Castelvetrano Ricorda, Giuseppe Pisani e l’amore per la nostra città
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-09-09

(ph. Ph. Enzo Napoli)
Lui era Castrenze Pisani, falegname partannese. Marito di Anna Todaro. Giace - sepolto nelle cosiddette “colombaie” del cimitero comunale di Castelvetrano. Poche informazioni al riguardo. Dicono che fosse un uomo premuroso, attento, rispettoso dei figli. Un “padre di famiglia” speciale. Sì a tal punto, nonostante le ristrettezze economiche, che provò ad assecondare le volontà del figlio Giuseppe. La ricerca di oggi riguarda proprio quest’ultimo.

Sin dalla tenera età, le qualità erano indiscutibili. Giuseppe amava la scultura. Una passione che nel tempo sarebbe diventata una vera professione. Fece di tutto per continuare gli studi e, grazie alla volontà padre, venne avviato e mantenuto da un ricco proprietario del paese (Partanna). Studiò presso l’Istituto delle Belle Arti di Palermo. Una volta conseguito il diploma, decise di rimanere in città per perfezionare lo stile. La conoscenza con un noto scultore palermitano gli diede - nel periodo suddetto - la possibilità di migliorare le tecniche di lavoro.
Dopo cinque lunghi anni di apprendistato decise di trasferirsi nella nostra città. Divenne uno di
noi, adottato per la sua vocazione lavorativa e la bontà che lo contraddistingueva. Mantenne le umili origini tramandate dai genitori, vicini alla “gente di popolo”. Aprì un laboratorio di scultura che divenne una “sorta” di scuola per curiosi e apprendisti. Nel frattempo ottenne la nomina per insegnare presso la Scuola dell’Avviamento. Successivamente venne espulso per l’ adesione al Partito nazionale fascista. Rimase legato con la città d’origine ed ebbe il merito di portare avanti delle opere di notevole importanza (aveva perfezionato la scultura ornamentale su legno e marmo).

Tra queste: il recupero - difficile (altri non erano riusciti nell’intento) - di restaurare l’antico Pulpito della Chiesa Madre di Partanna. Fu coadiuvato dagli ebanisti locali Giuseppe Glorioso e Francesco Tumbarello. Ebbe l’onere e l’onore di lavorare su alcuni monumenti funerari del cimitero comunale (Benedetto Emanuele Patera, il sacerdote Pietro Li Causi e Antonino Lipari). Ottenne un discreto successo anche nella vicina Salemi, con lavori orientati verso il Liberty (la Stele Salvo) e Sciacca (la Tomba Ciaccio).
I maggiori successi li conseguì nella nostra città. Castelvetrano divenne sede di alcuni capolavori, come la Bara lignea del Cristo morto nella Chiesa della Salute e una statua marmorea di S.Giovanni in una cappelletta votiva della centralissima Piazza Bixio. E poi costruì il Pulpito della Chiesa di San Giovanni, la Vara processionale della Misericordia e il monumento funerario dedicato alla famiglia Montalbano.
Di lui rimarrà impressa la raffigurazione - in un medaglione funerario - della figura del farmacista Giuseppe Pernice. Deceduto in America e in possesso d’informazioni fornite dalla famiglia, riuscì a compiere una vera e propria impresa, con un capolavoro di perfezione quasi ineguagliabile. Di come abbia fatto non sapremo/avremo mai informazioni, ma Giuseppe Pisani seppe mettere in mostra tutte le sue qualità. È stato un autentico funambolo della scultura. Un personaggio che ha arricchito la cultura architettonica della nostra città.
















