Castelvetrano Ricorda, la cultura castelvetranese “esportata”
di:
Salvatore Di Chiara - del 2026-08-12

A quanto ammonta il patrimonio storico-culturale della città di Castelvetrano? Difficile rispondere. Senza ombra di dubbio, al netto di valori esteticamente quantitativi, il nostro territorio ha un tesoro dal valore inestimabile. Alcuni giorni fa, lo storico Vincenzo Napoli ha pubblicato un lungo post sul mancato rientro del Crocifisso scolpito in pietra. Concesso in via del tutto eccezionale, lo stesso non ha fatto tappa di rientro. Sono tanti gli oggetti che non hanno più visto la "luce castelvetranese". Invece, ce ne sono altri che, in uno scenario completamente diverso, hanno trovato una collocazione a dir poco perfetta.

Spostandoci di una settantina di chilometri, passando dal Mar Mediterraneo a quello Tirreno, nella
pittoresca località costiera di Terrasini, la tradizione castelvetranese ha messo piede silenziosamente. Nel bellissimo Palazzo D'Aumale, ubicato al centro della città - a due passi dal mare - il Museo Etno-
Antropologico ospita, tra gli altri, un'intera sezione dedicata ai carretti siciliani. Superati i particolari archeologici, mineralogici e faunistici (da visitare), prende forma la cultura siciliana.
Nato dalla volontà del suo creatore, Enzo Pandolfo, il concetto andava oltre la "solita" tipicità turistica. Perché dietro ai pupi e ai carretti siciliani si celano lunghe e nobili storie di vita sociale. Nell'immaginario
collettivo inquadriamo (letteralmente) solo la vivacità dei colori, la bellezza dei personaggi e il confronto tra il Bene e il Male. Invece, al netto di ogni pensiero personale, è la dimostrazione di quanto sia
importante l'identità territoriale. Questa, spesso, manca nei siciliani, o, ormai, è stata accantonata dal tanto vituperato cambiamento.

Cambiamento che ha dovuto affrontare la cultura dei pupari e dei carretti. Ed è qui, nel bel mezzo della tradizione "palermitana", "catanese" e "trapanese", spunta la cultura dei carretti castelvetranesi. Una sorpresa? A parte la storia, diremmo di sì! Con le seguenti caratteristiche: "Diffuso nell'entroterra della provincia di Trapani e nelle aree limitrofe di Palermo. È caratterizzato dai laterali trapezoidali e dall'assenza della cassa di fuso. L'asse di ferro è collegato alle stanghe da una lunga staffa imbullonata a una mensola scolpita e dipinta. Inoltre, le decorazioni geometriche, i temi cavallereschi e le sfumature sono ridotte all'essenziale".
Un punto di conferma che testimonia la bontà della storia castelvetranese. Da sempre al centro di dibattiti (anche politici), rappresenta (o rappresenterebbe) una delle massime da cui (ri)partire per promuovere l'intero territorio (molto ricco). E, allora, sorge spontanea una domanda: il ricco patrimonio castelvetranese meriterebbe maggiore attenzione o, ancor oggi, siamo apprezzati
altrove e sottovalutiamo le cose di casa nostra? Ai posteri l'ardua sentenza.













