“Vestirsi in maschera da Gesù? Rispettate la fede. Per Maometto non accade”. Lettera aperta di Don Giacomo
di: Redazione - del 2026-02-19

Tra il sacro e il profano Don Giacomo Putaggio parla del carnevale e del rispetto della fede attraverso un post che deve necessariamente far riflettere.

"Carnevale sì, ma senza toccare ciò che è sacro. Sono favorevole al Carnevale. È una tradizione bella, popolare, fatta di allegria e leggerezza. Non mi dà fastidio che qualcuno si vesta da prete, da suora, da frate o persino da papa: sono ruoli umani, figure della vita ecclesiale, e nello spirito del Carnevale possono diventare oggetto di ironia senza che questo intacchi il cuore della fede.
Diverso è il discorso quando si arriva a travestirsi da Gesù Cristo o a usare la croce come accessorio comico. Per un cristiano la croce non è un simbolo folkloristico: è il segno della salvezza, dell’amore più grande. Gesù non è una figura “istituzionale” come un prete o un papa: è il centro stesso della fede. Trasformarlo in una maschera caricaturale non è più semplice ironia, ma diventa una banalizzazione di ciò che è sacro.

C’è poi un’altra domanda che pongo con sincerità: perché è normale vedere qualcuno mascherato da Gesù, mentre nessuno si azzarda a travestirsi da Maometto? Se la risposta è la paura delle reazioni, allora significa che non stiamo applicando un principio uguale per tutti.
Non chiedo privilegi per il cristianesimo. Chiedo coerenza e rispetto. Si può ridere delle fragilità umane, anche di quelle del clero. Ma ciò che per milioni di persone è il cuore della propria fede merita un limite. Carnevale sì. Ironia sì. Deridere Cristo o la croce, no".


















