Case fantasma e siti clonati: come difendersi dalle truffe delle vacanze online
di: Comunicato Stampa - del 2026-06-24

Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle prenotazioni per le vacanze, Airbnb e la Polizia di Stato rinnovano la loro collaborazione per sensibilizzare i viaggiatori italiani sui rischi delle truffe online e promuovere comportamenti più sicuri durante la ricerca e la prenotazione di alloggi.

Al centro della campagna vi è un fenomeno in continua evoluzione: le frodi digitali legate alle case vacanza. Tra le più diffuse c’è quella della cosiddetta “casa fantasma”, una truffa che sfrutta annunci apparentemente autentici, corredati da fotografie accattivanti e prezzi particolarmente vantaggiosi. Le immagini vengono spesso sottratte da inserzioni reali e riutilizzate per attirare le vittime. Solo all’arrivo a destinazione il viaggiatore scopre che l’alloggio non esiste, è diverso da quello promesso oppure è già occupato da altri ospiti, anch’essi raggirati.
In molti casi, però, la truffa emerge ancora prima della partenza: dopo aver ricevuto un acconto, il falso proprietario interrompe ogni comunicazione, lasciando il turista senza sistemazione e senza possibilità di recuperare il denaro versato.

A rendere il fenomeno ancora più insidioso è il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei criminali informatici. Se in passato gli annunci fraudolenti potevano essere riconosciuti per errori grammaticali o immagini di scarsa qualità, oggi gli strumenti generativi consentono di creare descrizioni perfette, fotografie di interni inesistenti e persino siti web clonati, praticamente indistinguibili dagli originali. Sempre più frequenti anche i video deepfake, nei quali presunti host presentano proprietà che in realtà non esistono.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le vittime più frequenti non sono gli utenti meno esperti di tecnologia. A essere maggiormente esposti risultano infatti i giovani tra i 18 e i 24 anni, probabilmente perché più abituati a muoversi rapidamente online e meno inclini a verificare ogni dettaglio prima di completare una transazione. Gli over 65, invece, si confermano la fascia più prudente, con una percentuale di coinvolgimento nelle frodi inferiore al 5%.
Il rischio interessa tutti i canali di prenotazione. Le truffe possono infatti comparire sia sui grandi portali specializzati sia sui social network, dove vengono pubblicizzate offerte apparentemente esclusive e particolarmente convenienti.
“La raccomandazione è di fare della prudenza un’abitudine. I segnali di una truffa sono quasi sempre gli stessi: prezzo troppo basso, host che preme per chiudere in fretta e richieste di pagamento fuori piattaforma”, ha dichiarato Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. “Davanti a questi campanelli d’allarme, la scelta migliore è interrompere la trattativa e dedicare qualche minuto a ulteriori verifiche”.
Sulla stessa linea Matteo Sarzana, Country Manager di Airbnb Italia, che sottolinea come i tentativi di frode sulla piattaforma siano estremamente rari anche grazie al sistema che trattiene il pagamento destinato all’host fino all’avvenuto check-in. “Comunicando esclusivamente attraverso la piattaforma, gli ospiti restano tutelati durante tutto il processo di prenotazione”, spiega.
Per aiutare gli utenti a evitare spiacevoli sorprese, Airbnb e Polizia di Stato hanno diffuso sette semplici regole: verificare sempre l’indirizzo web del sito utilizzato, evitare di cliccare su link ricevuti tramite email, SMS o social media, diffidare delle offerte troppo vantaggiose, non effettuare mai bonifici bancari diretti, utilizzare esclusivamente i canali ufficiali della piattaforma per prenotazioni e pagamenti, controllare attentamente recensioni e profilo dell’host e segnalare immediatamente qualsiasi anomalia.
Gli esperti hanno inoltre tracciato l’identikit del truffatore digitale. Spesso sostiene di vivere all’estero per giustificare richieste di bonifici internazionali, si presenta con un’apparenza particolarmente professionale e propone rapidamente contratti o documenti da compilare per ottenere dati personali. Un altro segnale d’allarme è la richiesta di pagamenti anticipati o la pressione esercitata sulla vittima affinché prenda una decisione nel giro di poche ore. Non mancano infine i casi in cui i truffatori dichiarano falsamente di collaborare con aziende note come Airbnb per conquistare la fiducia degli utenti.
In un contesto in cui le tecnologie rendono sempre più sofisticate le frodi online, la prudenza resta dunque il miglior strumento di difesa. Bastano pochi controlli e qualche minuto in più prima di prenotare per evitare di trasformare una vacanza da sogno in una costosa delusione.

















