Lettera aperta: La pace, una conquista sempre più difficile
di: Maria Pia Parrino - del 2022-03-19

“I Russi, i Russi, gli Americani……….nascerà e non avrà paura nostro figlio”. Queste le parole di una celebre canzone che profetizzavano, alla fine degli anni '70, un futuro di pace e di serenità per il mondo, composta proprio davanti al muro di Berlino da un grande cantautore italiano: Lucio Dalla. Parole smentite dai recenti accadimenti che stanno sconvolgendo l’Europa a causa del conflitto tra Russia e Ucraina.

Purtroppo, la paura è tornata, la vediamo negli occhi di tanti bambini costretti ad abbandonare la propria casa, la propria famiglia, la propria vita per incamminarsi verso un futuro incerto. La vediamo negli occhi dei neonati che si affacciano alla vita, negli occhi delle tante mamme costrette ad affidare i propri figli a sconosciuti perché siano messi in salvo.
La paura l’ha vista tutto il mondo negli occhi di una mamma all’ultimo mese di gravidanza, con il ventre squarciato da una bomba che non ha potuto dare alla luce il suo bimbo, morendo lei stessa. La vediamo negli occhi degli anziani sradicati dalle loro case; poche volte, nel corso della storia, si è assistito ad un esodo di un popolo di tale portata, paragonabile forse solo alla diaspora ebraica.

A prescindere dalle motivazioni politiche o ideologiche che hanno scatenato il conflitto, ciò a cui stiamo assistendo è la negazione del concetto stesso di umanità: il cammino della storia è lastricato da guerre , da conquiste, da invasioni e l’equilibrio che il mondo ha raggiunto è frutto di un passato segnato da tali disastrosi eventi.
Ma adesso, tutto il mondo si sta accorgendo, anche e soprattutto tramite i social e i vari mezzi di comunicazione, che questo pseudo equilibrio è inevitabilmente precario ed instabile e che il valore della democrazia, forma di governo risalente all’antica Grecia, è irrimediabilmente minato dalla sete di potere, di conquista, e dall’odio nei confronti di chi si considera nemico.
Ciò che diventa inammissibile, al giorno d’oggi, è la disumanità con cui si attaccano i cittadini, è la non osservanza di un comportamento deontologicamente corretto, ammesso che in guerra sia ammesso un codice deontologico.
Dietro a tali attacchi si nasconde una rabbia e un odio quasi disumani; sono stati distrutti i centri più significativi di una comunità, emblemi del vivere civile: un ospedale, un asilo per bambini, un teatro.
E quando si arriva a ciò ci si interroga, ancora una volta, sui valori su cui si fonda una società, frutto di secoli di pensiero inneggiante alla pace, alla tolleranza, ai principi democratici, sul valore educativo della cultura, dell’arte, della bellezza che dovrebbero costituire i presupposti di una convivenza pacifica tra i popoli e le fondamenta della civiltà e che invece sono continuamente messi in pericolo e, inevitabilmente, ci si chiede in che cosa l’uomo abbia fallito, qual è “l’anello che non tiene” per citare un celebre verso di Montale.
Maria Pia Parrino

















