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Domani la giornata contro la violenza sulle donne

di: Vito Marino - del 2020-11-24

Immagine articolo: Domani la giornata contro la violenza sulle donne

Durante la scomparsa civiltà contadina tutti i lavori venivano effettuati con la forza delle braccia e con l’ausilio degli animali da soma. L’uomo, più forte fisicamente della donna, era l’artefice di questi lavori. In virtù della legge della natura, secondo cui il più forte domina il più debole, nel corso d’interi millenni, la donna ha subito violenze fisiche e psichiche  da parte dell’uomo. Una violenza garantita legalmente dallo Stato.

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  • In Italia, fino a qualche decennio fa, l’art. 144 del Diritto di Famiglia citava espressamente: “Il marito è il capo della famiglia, la moglie segue la condizione civile di lui, ne assume il cognome ed è obbligata ad accompagnarlo ovunque egli crede opportuno di fissare la sua residenza”. Inoltre, nell’uxoricidio, l’uomo godeva di attenuanti, poiché l’omicidio per gelosia era considerato “delitto d’onore”.

    Fino al 1919 la moglie non poteva disporre dei propri beni senza l’autorizzazione del marito; la donna non poteva deporre in tribunale, perché non aveva credibilità, mentre la “ius corrigendi” consentiva al marito di potere picchiare legalmente la moglie. Inoltre, non tutte le ragazze  potevano liberamente scegliere il proprio marito poiché un pretendente non corrisposto poteva, con l’aiuto di qualche complice, sequestrare la ragazza e violentarla. Regolarmente doveva seguire il matrimonio riparatore.

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  • Se in occidente la donna ha raggiunto un grado di emancipazione accettabile, in molte parti del mondo la civiltà maschilista impone ancora alla donna molte limitazioni. Ci sono donne che vivono in un inferno senza scampo, oggetti di percosse, violenze, insulti e umiliazioni. Molti uomini tengono le donne in casa, privandole di andare a scuola o lavorare, di vestirsi come vogliono, di uscire senza essere accompagnate, di innamorarsi. Essi cancellano la loro identità obbligandole ad indossare il velo, che le copre dalla testa ai piedi, nascondendo una vita di sottomissione.  Private di ogni diritto, sopportando soprusi ed angherie al servizio di padri e mariti restano vittime della legge degli uomini. Sono donne che sognano un giorno di essere libere. 

    In molti paesi le ragazze giovani sono vittime di matrimoni coatti, mentre altre vengono indotte alla prostituzione forzata. Altre forme di violenza sono le mutilazioni genitali femminili, l’uso dell’acido per sfigurare, lo stupro di guerra ed etnico. Va citato il femminicidio, una piaga che si espande in continuazione. In alcuni paesi, come in India e in Cina, le donne vengono indotte a partorire solo figli maschi, perché più riconosciuti e accettati socialmente.

    La donna, generalmente una dolce creatura, madre affettuosa, “Donna venuta da cielo in terra a miracol mostrare” per come era considerata nel Dolce Stil Nuovo e da Dante, forse per tali motivi, continua ad essere considerata “donna oggetto” come viene ancora rappresentata nella cinematografia e nella pubblicità.

    Agli inizi del 1900, con l'introduzione delle macchine nei lavori più pesanti, la donna può eseguire gli stessi lavori dell’uomo e la civiltà maschilista incomincia a tramontare; nello stesso tempo, inizia timidamente l’emancipazione della donna. Ma questa emancipazione non è stata gradita da molti uomini che si professano democratici ma che sostanzialmente restano maschilisti come lo erano i loro nonni.

    Oggi, in Italia, giornalmente si assiste a uomini che uccidono per vari futili motivi le proprie mogli o conviventi. Si tratta di un triste fenomeno in fase di crescita a cui bisogna porre riparo con delle condanne più esemplari e obbligando la stampa a pubblicizzare di meno il fenomeno, poiché le menti ammalate vengono stimolate a seguire il cattivo esempio.

    Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne” ed ha invitato i governi e le associazioni internazionali a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno. Molti enti, come Amnesty International hanno aderito aderito a questa proposta. In Italia solo dal 2005 alcuni Centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata.

    Il maschilismo, e il femminicidio altra forma di violenza contro le donne caratteristica di questo secolo, sono destinati a scomparire: se consideriamo che sono le donne a seguire  con maggiore impegno e numero gli studi classici e i corsi di laurea più impegnativi, saranno loro la classe dirigente della nazione di domani e tutto dovrà cambiare.

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