un abisso tra la zona del Parco Archeologico, ben curata, e Marinella che è stata completamente abbandonata e dove i turisti possono fare ben poco. Questo è un problema che ha origini lontane nel tempo e non si può pretendere che si risolvi nell’immediato, ci vogliono progetti strutturati nel lungo periodo, ma possiamo partire dalle cose più semplici ed elementari per poi nel tempo aggiungere un tassello alla volta.

    Pensi come sarebbe bello il collegamento tra il Parco Archeologico e il centro storico di Castelvetrano. Se si riuscisse a collegarlo in modo efficiente, con tutti i servizi turistici adatti, sarebbe una risorsa economica eccezionale. Si dovrebbe creare una rete turistica tale da poter proporre un percorso storico-culturale che abbracci tutto il nostro patrimonio architettonico. Con dei progetti di facile realizzazione potremmo proporre dei pacchetti per visitare i nostri monumenti e sviluppare l’economia locale, perché ne gioverebbero tutte le attività economiche.

    Due sono i progetti da fare nell’immediato: tenere aperti i siti e collegare al biglietto del Parco Archeologico la visita di altri monumenti di Castelvetrano. Forse all’inizio ci  sarebbero alcuni problemi nei trasporti, ma con il tempo, stanne certa, a qualcuno verrà l’idea di organizzare i pullman che partono dal Parco archeologico e che giungono a Castelvetrano.

    Dobbiamo raddrizzare una situazione negativa nata più di 30 anni fa. Facciamo riunioni da vent’anni e i discorsi sono sempre gli stessi, ma a piccoli passi vogliamo realizzare qualcosa di positivo che porti altre occasioni nel futuro. È giusto fare i progetti a lungo termine, ma dobbiamo lavorare per l’immediato e quest’anno, speriamo sia solo il punto di partenza”. 

    La lunga intervista con il direttivo dell’Associazione Terre d’InCanto ha aperto, secondo me, molti spunti per uno sviluppo graduale del nostro territorio. Le idee non mancano e neanche l’impegno profuso per la loro realizzazione, ma gli attori coinvolti devono essere molteplici e remare tutti nella stessa direzione.

    Hanno assolutamente ragione quando parlano di costruire un tassello alla volta e solo in questo modo arriveremo a raggiungere ottimi risultati. Conosciamo tutti il passato del nostro territorio e gli sbagli fatti, ma non possiamo piangere sempre sul latte versato, dobbiamo guardare avanti e riemergere dalle rovine.

    Siamo consapevoli che la strada è lunga, ma il progetto proposto da quest’associazione di aprire al pubblico il Parco Archeologico anche la sera, ha riscosso un enorme successo ed è la prova che con idee semplici, efficaci e di facile realizzazione si possono raggiungere ottimi risultati.

    Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio, perché ammettiamolo, a tutti noi concittadini ha fatto piacere vedere i social inondati di foto del nostro sito archeologico.

    Ringraziamo Vincenzo Caldarera, Vito Vultaggio, Maria Etiopia e Vincenzo Libero Bonanno per la loro disponibilità e per essere gli “apri pista” di una rinascita turistico-culturale del nostro territorio.

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